ITALIANI IN NORVEGIA: I DATI AGGIORNATI DELL’AMBASCIATA

OSLO- Diminuiscono gli italiani in Norvegia: è quanto emerge dai dati aggiornati dall’Ambasciata italiana ad Oslo che in questi giorni pubblica il report sugli iscritti Aire al 16 novembre, elaborati da Marta Valsania, dell’Università degli Studi di Torino, sulla base dei dati Aire.
Rispetto al maggio 2018, mese della prima pubblicazione, gli iscritti Aire sono passati da 7838 a 6619. La maggioranza degli iscritti continua ad essere di sesso maschile (57%), mentre con riferimento all’età, la fascia più popolosa risulta essere quella compresa tra i 31 ed i 50 anni, con il 39% del totale. La seconda fascia per numerosità è rappresentata dai minori di 18 anni (28%), seguita dalla categoria 18-30 anni (18%) e dai maggiori di 50 anni (15%).
I due principali Stati di nascita dei membri della comunità sono la Norvegia (36%) e l’Italia (45%), in netta superiorità rispetto a tutte le altre nazioni.
Rispetto all’anno di arrivo in Norvegia, dal rapporto emerge che dal 2002 il numero di arrivi annui è cresciuto. In particolare, nel 2016 si è avuto un picco con 547 arrivi. Nel 2017 il numero di arrivi è sceso a 234. Il dato attuale al 2018, è di 80 arrivi.
La Lombardia risulta essere la prima regione di provenienza dei cittadini italiani residenti in Norvegia (16%), dalla sola provincia di Milano arrivano circa la metà dei lombardi (448 osservazioni). La seconda regione di provenienza è il Lazio (12%), in cui Roma risulta la prima provincia in assoluto (629 osservazioni). A seguire si trovano il Veneto con l’8% delle osservazioni, e al 7% la Toscana, l’Emilia Romagna, la Campania, la Sicilia e il Piemonte. La Liguria registra il 5% e Friuli-Venezia Giulia e Puglia il 4%. Tutte le altre regioni non raggiungono tale quota, con la Valle d’Aosta che con sole 10 osservazioni chiude la classifica.
Più della metà degli italiani in Norvegia risiede nella capitale, Oslo (38%), e nei suoi dintorni: Akershus segue con il 15% delle osservazioni. I fylke (contee – ndr) con più residenti italiani seguono lo stesso andamento delle città più popolose della Norvegia (Oslo, Bergen, Stavanger, Trondheim, Drammen) che sembrano quindi attrarre i cittadini italiani in modo proporzionale alla loro grandezza. Dopo il fylke di Oslo e Akershus si trovano infatti l’Hordaland (10%), il Rogeland (9%), il Trøndelag (6%) e il Buskerud (4%). La regione geografica del Nord-Norge accoglie nel suo complesso solo 212 cittadini italiani (3% delle osservazioni).
Quanto al titolo di studio (statistica per cui sono stati presi in considerazione solo i maggiori di 16 anni), il 58% dei connazionali che lo hanno indicato dichiara di possedere una laurea, il 30% dichiara il possesso di un diploma, il 9% la licenza media, mentre solo il 2% dichiara di non possedere nessun titolo e l’1% di possedere la licenza elementare.
Seppur il dato sulla professione è presente solo in circa la metà dei casi, si delineano abbastanza chiaramente quelle che sono le principali attività svolte dei cittadini italiani in Norvegia. La professione svolta dal maggior numero di persone è l’impiegato (17%), seguita dalle categorie del settore alberghiero/ristorazione (13%), libero professionista (12%) e professione intellettuale (10%) in cui si sono considerati docenti, professori universitari ma anche personale non docente. Percentuali importanti anche per gli operai (9%), raggruppati nella statistica in qualificati e non qualificati, e gli addetti alla sanità (4%). Solo il 2% dichiara di essere disoccupato.
E, sebbene la percentuale di pensionati qui riportata è pari al 2% (21 osservazioni), facendo una ricerca per i cittadini in età pensionabile il numero di osservazioni potrebbe salire fino a 287.

 

FONTE: aise

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