Reggio Emilia: “Chi arriva e chi parte” – Iniziativa Filef nel 50esimo della fondazione

Se ne vanno soprattutto i giovani.  A dirlo è il coordinatore nazionale della Filef, Rodolfo Ricci, commentando i dati diffusi da TG Reggio e Reggionline

REGGIO EMILIA – Vecchia e nuova emigrazione: è stato il filo conduttore di un incontro organizzato dalla Filef a Festareggio. La nostra è stata a lungo una terra di emigranti: tra la fine dell’Ottocento e l’inizio degli anni Sessanta del Novecento molte decine di migliaia di persone hanno lasciato la nostra provincia per cercare lavoro all’estero. A distanza di tanto tempo, la Filef di Reggio è ancora in contatto costante con molte di queste comunità.

“Attualmente noi abbiamo rapporti con l’associazione Emilia Romagna a Parigi, che ha assorbito la famosa associazione Fratellanza Reggiana, anche con quelle di Belgio, Germania, Svizzera e Argentina”, spiega Laura Salsi (Filef Reggio Emilia).

Ma il fenomeno degli ultimi anni è la nuova emigrazione: dal 2010 ad oggi 5 mila reggiani hanno trasferito la residenza all’estero e probabilmente altrettanti hanno lasciato la nostra provincia senza ancora modificare la residenza. Ma chi sono questi nuovi emigranti? “Persone essenzialmente giovani – risponde Rodolfo Ricci, coordinatore nazionale della Filef – Negli ultimi anni non partono solo i singoli, ma anche intere famiglie”.

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Il loro numero è aumentato di 5 mila unità negli ultimi 6 anni. I dati raccolti dalla Filef fotografano un fenomeno sempre più significativo

REGGIO EMILIA – L’emigrazione non è solo un fenomeno del passato. Ha cambiato forma, proporzioni, motivazioni e obiettivi, però esiste ancora. E non è un fenomeno marginale, ma coinvolge decine di migliaia di reggiani.

I dati dell‘Anagrafe italiana residenti all’estero raccolti dalla Filef e presentati nel corso di un dibattito a Festareggio sono significativi. Dicono che tra il 2010 e il 2016 almeno 5 mila reggiani hanno fatto le valige e sono andati a vivere all’estero. Diciamo almeno 5 mila perchè tanti sono quelli che hanno trasferito la residenza, ma l’esperienza insegna che molti lasciano l’Italia restando però formalmente residenti, almeno per qualche anno.

Certo, non siamo nel 1901, quando in un solo anno emigrarono quasi 15mila reggiani, 7.200 dei quali all’estero, soprattutto in Svizzera, Germania e Francia, e gli altri in Italia. Ma non siamo neppure di fronte a un esodo trascurabile. Nel 2010 i reggiani con la residenza all’estero erano 10.207, con una lieve prevalenza degli uomini sulle donne. A sei anni di distanza il numero è lievitato fino a 15.118. Dunque, statistiche alla mano, negli ultimi sei anni 4.911 reggiani hanno lasciato la nostra provincia per trasferirsi all’estero. E forse sono circa 10 mila se si considerano coloro che non hanno trasferiro la residenza. Tra loro ci sono certo pensionati attratti da paesi a bassa tassazione o benestanti che si godono la vita, ma ci sono sicuramente anche molti giovani che hanno deciso di cercare altrove quelle opportunità che a Reggio e in Italia non sono riusciti ad afferrare.

 

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Nel cinquantesimo.della fondazione della Filef  (Federazione italiana lavoratori emigranti e famiglie) – avvenuta nel dicembre 1967, ad opera di Carlo Levi, Paolo Cinanni, Ferruccio Parri, Renato Guttuso e altri intellettuali e operatori sociali e politici –  sabato 16 settembre è  in programma a Reggio Emilia un incontro pubblico intitolato “Chi arriva e chi parte. Cinquant’anni di Filef tra vecchie e nuove migrazioni’.

 

L’incontro si terrà  alle 18, nella tenda “piazzetta delle idee” a FestaReggio. Sono previste comunicazioni del sen.  Alessandro Carri (“Dante Bigliardi e la storia della Filef a Reggio Emilia”),  di Rodolfo Ricci, coordinatore nazionale Filef (“La nuova emigrazione giovanile”), di Laura Salsi, presidente Filef provinciale (“La Filef è i nuovi cittadini italiani”).  Sono inoltre in programma altri contributi e testimonianze su esperienze e attività  collegate alla Filef. Condurrà la conversazione   il giornalista Stefano Morselli.

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