Presentata a Roma la XII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes

Al 1 gennaio 2017 gli italiani residenti fuori dei confini nazionali e iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero erano 4.973.942.  Nel 2016 le iscrizioni all’Aire per il solo espatrio sono state 124.076. E’ il Regno Unito la meta preferita dagli italiani all’estero

ROMA – E’ stata presentata Roma, presso l’Auditorium “V. Bachelet” nel The Church Palace, la XII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo”, della Fondazione Migrantes. Nell’introduzione della ricerca  si spiega come oggi “nello stato generale di recessione economica e culturale in cui purtroppo ci si ritrova, la migrazione, per gli italiani in particolare, sia diventata nuovamente, come in passato, una valvola di sfogo, ciò che permette cioè di trovare probabilmente una sorte diversa rispetto a quella a cui si è destinati nel territorio di origine”. Una mobilità unidirezionale verso l’estero che appare caratterizzata da “partenze sempre più numerose e ritorni sempre più improbabili”. “La questione – si spiega nel Rapporto – non è tanto quella di agire sul numero delle partenze – anche perché nel mondo globale la libertà di movimento, il sentirsi parte di spazi più ampi e di identità arricchite è quanto si sta costruendo da decenni – ma piuttosto di trasformare l’unidirezionalità in circolarità in modo tale da non interrompere un percorso, continuo e crescente, di apprendimento e formazione, da migliorare le conoscenze e le competenze mettendosi alla prova con esperienze in contesti culturali e professionali diversi, tenendosi aggiornati e al passo con il mondo che cambia. In questo processo di partenze e rientri, di permanenze temporanee, di periodici spostamenti – si precisa nella ricerca – emerge la necessità che la mobilità diventi sempre più un processo dinamico di relazioni e non una imposizione di qualche nazione su un’altra. La mobilità travalica, oggi, i confini nazionali e, in uno spazio sempre più globale, deve diventare ‘ben-essere’ condiviso, di molti e tra più persone. Oggi assistiamo sempre più a una ‘mobilità da spinta’ quando invece essa deve essere spontanea e accompagnata con la valorizzazione delle persone, di chi sono e di cosa sanno fare nei luoghi più diversi”.

Per quanto riguarda i numeri statistici dall’indagine emerge come dal  2006 al 2017 la mobilità italiana sia aumentata del 60,1%, passando da poco più di 3 milioni a quasi 5 milioni di iscritti. Al 1 gennaio 2017, infatti, gli italiani residenti fuori dei confini nazionali e iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) erano 4.973.942, pari all’l’8,2% degli oltre 60,5 milioni di residenti in Italia alla stessa data. L’aumento dei nostri connazionali nel mondo negli ultimi cinque anni, è stato del +14,5% e del +7,2% nell’ultimo triennio. Nel 2016 le iscrizioni all’Aire per il solo espatrio sono state 124.076, di cui il 55,5% maschi.    Dai dati disaggregati si evidenzia poi , come , livello continentale, oltre la metà dei cittadini italiani all’estero (2.684.325 milioni) risieda in Europa (54,0%), mentre 2.010.984 milioni vivono in America (40,4%) soprattutto in quella centro-meridionale (32,5%). A seguire l’Oceania (147.930 mila residenti, il 3,0%), l’Africa (65.696, l’1,3%) e l’Asia (65.003, l’1,3%).

In questo contesto i primi tre paesi con le comunità più numerose sono: l’Argentina (804.260), la Germania (723.846) e la Svizzera (606.578), mentre è il Regno Unito che, in valore assoluto, si distingue per avere la variazione più consistente (+27.602 iscrizioni nell’ultimo anno). Per quanto riguarda la provenienza regionale dei nostri connazionali, la maggioranza degli iscritti all’Aire hanno origine meridionali (50,1%),  seguono le regioni settentrionali (34,8%) e quelle del Centro Italia  (774.712).

Per quanto poi concerne le classi di età i minori sono 748.929 (15,1%); 1.109.533 hanno tra i 18 e i 34 anni (22,3%); 1.163.968 hanno tra i 35 e i 49 anni (23,4%). Sotto al milione (946.901, il 19,0%) i connazionali tra i 50 e i 64 anni; poco più di 1 milione gli italiani all’estero con più di 65 anni (20,2%). Come già ricordato è il Regno Unito quest’anno la meta preferita dei connazionali all’estero. Seguono in questa particolare classifica la Germania (19.178), la Svizzera (11.759), la Francia (11.108), il Brasile (6.829) e gli Stati Uniti (5.939).

Fra le numerose tematiche affrontate dal Rapporto Migrantes ricordiamo inoltre l’analisi dell’emigrazione giovanile, dal punto di vista della famiglie lasciate in Italia, e la questione delle pensioni pagate all’estero ai nostri connazionali che nel 2016 sono state quasi 380.000, in una platea di circa 160 paesi,  pari al 2,2% del totale delle pensioni erogate dall’INPS. La maggior concentrazione di queste prestazioni si ha in Europa, seguono, sia pure in riduzione, il Canada, gli Usa e l’Australia. Da segnalare infine la presenza all’interno del Rapporto di speciali schede dedicate alle Regioni italiane di partenza.  Paragrafi volti ad approfondire la genesi dei flussi, le caratteristiche dell’inserimento in terra straniera e il desiderio dei migranti di  ritornare alla terra d’origine.

(G.M.- Inform)

 

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