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Canada: l'Ambasciatore italiano arruolato nelle schiere del Sì al Referendum

Cose dell'altro mondo! Una volta si sarebbe parlato di repubblica delle banane. Ma il fatto riguarda un paese freddo: il Canada, dove non cresce l'albero prelibato, piuttosto l'acero, da cui si estrae, tuttavia, una dolce melassa. Stavolta, a dispetto di latitudini che ormai si incrociano (e più a nord si va, meno razionalità si trova), il trait de union italico fa riemergere antiche sciatterie burocratiche: l'Ambasciatore italiano partecipa attivamente ad una iniziativa del comitato locale a sostegno del Sì al referendum costituzionale. 

Referendum: i cittadini italiani temporaneamente all'estero hanno tempo fino al 2 novembre per inviare il modulo che consente loro di votare per corrispondenza

Alla Camera dei Deputati un’interrogazione di Federica Dieni (M5S) sui termini per l’opzione di voto dei temporaneamente all'estero. Il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione: “Con una circolare abbiamo dato indicazione ai comuni di considerare valide le opzioni che perverranno entro il 2 novembre prossimo, anziché l’8 ottobre”.

REFERENDUM: Voto all’estero, come potremo fidarci ?

di Massimo Villone
Boschi si autocelebra in un tour mondiale per il Sì fra gli italiani all’estero. Fin qui si può forse capire, anche se è bassa cucina propagandistica. Non si capisce e non si perdona, invece, il supporto logistico e la presenza ufficiale di un’ambasciata. I pubblici impiegati – inclusi quelli di altissimo rango come gli ambasciatori – sono al servizio esclusivo della Nazione (art. 98.1 Cost.). Non del governo o di singoli ministri. Mezzo paese vuole il No, unitamente a un ampio arco di forze politiche parlamentari. Dovremmo forse cambiare cittadinanza e passaporto? E come potremo domani fidarci che il voto sia libero e uguale, non inquinato come le scorse esperienze di voto all’estero ci fanno temere? Prepariamo le carte bollate? E poi, ha detto la Boschi agli esultanti convenuti che la riforma li espelle dal senato, e li esclude dal ballottaggio per la camera?

COMITATO BELGIO: al referendum del 4 dicembre si vota NO

Il referendum riguarda tutti noi: difendiamo la democrazia parlamentare, VOTANDO NO perché: 
* Il governo italiano è attualmente presieduto da un Presidente del Consiglio nominato dal precedente Presidente della Repubblica, e non eletto dai cittadini, e ha ricevuto la fiducia dal Parlamento, eletto con una legge elettorale ritenuta "incostituzionale" dalla stessa Corte Costituzionale.
Tale governo ha imposto al Parlamento una revisione della Costituzione che:

La Presidenza dell’Istituto Fernando Santi per il NO al referendum costituzionale

Comunicato stampa dell’Istituto Fernando Santi

La presidenza dell’Istituto Fernando Santi fa appello perché gli italiani all’estero partecipino consapevolmente  al voto del 4 dicembre prossimo per il Referendum costituzionale, invita i propri associati ad impegnarsi nella campagna referendaria e, pur  nel rispetto della libertà di posizione, a votare NO. La riforma  voluta dal governo non prevede, come invece sarebbe stato possibile,  la presenza di senatori eletti all’estero con ciò decretando l’esistenza di cittadini italiani di seconda categoria rispetto a quelli residenti in Italia.

Farnesina: Referendum costituzionale, informazioni per gli elettori residenti all’estero e iscritti nell’AIRE e per gli elettori temporaneamente all’estero

 ROMA – Referendum costituzionale: informazioni della Farnesina per gli elettori residenti all’estero e iscritti nell’AIRE e per gli elettori temporaneamente all’estero

Con decisione del Consiglio dei Ministri adottata ieri, 26 settembre, è stata individuata la data del 4 dicembre 2016 per il REFERENDUM COSTITUZIONALE avente ad oggetto il seguente quesito referendario: Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il Superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016”?.

PRC BRUXELLES: Uniti per il NO alla Riforma Costituzionale

"Nell’attesa che si conosca la data in cui i cittadini si potranno esprimere sul referendum costituzionale, continua l’impegno dei compagni e delle compagne di Rifondazione Comunista all’estero e in Italia per sostenere le ragioni del "no". Lo stiamo facendo partecipando e promuovendo i comitati unitari nati un po’ in tutta Europa e presto anche in America Latina". È quanto afferma in una nota il Partito della Rifondazione Comunista – Circolo Enrico Berlinguer di Bruxelles, in Belgio.

REFERENDUM: SI VOTA IL 4 DICEMBRE. IL VOTO ALL’ESTERO

Tutti al voto il 4 dicembre: questa la data scelta dal Governo per il referendum sulla riforma costituzionale. Convocato a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il Consiglio dei Ministri ha quindi deciso che torneremo a votare il 4 dicembre
Secondo i dati del Viminale, il corpo elettorale, ripartito negli 8.000 Comuni e nelle 61.576 sezioni elettorali del territorio nazionale (il dato sezioni elettorali è aggiornato al 31 dicembre 2015), è di 47.212.590 elettori, di cui 22.700.892 maschi e 24.511.698 femmine.
A questi vanno aggiunti i 4.029.231 elettori residenti all’estero, di cui 2.090.052 maschi e 1.939.179 femmine.

REFERENDUM/ SEL SVIZZERA A SOSTEGNO DEL “NO”

“Tra alcune settimane anche noi italiani all’estero voteremo per confermare o cancellare la proposta di riforma costituzionale approvata dal parlamento italiano su iniziativa del governo Renzi. Per dibattere con noi sulle ragioni del NO vi invitiamo all’iniziativa promossa dal Comitato per il NO in Svizzera, che si terrà domenica, 2 ottobre 2016, ore 10.30, presso la Fondazione FOPRAS, Nauenstrasse 71,

Prima gli Svizzeri. Quando l’emigrato discriminato e’ italiano

di Pietro Lunetto

Nelle prossime settimane si terra’ in Svizzera, precisamente, un referendum per sollecitare una norma che dia la priorità nelle nuove assunzioni agli svizzeri e poi agli stranieri. In questo caso gli stranieri sono sopratutto italiani transfrontalieri. Abbiamo intervistato a questo proposito Massimiliano Ay classe 1982, segretario del Partito Comunista, deputato al Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino (il parlamento cantonale) e consigliere comunale della città di Bellinzona.