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Reg. Trib. Roma n.357 (4/11/82) – Dirett. Responsabile Stelvio Antonini  

 DIFFUSIONE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA NEL MONDO

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SPECIALE COMITES 2004

legge - regolamento - varie - tutte le liste

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Notizie e Commenti dal Mondo e dall'Italia sulle consultazioni del 16 marzo

COMUNICATO STAMPA CGIL - FIEI

Le notizie che sono giunte da ogni circoscrizione consolare relativamente alle difficoltà incontrate dai connazionali nella presentazione degli elenchi di sottoscrittori delle liste per l’elezione dei Comites sono estremamente preoccupanti.

La situazione che viene rappresentata induce a concludere che poco o niente è stato fatto per integrare Anagrafe Consolare e Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), dal cui incrocio doveva dipendere la definizione di un elenco certo di elettori da utilizzare, ora per le elezioni dei Comites, e, in prospettiva, per le elezioni politiche.

A quanto pare, sono valse a poco le intese e gli accordi intervenuti tra Ministero degli Interni, Ministero Affari Esteri e Ministero degli italiani nel mondo. La situazione che si sta presentando pone dei seri interrogativi sulla reale intenzione del governo di far valere una legge che per la prima volta introduce l’esercizio di voto per corrispondenza per l’elezione dei Comites dopo l’esperienza negativa riscontrata per il voto ai Referendum.

Ove si dovesse riscontrare una bassa partecipazione alle prossime consultazioni, derivante non da disinteresse o tendenze astensionistiche, ma da una grave carenza istituzionale, l’esito della partecipazione al voto, oltre a mettere oggettivamente in dubbio i risultati della consultazione –come la stessa validazione delle liste- e a fornire elementi di possibile contestazione, potrebbe rafforzare le tendenze che mirano a mettere in discussione la legge sull’esercizio di voto all’estero, e con essa tutta la politica verso l’emigrazione italiana nel mondo, come già annunciato dal recente tentativo di cancellazione dei 6 seggi senatoriali nell’ipotesi di riforma federalista del Senato.

E’ bene che di tali rischi siano coscienti i connazionali e le rappresentanze organizzate dell’emigrazione ed è necessario che tutti abbiano presente che le responsabilità  della situazione che si sta creando sono riconducibili esclusivamente ai Ministeri interessati e all'attuale governo.

Di fronte a tutto ciò la CGIL e la FIEI chiedono che siano prese misure di emergenza per sanare la situazione creatasi, in particolare a livello di informazione dei connazionali. RAI-International e i media italiani ed esteri vanno impegnati per invitare i connazionali che non riceveranno il plico per votare, a richiedere direttamente ai consolati  l’inserimento nelle liste degli elettori e la possibilità di esercitare il proprio diritto, anche attraverso la pratica dell’autocertificazione prevista dalle leggi vigenti.

La CGIL e la FIEI chiedono altresì che il Ministero per gli Italiani nel Mondo si adoperi presso il MAE e il Ministero degli Interni per potenziare in via transitoria gli uffici coinvolti con personale aggiuntivo sufficiente per gestire l’emergenza. In tal senso é stata inviata una lettera aperta al Ministro Tremaglia.

I tempi sono certamente stretti, tuttavia una campagna informativa adeguata è ancora possibile, poiché il termine massimo per l’ammissione al voto è stabilita dallo schema di  Regolamento per il 15 marzo prossimo.

La CGIL e la FIEI invitano i connazionali impegnati nella campagna elettorale a far valere le ragioni qui rappresentate e a vigilare affinché i Consolati interessati operino con la massima efficacia nell’attività di informazione verso i connazionali.

A tal fine la FIEI mette a disposizione il proprio sito web www.fiei.it per rendere immediatamente pubblico ogni fatto o comportamento che possa nuocere all’esercizio universale del voto, ed invita i connazionali ad inviare all’indirizzo e-mail: fiei@email.it ogni informazione al riguardo.

Roma, 2 febbraio 2004

CGIL Nazionale – Uff. Italiani all’estero

FIEI – Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione

 

 

LETTERA APERTA AL MINISTRO TREMAGLIA SULLA

GRAVE SITUAZIONE RELATIVA ALLA ELEZIONE DEI COMITES

 

Egregio Signor Ministro,

la presente per manifestarLe tutta la nostra preoccupazione per i fatti a Lei noti che hanno accompagnato la fase di presentazione delle liste per l’Elezione dei Comites.

Vale la pena riassumerli rapidamente: in pressoché tutte le circoscrizioni sono state evidenziate da ogni parte politica e da ogni schieramento associativo, la assoluta insufficienza degli elenchi elettorali di riferimento a cui ci si dovrà affidare per l’elezione di questi organismi da cui dipenderà anche, come noto, l’elezione di II° grado del CGIE.

Si è assistito addirittura a casi in cui, membri o Presidenti degli attuali Comites, o responsabili di associazioni importanti, o connazionali che avevano potuto esprimere il proprio voto in occasione dei due recenti Referendum, si sono trovati esclusi –nella qualità di sottoscrittori delle liste presentate- dall’AIRE o dall’ Anagrafe Consolare.

Tali fatti fanno presagire un esito non confortante quanto alla percentuale di partecipazione alle prossime consultazioni di marzo, e ciò, non per scarso interesse o mancanza di volontà, ma per le carenze oggettive degli elenchi elettorali così come sono state ad oggi definiti.

La cosa appare ancorpiù preoccupante se si considera che sono passati ormai molti mesi dalla consultazione dei Referendum nella quale, per la prima volta, gli italiani all’estero hanno espresso il proprio voto per corrispondenza. Da allora, stando alle notizie che giungono, la situazione sembrerebbe addirittura peggiorata quanto a precisione e completezza degli elenchi di elettori.

Tutto questo, anche alla luce dei tentativi di rimettere in discussione i risultati raggiunti con la modifica costituzionale che consente l’esercizio di voto all’estero per corrispondenza per le elezioni politiche e la definizione dei 18 parlamentari della Circoscrizione Estero, a cui si è recentemente assistito in sede di commissione senatoriale che discute la riforma federalista dello Stato e il Senato delle Regioni, getta delle ombre oscure e problematiche sull’esito di una battaglia che ha visto il mondo associativo in prima linea per decenni nella rivendicazione dei diritti civili dei cittadini italiani emigrati.

Se infatti un esito insoddisfacente di partecipazione alla consultazione sui Comites offrisse alibi interpretativi a chi osteggia la partecipazione alla vita politica nazionale dei 4 milioni di italiani all’estero, i comuni obiettivi per cui ci siamo impegnati risulterebbero oggettivamente indeboliti.

E’ invece chiaro a tutti che il problema reale è la manifesta carenza organizzativa della macchina

elettorale nella duplice regia del Ministero degli Interni e del Ministero degli Affari Esteri, della insufficienza di risorse destinate alla bonifica dei dati AIRE ed Anagrafe Consolare, e in definitiva della mancanza di reale volontà politica di addivenire a risultati coerenti con quanto da tutti formalmente affermato in sede politica ed istituzionale, cosa che appare confermata in modo altrettanto chiaro, ci sembra, dai tagli consistenti operati a gran parte dei capitoli di spesa riguardanti l’emigrazione italiana nel mondo operati in sede di Legge Finanziaria.

Signor Ministro,

pur nella naturele diversa interpretazione, lettura storica e di prospettiva che diamo della nostra presenza italiana nel mondo, confidiamo ancora sul suo personale impegno di Ministro degli Italiani all'estero, anche se quanto sta accadendo non dimostra una conseguente volontá da parte di tutto il governo di cui Lei fa parte.

Sulla questione oggi oggetto di questa lettera, auspichiamo che la S.V. convenga sul fatto  che è opportuno e indifferibile un intervento celere e risolutivo che preveda misure di emergenza per consentire ai connazionali di partecipare al voto. Chiediamo misure che riguardino l’informazione e la possibilità di essere inseriti negli elenchi elettorali in tempo utile anche attraverso la pratica, prevista per legge, dell’autocertificazione.

La invitiamo quindi ad adoperarsi con ogni mezzo e risorsa affinché tale comune obiettivo sia raggiunto.

 Distinti Saluti

 

CGIL – Ufficio Italiani all’estero

Segreteria FIEI - Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione

Roma, 2 febbraio 2004

 

SPECIALE COMITES 2004

NOTIZIE E COMMENTI DAL MONDO E DALL'ITALIA 

SULLE CONSULTAZIONI DEL 26 MARZO:

 


1- ELEZIONI COMITES/AUSTRALIA -  ANAGRAFE INCOMPLETA E RETE CONSOLARE INSUFFICIENTE: QUESTI I VERI PROBLEMI

2-ELEZIONI COMITES/SVIZZERA: PIATTAFORMA PROGRAMMATICA

3-ELEZIONI COMITES/SVIZZERA: ACCORDO DI COALIZIONE

4-ELEZIONI COMITES/CANADA – DIRITTI DIMEZZATI

5-ELEZIONI COMTES/MONACO – “IL PONTE – CENTROSINISTRA PER GLI ITALIANI”: UNA LISTA IN BAVIERA PER I COMITES

6- ELEZIONI COMITES/NEW YORK: LA NUOVA LEGGE SMINUISCE ANCORA DI PIU’ IL RUOLO DEI COMITES

7- ELEZIONI COMITES: MOMENTO IMPORTANTE DI VERIFICA DEL RUOLO DEI COMITES

8-ELEZIONI COMITES: PRONTA LA LISTA “ITALIANI D’AUSTRALIA PER IL PROGRESSO”

9-ELEZIONI COMTES: INTERPRETAZIONE CORRETTA DELLA NORMA

10-ELEZIONI COMITES: DICHIARAZIONE DELL’ISTITUTO F.SANTI

11-LA CNE PER LE ELEZIONI DEI COMITES

12-COMITES NEW YORK/CONNECTICUT, OVVERO “LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR”

13-ELEZIONI COMITES: GRANDI DIFFICOLTA’ ANCHE IN BRASILE

14-ELEZIONI COMTES: PRESENTATA A SAN PAOLO DEL BRASILE LA LISTA DEI CANDIDATI

15-ELEZIONI COMITES: SODDISFAZIONE E SCONCERTO A MONACO

16-CHI NON E´RESPONSABILE, PARLI !!

 



1- ELEZIONI COMITES/AUSTRALIA -  ANAGRAFE INCOMPLETA E RETE CONSOLARE INSUFFICIENTE: QUESTI I VERI PROBLEMI

La notizia che finalmente, anche in Australia, sarà possibile eleggere i Com.It.Es. chiude positivamente un anno di impegno e di lavoro del Cgie, dei Comites e del Ministero degli Esteri che avevano garantito il proprio impegno per raggiungere questo risultato.

I veri problemi che attendono ancora soluzione rimangono l’anagrafe, incompleta ed incerta, e la rete consolare, insufficiente ed oberata da mille adempimenti che si sommano al lavoro ordinario. Non conosciamo ufficialmente il risultato dell’incrocio dei dati delle anagrafi consolari con l’AIRE: ritengo però che quest’aspetto richieda un approfondito esame politico, prima che tecnico.

Un risultato che confermi la situazione antecedente al referendum o che dimostri che non si è tenuto conto della gran mole di lavoro svolto dalla rete consolare, ad un costo elevatissimo per le nostre comunità che hanno dovuto subire un’ovvia riduzione nella qualità dei servizi al pubblico, costituirebbe una doppia penalizzazione: una “causa” cui non avrebbe fatto seguito alcun “effetto” concreto!

Un’ingiusta e antidemocratica esclusione dall’esercizio di un diritto costituzionale che, nella sostanza, rischierebbe di privare del diritto di voto centinaia di migliaia di cittadini italiani. Con il rischio di continuare a trascinarsi dietro questo problema dell’aggiornamento dei dati dei Comuni fino alle prossime elezioni politiche ed anche oltre.

Da oggi dobbiamo tutti essere impegnati, oltre che nella raccolta delle firme per la presentazione delle liste elettorali, anche nella documentazione e nella denuncia delle inadempienze di questo Governo che ci porta ad un voto senza dati certi, senza dati verificati, senza una rete consolare all’altezza della situazione, e quindi con una democrazia ad “esercizio limitato”.

Marco Fedi, consigliere Cgie Australia


2- ELEZIONI COMITES/SVIZZERA: PIATTAFORMA PROGRAMMATICA

Il prossimo 26 marzo 2004 le comunità italiane in Svizzera e nel mondo saranno chiamate ad assolvere un compito importante: il rinnovo dei Comitati Italiani all’Estero (COMITES). Giova ricordare che il ricorso alle urne giunge con quasi due anni di ritardo, dovuto alle lungaggini che hanno caratterizzato l’iter della Legge di riforma dei Comitati, inoltrata dal CGIE al Governo e al Parlamento nel mese di marzo 2003.

Lo schema di legge preparato dal CGIE, dopo una consultazione con i COMITES di tutto il mondo, prevedeva poteri più ampi per questi organismi di rappresentanza ed era sicuramente più rispondente alle esigenze indotte dall’elevato grado di integrazione delle comunità italiane all’estero e dai nuovi compiti che si delineano con la creazione della circoscrizione estero e l’elezione di una rappresentanza degli emigrati nel Parlamento italiano.

La nuova Legge non ha accolto alcune importanti modifiche proposte dal CGIE ma introduce, ad ogni modo, alcune importanti novità come l’elezione per corrispondenza, il Comitato dei Presidenti, il passaggio da contributo a finanziamento, possibilità di interloquire con le autorità locali, ecc. L’introduzione del voto per corrispondenza dovrebbe contribuire ad elevare sensibilmente il tasso di partecipazione al voto, che coinvolgerà una vasta fascia di connazionali lontani dalla vita associativa e dai movimenti organizzati. Concordano, inoltre, sulla necessità della piena applicazione della legge, con particolare riguardo all’accreditamento dei COMITES presso le autorità locali e alla cooperazione con la rete diplomatico-consolare sulle questioni concernenti la comunità italiana, che dovrà orientarsi ad una maggiore incisività.

Le forze firmatarie del presente programma, s’impegnano a promuovere sull’intero territorio della Confederazione Elvetica liste unitarie che intendono raccogliere e rilanciare l’esperienza positiva di Solidarietà e Progresso, e a costruire una coalizione in grado di rappresentare i valori del mondo del lavoro, della solidarietà, dei diritti e della piena cittadinanza. I candidati in lista avranno un riferimento comune – in tutte le circoscrizioni consolari – nei punti programmatici che costituiscono la piattaforma dell’impegno degli eletti durante il quinquennio del mandato ricevuto:

1.       tutelare e difendere i diritti riguardanti la sicurezza sociale, il lavoro, lo studio, la formazione professionale, l’assistenza, la cittadinanza e la libera circolazione delle persone, nel rispetto della legislazione svizzera e delle convenzioni internazionali. Questi obiettivi saranno perseguiti anche stabilendo canali di comunicazione con le istituzioni e le forze politiche locali, di concerto con l’autorità consolare.

2.       Promuovere attività di studio e ricerca per individuare e analizzare le tendenze nuove e i cambiamenti che emergono in seno alle comunità italiane in Svizzera, con particolare attenzione alle “nuove mobilità”, all’imprenditoria italiana all’estero, ai giovani e alle donne. La realizzazione di dette finalità presume un forte ruolo di raccordo dei sistemi svizzeri e italiani, e il coinvolgimento delle istituzioni, degli Enti pubblici e privati, delle Università e dei centri specializzati.

3.       Sviluppare reti relazionali con le istituzioni locali allo scopo di coinvolgere la collettività italiana in un processo sempre più incisivo di integrazione nella società di accoglienza, di coinvolgimento della stessa nell’opera di promozione culturale e di partecipazione alla realizzazione dell’italicità e dell’inserimento a pieno diritto nell’Europa che si sta realizzando, soprattutto diffondendo la conoscenza e le peculiarità che fanno della Confederazione Elvetica un modello di democrazia nel pieno rispetto delle caratteristiche culturali, economiche, sociali, delle diverse realtà che la compongono e promuovere l’accoglienza delle collettività italiane portatrici di valori universalmente riconosciuti.

3/a. (sviluppare reti relazionali con le istituzioni locali, allo scopo di favorire il processo di integrazione nella società di accoglienza e di operare con la stessa per il riconoscimento dei valori reciproci e in particolare di quelli che hanno portato la Svizzera alla maturità democratica che la caratterizza, tanto da potere essere modello per l’Europa di convivenza di più realtà culturali, economiche e sociali peculiari della Confederazione e promuovere presso le collettività italiane in Svizzera le iniziative indirizzate alla conoscenza dell’Europa come obiettivo comune).

4.       promuovere lo sviluppo delle attività sociali, culturali, scolastiche, ricreative, assistenziali, dello sport e del tempo libero tese alla valorizzazione della rete di presenza italiana in Svizzera.

5.       Esprimere pareri – compatibilmente con la legge istitutiva – sulle iniziative realizzate con finanziamenti pubblici.

Le organizzazioni firmatarie intendono coinvolgere in questo progetto tutte le forze politiche e associative che condividono la linea e i contenuti del presente programma e si riconoscono nei valori politici e culturali che accomuneranno i propri candidati in tutte le circoscrizioni consolari.

Hanno sottoscritto il documento a Zurigo il 22 dicembre 2003:

Acli, Ds, Prc, Fcli, Fsis, Italia dei Valori, La Margherita, Comitati de l’Ulivo, Movimento Solidarietà e Progresso Svizzera Orientale.


3- ELEZIONI COMITES/SVIZZERA: ACCORDO DI COALIZIONE

In prossimità delle elezioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero (Comites) le forze politiche, le organizzazioni associative nazionali, i movimenti, le organizzazioni sindacali ed i comitati de l’Ulivo presenti in Svizzera, che si rifanno nel solco politico, culturale e sociale al centrosinistra italiano (Acli, Federazione delle Colonie Libere Italiane, DS, La Margherita, FSIS, IdV, PRC, Comitati de l’Ulivo, Movimento Solidarietà e Progresso della Svizzera orientale), hanno deciso di affrontare la prossima scadenza elettorale con un programma comune in cui emergono forti ed essenziali tratti di riferimento dell’orizzonte ideale a cui si richiama il coordinamento de l’Ulivo in Italia, più in generale centro-sinistra italiano.

Esse hanno stilato un programma unitario di riferimento nazionale aperto alle specificità circoscrizionali, che viene sintetizzato nella proposta politica con cui la coalizione di presenterà alle prossime elezioni per il rinnovo dei Comites: “Uniti con l’Ulivo per gli italiani in Svizzera”, il cui riferimento sarà riportato graficamente anche nel logo, con le sue variazioni territoriali (per esempio:, “Uniti con l’Ulivo per gli italiani di Berna).

L’idea guida della proposta programmatica della coalizione “Uniti con l’Ulivo per gli italiani in Svizzera” muove dalla convinzione che i Comites ricoprono una funzione essenziale in quella fase di trasformazione sociale, economica e culturale della collettività italiana in Svizzera, spinta verso la piena integrazione. Il loro rinnovo rappresenta un’opportunità per reinterpretare e promuovere in questo Paese una presenza dell’italianità coerente con i tempi e forte di una storia ed una tradizione che oggi non sempre viene riconosciuta nella sua più ampia specificità.

Le forze che costituiscono la coalizione “Uniti con l’Ulivo per gli italiani in Svizzera” si impegnano in questa fase a coinvolgere quanti, pur sentendosi legati a storie e culture tradizionali diverse, desiderano impegnarsi per migliorare le condizioni ed il prestigio della nostra collettività, offrendo loro la possibilità di esprimersi intorno alla scelta di una piena cittadinanza politica. I soggetti che hanno dato vita a questa coalizione lavoreranno affinché i Ministeri italiani competenti e le rappresentanze diplomatico-consolari italiane all’estero compiano ogni sforzo possibile per mettere tutte le elettrici ed elettori in condizione di poter partecipare direttamente al voto nelle condizioni previste dalla legge.

I valori costituenti dell’area di riferimento politico-culturale, aggiunti ad una proposta programmatica che ha i suoi elementi distintivi nella tutela dei connazionali più esposti al disagio sociale, nella valorizzazione delle professionalità e nella valenza culturale delle generazioni, nel sostegno ad un’identità intesa come insieme di esperienze comuni, nell’incremento degli scambi culturali, informativi e comunicativi, nella richiesta di una puntuale ed efficiente erogazione dei servizi consolari e scolastici, devono trovare nei candidati della coalizione i rappresentanti autorevoli rispetto alle autorità consolari e all’amministrazione locale.

Le forze costituenti la coalizione “Uniti con l’Ulivo per gli italiani in Svizzera” si impegnano a compiere il massimo sforzo per favorire la più ampia partecipazione al voto e per qualificare con personalità competenti i futuri Comites, invitano le proprie organizzazioni territoriali presenti nella Confederazione Elvetica a promuovere tutte le iniziative necessarie e possibili per promuovere in tutte le circoscrizioni consolari la costituzione di liste che si richiamano in modo specifico ed esplicito alla lista “Uniti con l’Ulivo per gli italiani in Svizzera” nel cui logo è visibile un richiamato stilizzato all’Ulivo. Laddove per ragioni storiche o per scelte precedenti si presentino liste con diversa denominazione è auspicabile evidenziare nel simbolo e nell’adozione del programma il riferimento alle liste “Uniti con l’Ulivo” riportandolo esplicitamente come sottotitolo di lista.

Questo accordo di coalizione è stato firmato a Zurigo il 22 dicembre 2003 da:

Acli, Fcli, Ds, La Margherita, Fsis, IdV, Prc, Comitati de l’Ulivo, Movimento Solidarietà e Progresso della Svizzera orientale.


4- ELEZIONI COMITES/CANADA – DIRITTI DIMEZZATI

Se le cose stanno veramente come denunciato nel corso della riunione della I Commissione Informazione del CGIE, il disallineamento fra i dati sulla consistenza numerica degli italiani residenti all’estero del Ministero Esteri e del Ministero Interni è addirittura di un milione ottocentomila unità.

L’ultimo aggiornamento – 25 novembre 2003 – sulla bonifica dell’Anagrafe fatto dal MAE indica infatti in 3.987.394 la consistenza della comunità italiana all’estero mentre l’elenco del Ministero Interni fa riferimento a 3.224.064. Una differenza quindi di circa 768.000 unità. Ma questa differenza sale a 1.800.000 se si considerano le posizioni comuni, coincidenti, dei due elenchi, che sono solamente 2.100.000.

Non solo. Sempre secondo l’elenco fornito dal Ministero Interni (il solo cui la legge ci permette di fare riferimento) in alcune città come Brasilia, Lisbona e Pretoria, pur di fronte ad una consistenza numerica accertata superiore alle tremila unità (il numero minimo richiesto per la formazione di un Comites) non si procederà alla formazione dei Comites dato che secondo l’elenco del Ministero Interni la comunità italiana è inferiore alle tremila unità.

In altre città, invece, i Comites saranno composti solo da dodici membri invece dei diciotto cui hanno diritto. E’ il caso di importantissime città come Colonia, Francoforte, San Paolo e Caracas dove, secondo l’Anagrafe Consolare i cittadini italiani sono certamente più di 100.000, ma meno di 100.000 per il Ministero Interni.

Altre città,  infine, avranno dei super Comites di diciotto membri pur non avendone diritto. E’ il caso di Parigi e Toronto dove la comunità italiana, secondo i rispettivi Consolati, non raggiunge le 100.000 unità. Numero che viene invece superato secondo i dati del Ministero Interni.

E’ giusto, è moralmente, giuridicamente e politicamente corretto procedere alla indizione di una consultazione elettorale pur nella certezza di un corpo elettorale dimezzato e della disattenzione di un così importante diritto come quello di essere adeguatamente rappresentanti?

Gino Bucchino, Cgie/Canada


5- ELEZIONI COMTES/MONACO – “IL PONTE – CENTROSINISTRA PER GLI ITALIANI”: UNA LISTA IN BAVIERA PER I COMITES

Un gruppo di italiani – professionisti, operai, impiegati, insegnanti, ricercatori in istituti scientifici, operatori sociali, ristoratori, pensionati – che intendono impegnarsi per aiutare l’integrazione, la partecipazione e la crescita culturale e sociale degli italiani che vivono in Baviera, ha deciso di formare una lista per le elezioni dei Comites del 26 marzo. La lista – è detto in un comunicato – si chiama “Il Ponte – Centrosinistra per gli Italiani”.

Questi i punti principali del programma: promuovere l’informazione, il contatto e la cooperazione fra tutte le associazioni italiane locali; sostenere l’educazione e la formazione professionale dei giovani italiani; sostenere le associazioni degli anziani; sostenere lo sport, come momento di aggregazione per giovani ed anziani; contrastare le espulsioni degli italiani dalla Germania (numerose in Baviera) tramite la denuncia e l’informazione sui diritti che gli italiani hanno, in quanto cittadini europei; sostenere la doppia cittadinanza; aiutare gli italiani nel rapporto con gli uffici consolari, affinché questi siano più vicini ai cittadini; promuovere l’apertura di spazi pubblici come l’Istituto Italiano di Cultura ai gruppi che – nel cinema, nel teatro, nella musica, nella letteratura, nel giornalismo – fanno conoscere in Baviera la cultura italiana. Alla lista, per potersi presentare, occorrono 200 firme. Gli interessati possono rivolgersi dal 12 al 23 gennaio in Consolato (Mőhlstr. 3, München) 1° piano, nell’Ufficio notarile, ovvero il 15 gennaio al Patronato INCA (Häberlstr. 20, München).


6- ELEZIONI COMITES/NEW YORK: LA NUOVA LEGGE SMINUISCE ANCORA DI PIU’ IL RUOLO DEI COMITES

Presto saremo chiamati al capezzale dei Comitati degli Italiani all’Estero di New York/ Connecticut e del New Jersey, al termine di un settennato forzato di due vite tribolate.

Adesso si contano gli ultimi giorni degli attuali Comites, mentre i candidati si apprestano a presentare le liste in previsione delle elezioni per il rinnovo, indette per il 26 marzo prossimo.

Il mandato, scaduto nel giugno del 2002, era stato prolungato di un anno per consentire l’approvazione della modifica alla legge istitutiva dei Comites che – secondo la bozza di proposta presentata dal Cgie - avrebbe attribuito ai Comitati alcune facoltà che li avrebbe resi efficienti nel loro compito di rappresentanti delle comunità.

Ma non è andata proprio così. Al contrario. La nuova modifica sminuisce infatti il ruolo dei Comites e risica ancora i già  limitati compiti degli stessi. Sul Comitato di New York e Connecticut inoltre si è abbattuta la scure della macchina burocratica che ha portato da ventiquattro a dodici i membri da eleggere, in base alle nuove disposizioni che attribuiscono tale numero ai collegi elettorali comprendenti da 3 mila a 100 mila cittadini residenti nella circoscrizione consolare, ai sensi dell’Aire, anagrafe degli italiani residenti all’estero.

Come dire che Houston, che conta poco più dei tremila italiani necessari per poter indire l’elezione di un Comites, riveste la stessa importanza di NY e CT dove invece risiede la più vasta concentrazione di cittadini italiani che supera le cinquantamila unità.

La legge – approvata dalla maggioranza - ora prevede che siano eletti ventiquattro membri del Comites laddove siano presenti oltre centomila cittadini italiani, mentre la proposta presentata dal Cgie prevedeva l’elezione di 12 membri nei collegi da 3 a 50 mila, di 18 membri da 50 a 100 mila e l’elezione di 24 membri oltre i 100 mila.

I Comites erano stati costituiti per legge per rappresentare tutta la comunità, le sue esigenze, i suoi interessi e tutelare qualsiasi persona, a prescindere da provenienza, residenza, professione, sesso e religione.

Ora, con la nuova legge istitutiva, i già scarsi poteri dei Comites vengono ulteriormente 
limitati e da “rappresentanza democratica degli italiani all’estero” – come proposto dal Cgie – 
il Comites è stato trasformato ne “l’organo di rappresentanza degli italiani all'estero 
nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari”. 

Diversi Comites negli Stati Uniti, come nel resto del mondo, sono comatosi se non già addirittura defunti, mentre altri si sono trasformati in feudi privati di singoli o gruppi che li gestiscono come fossero un “club” nato spontaneamente per mettersi al servizio delle esigenze di ristrette componenti della comunità, alle volte con ridicole lotte di potere all’interno di alcuni Comitati.

La domanda che viene spontanea ora è: cosa succederà se le votazioni per i Comites dimostreranno un calo di interesse da parte delle comunità? La nuova legge potrebbe portare alla paralisi dei Comites, se gli elettori non si pronunceranno scegliendo persone ritenute capaci di rappresentarli in seno ai Comites.

“Occorre considerare – recita un comunicato del Consolato Generale – il riconoscimento dell’esercizio del diritto di voto all’estero conseguente a modifiche costituzionali nonché l’elezione di una rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero, sin dalle prossime elezioni politiche. In conseguenza di queste scelte qualificanti – prosegue – alle nostre comunità nel mondo si schiudono nuove opportunità di incisiva affermazione all’insegna di un ormai compiuta parità di diritti”.

Il prossimo 26 marzo i cittadini italiani maggiorenni residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali, possono votare per corrispondenza, senza più doversi recare di persona al seggio come avveniva in passato.

L’ufficio consolare competente invierà a casa di ciascun elettore entro il 6 marzo un plico contenente tutto il materiale elettorale ed un foglio informativo illustrante le modalità di voto. Il cittadino restituisce la scheda per posta con busta già affrancata allo stesso ufficio consolare in modo che giunga a destinazione non oltre le ore 12 pm del 26 marzo.

Per quanto riguarda il Comites del New Jersey la legge prevede che le liste dei candidati – sottoscritte da almeno cento elettori italiani iscritti all’Aire – debbano essere presentate entro i trenta giorni successivi all’indizione delle elezioni avvenuta lo scorso 26 dicembre e quindi tra il 15 e il 25 gennaio 2004, concedendo tempi assai ristretti per la formazione e la sottoscrizione delle liste. I membri da eleggere sono dodici. L’ufficio elettorale è presieduto dal vice console Mauro Lorenzini ed è composto da Francesco De Sena Plunkett, Carmela Ragosta e Mario Gallo. Le liste dovranno essere presentate all’ufficio elettorale presso il vice consolato di Newark al 744 Broad Street, 28esimo piano. Secondo il comunicato firmato da Mauro Lorenzini, “la prima seduta del nuovo Comites, convocata dal vice console, si terrà il 15 aprile, alle ore 5 pm, nei locali del vice consolato di Newark”.

Per quanto riguarda l’elezione dei componenti del Comites della circoscrizione consolare di New York, in numero di dodici, è stato istituito presso il Consolato Generale di Park Avenue l’ufficio elettorale che ha competenza per le operazioni elettorali, presieduto dal vice console Daniele Bosio e composto dai vice commissari Fedora Di Eugenio e Emanuela Maida.

Le liste dei candidati debbono essere sottoscritte da un numero di elettori non inferiore a duecento e presentate nelle stesse date 15-25 gennaio 2004 presso l’ufficio elettorale al 690 Park Avenue. La prima seduta del nuovo Comites – convocata dal presidente uscente Domenico Procopio, si terrà il 2 aprile alle ore 6 pm presso i locali del Consolato Generale.

Riccardo Chioni


 7-  ELEZIONI COMITES: MOMENTO IMPORTANTE DI VERIFICA DEL RUOLO DEI COMITES

Siamo ormai a poco più di due mesi dalla scadenza del voto per la rielezione dei Comites in tutti i paesi di presenza italiana nel mondo. E’ un appuntamento importante per motivi diversi e significativi. In primo luogo perché la minore o maggiore partecipazione al voto da parte dei nostri connazionali indicherà una prima misura del ruolo di questi organismi. Inoltre perché si vota con una nuova legge rispetto al passato, una legge i cui contenuti – pur insoddisfacenti rispetto agli auspici e alle precise proposte avanzate dal CGIE (volti a sottolineare il ruolo di rappresentanza anche esterna di questi organismi, e la loro autonomia) offrono tuttavia un efficace terreno di iniziativa e di impegno per far assolvere fino in fondo ai Comites il loro ruolo di rappresentanza, partecipazione e controllo; ruolo per cui essi furono istituiti su sollecitazione delle forze politiche democratiche che questo obiettivo posero al centro del famoso “pacchetto emigrazione” insieme a quello della istituzione del CGIE.

Fra le novità della legge vi è quella che consente, per la elezione dei COMITES, il voto per corrispondenza. Non è una novità di poco conto. Occorre che le forze democratiche di rappresentanza, l’associazionismo, il coordinamento dei patronati sappiano adeguatamente sfruttare valorizzandola questa opportunità.

Ma un compito decisivo e insostituibile spetta alle strutture diplomatiche e consolari dello Stato italiano.

E qui, possiamo dire, veniamo alle “dolenti note”.

Lungi da me la volontà di sminuire l’impegno complessivo di questi organismi per assicurare le condizioni elementari per una partecipazione larga dei nostri connazionali alle votazioni per la elezione dei Comites.  Dobbiamo tuttavia rilevare e denunciare che, a distanza di circa un anno dalle misure straordinarie assunte al livello ministeriale per modernizzare e snellire la formazione dell’anagrafe elettorale i risultati sono deludenti e del tutto inadeguati. Ne abbiamo avuto la prima prova col referendum. I risultati del referendum hanno evidenziato una larghissima volontà di partecipazione da parte dei nostri connazionali che si è purtroppo scontrata con plateali inefficienze nella formazione delle liste elettorali.

Sono emersi inoltre fatti che appaiono incomprensibili.

Un esempio? Eccolo: al presidente uscente del Comites di un centro importante come Moron, in Argentina, città dell’ambito metropolitano di Buenos Aires, è stato comunicato che non è iscritto nella lista elettorale. Come è possibile? Eppure questo presidente ha potuto votare regolarmente per il referendum. Eppure, prima ancora, è stato eletto nel Comites e il Comites lo ha eletto suo presidente. Che ci può dire il Consolato? Cosa è successo? Forse che siamo ai prodromi di una controversia che, in quel Comites, negli anni scorsi ha portato ad uno scontro di natura politica nel Comites stesso?

E’ urgente chiarire questa situazione e, in questo senso, facciamo appello alla direzione generale degli italiani all’estero del ministero degli Esteri e allo stesso Ministro per gli Italiani nel mondo.

Comunque una efficace vigilanza è indispensabile da parte dell’associazionismo e di tutte le forze e componenti democratiche affinché siano accelerati al massimo gli adempimenti volti alla formazione delle liste, in modo da garantire a tutti i cittadini italiani l’esercizio del diritto di voto.

On. Luigi Sandirocco


8- ELEZIONI COMITES: PRONTA LA LISTA “ITALIANI D’AUSTRALIA PER IL PROGRESSO”

È iniziata! Per 16 candidati, provenienti da mondi diversi per storie personali, cultura, estrazione sociale ed età anagrafica è iniziata l’avventura della prima elezione diretta per il Comitato degli Italiani all’Estero nella circoscrizione del Victoria e della Tasmania. I candidati sono:

1) BASILE Reino Michelangelo (21 anni); 2) CASSISI Maryclare (27 anni); 3) SGRO’ Silvana (33 anni); 4) RANDAZZO Antonino (Nino) (71 anni); 5) ANTONELLI Sauro (55 anni); 6) INSERRA Pietro (56 anni); 7) CISLAGHI Tiziano (52 anni); 8) FEDI Marco (45 anni); 9) GRISON NELLI Adriana (51 anni); 10) LUIGINI DE MARIA Anna Maria (62 anni); 11) GRECO Gaetano (44 anni); 12) GENOVESI Pietro (59 anni); 13) DAL BORGO MECCA Laura (60 anni); 14) FICARRA Agrippino (Joe) (47 anni); 15) LIISTRO Salvatore (65 anni); 16) TESSAROTTO Rino (63 anni).

Oltre 200 sottoscrittori, di cui solo 124 iscritti nell’elenco aggiornato degli elettori per questa circoscrizione, hanno risposto ad un appello lanciato in poco tempo e con pochi mezzi per sottoscrivere una lista di candidati italo-australiani, per il progresso.

Un fatto significativo, che ha premiato il lavoro dei candidati, la loro capacità organizzativa, l’impegno di una comunità che ha voluto e saputo rispondere ad un appello lanciato nel mezzo delle ferie festive natalizie (natale e ferragosto coincidono in questa parte del mondo!). Una parte del mondo generalmente penalizzata, dalle disattenzioni storiche di chi lascia “deserti” di personale di ruolo i nostri Consolati, soprattutto Melbourne, da chi considera importanti solo l’America Latina e l’Europa, al punto che mai le nostre priorità, anche temporali, vengono considerate, da chi trascura questa importante e significativa comunità italiana d’Australia. Questa parte del mondo vuole contare sempre di più: a partire dai Com.It.Es.

Questa prima esperienza, con procedure di sottoscrizione delle liste che solo un Paese efficiente come l’Italia poteva garantire – basti pensare che oltre il 30% delle persone presentatesi, pur avendo un regolare passaporto italiano e pur avendo risposto, da bravi cittadini, alla richiesta di iscrizione all’anagrafe consolare, non risultavano in un elenco aggiornato degli elettori che contiene invece persone decedute e cittadini australiani, e che solo la magia del ricco vocabolario italiano in materia legislativa poteva definire “aggiornato” – questa prima esperienza ha dato un solo grande risultato positivo: la voglia di partecipare, la voglia di esserci, oggi e domani.

Di questa voglia di esserci e contare non dobbiamo ringraziare nessuno: solo la comunità italiana d’Australia! Per il resto, vergogna! È una parola pesante che ho sentito ripetuta da tanti. Insieme allo sconforto: “ho ripreso la cittadinanza italiana dopo la legge del 1992 eppure non ho ricevuto ne la richiesta di iscrizione all’anagrafe consolare ne risulto in elenco, cosa debbo fare?” – ci chiede sconsolato un italiano con  tanto di documento che certifica il riacquisto della cittadinanza; “ho compilato la richiesta di iscrizione all’anagrafe consolare per me e per tutta la mia famiglia – ci dice una signora veneta – e non risultiamo in elenco”. Nello stesso elenco alcune sorprese: un caro amico deceduto alcuni anni orsono ed alcuni cittadini australiani che non hanno potuto riacquistare la cittadinanza italiana e che ancora oggi sono solo australiani. L’elenco aggiornato degli elettori è tutto fuorché aggiornato. Sapevamo di questa tristissima realtà, sospettavamo che lo sforzo della rete consolare non sarebbe stato recepito dai Comuni e trascritto nell’AIRE. Eppure chi ha responsabilità di Governo continua a non ascoltarci.

Nonostante questi problemi – che non ci stancheremo di segnalare – la prima parte dell’operazione voto è giunta a conclusione. Il prossimo impegno – ora – è quello legato alla campagna elettorale. Nel frattempo, come sarà organizzata l’informazione? Il primo vero comunicato apparso sulla stampa di lingua italiana è arrivato ad operazioni di sottoscrizione praticamente chiuse. È fin d’ora necessario assicurare risorse per l’informazione sulle liste e sui programmi.

La lista Italiani d’Australia, per il progresso farà la sua parte: annunciando un programma che partirà dalle esigenze della base, ascoltando la comunità e presentando i propri candidati.

Marco Fedi


9- ELEZIONI COMTES: INTERPRETAZIONE CORRETTA DELLA NORMA

Il Consiglio di Presidenza della Consulta Nazionale Emigrazione, costituita da ACLI, AIE, AITEF, ANFE, AZZURRI NEL MONDO, CSER, CTIM, FERNANDO SANTI, FILEF, MIGRANTES, MCL, NUOVA UNAIE, UCEMI, UIM, UNAIE, ha incontrato, in data 20 gennaio 2004, il Ministro degli Italiani nel Mondo, On. Mirko Tremaglia, alla presenza del Segretario del Cgie, Cardilli.

Ringraziando il Ministro per la sensibilità e l’impegno finora dimostrati, la Consulta ha presentato i problemi connessi ai preparativi ed all’interpretazione della normativa delle elezioni dei Comites.

In particolare, per quanto riguarda la ineleggibilità di cui all’art. 5, comma 4 della Legge 286 del 23 ottobre 2003, l’unica interpretazione corretta è che non è applicabile ai rappresentanti ed ai dipendenti degli istituti di patronato.

Per quanto riguarda la presentazione delle liste dei candidati di cui all’art. 4 del regolamento di attuazione, è stato ribadito che l’ufficio consolare provvede alle autenticazioni delle firme, di cui al comma 7, apposte nella circoscrizione consolare.

Circa il giudizio sulle cause di ineleggibilità ed incompatibilità di cui all’art. 7 del regolamento, è stato ribadito che esso può essere emesso in ultima analisi dalla Direzione Generale competente del Ministero degli Esteri e non può essere stabilito a priori prima delle elezioni.

Le associazioni della CNE invitano le nostre comunità a partecipare alle elezioni e sollecitano le proprie rappresentanze all’estero, a farsi promotrici della costituzione dei Comitati elettorali ai sensi dell’art. 15 del Regolamento, comunicando, all’ufficio consolare, entro il 27 gennaio 2004, i nominativi designati per il comitato elettorale circoscrizionale.

Il presente ordine del giorno viene inoltrato al Ministero degli Esteri e al Ministro degli Italiani nel Mondo per gli urgenti e tempestivi provvedimenti di competenza.


10- ELEZIONI COMITES: DICHIARAZIONE DELL’ISTITUTO F.SANTI

Alla fine di marzo le comunità italiane rinnoveranno i Comites. I mesi che hanno preceduto la ormai prossima scadenza hanno visto svilupparsi un dibattito dai toni polemici e con protagonismi talora eccessivi e francamente sopra le righe. Si è trattato di un vecchio vizio pubblico che non risolve i problemi delle nostre comunità né fa fare un passo avanti a quella riconosciuta identità italiana dalla quale tutti dovremmo partire nel confronto fra programmi e progetti. In realtà quest’ultimi latitano mentre la discussione resta ferma alle polemiche anche di tipo personale fra membri del CGIE.

L’Istituto Fernando Santi resta convinto dell’importanza del prossimo rinnovo dei Comites per segnare un elemento di discontinuità dalla politica consociativa che troppo a lungo ha prevalso nell’articolato mondo degli italiani all’estero. E’ per questo che l’Istituto Fernando Santi si è impegnato insieme ad altre associazioni per la costituzione, la partecipazione ed il sostegno a liste che in modo chiaro proponessero agli italiani all’estero concreti programmi di rinnovamento, riformatori ed ispirati ai valori della Costituzione Repubblicana.

L’ipotesi di liste fondate sulle associazioni non ci ha mai convinto ed è bene che le forze politiche  oltre che le espressioni più dirette della società civile, chiedano il consenso agli elettori distinguendosi da altre liste espressione di forze d’orientamento conservatore e moderato.

L’Istituto Fernando Santi impegna i propri iscritti e le proprie associazioni all’estero perché ci sia un successo delle liste progressiste nelle quali sia riconoscibile la tradizione dei lavoratori italiani.


11- LA CNE PER LE ELEZIONI DEI COMITES

La Consulta Nazionale Emigrazione, chiede formalmente di essere coinvolta nel processo di sensibilizzazione e di partecipazione alle elezioni dei Comites.

La Consulta allo scopo chiede un congruo contributo finanziario, finalizzato alla mobilitazione delle comunità italiane all’estero, in vista delle prossime elezioni dei Comites, analogamente a quanto già avvenuto nelle precedenti elezioni.

Visto l’ordine del giorno presentato dalla Prima Commissione del CGIE in materia di pubblicità e informazione elettorale, la Consulta chiede inoltre l’impegno del Ministro degli Italiani nel Mondo e del Ministero degli Esteri, a sostenere, in collegamento con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito degli specifici capitoli di spesa, un efficace ed immediato piano di informazione che riguardo i media nazionali, Rai International, le testate edite all’estero e le testate edite in Italia e diffuse prevalentemente tra gli italiani all’estero, tenendo in debita considerazione anche il ruolo delle agenzie di stampa per l’emigrazione.


12- COMITES NEW YORK/CONNECTICUT, OVVERO “LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR”

Il trascorso settennato del Comites di New York/Connecticut si potrebbe ricapitolare prendendo in prestito il titolo della commedia “Le allegre comari di Windsor”.

Shakespeare l’ha scritta quattrocento anni fa. C’è tutto: l’intrigo, la vendetta, la beffa e riassume il senso dell’allegra amministrazione di un Comitato di ventiquattro membri eletto dai cittadini italiani di New York e Connecicut affinché li rappresentasse degnamente nei rapporti con gli uffici consolari, con i quali avrebbe dovuto collaborare – il condizionale è d’obbligo – per   individuare le necessità di natura sociale, culturale e civile della collettività italiana.

Basta chiedere in giro e la risposta sarà la stessa, spontanea e diffusa: i Comites, questi illustri sconosciuti. Dal 1999, quando è stata chiusa la sede al Jolly Madison Tower a midtown Manhattan, del Comitato si sono praticamente perse le tracce.

L’articolo 2 del regolamento interno sulla logistica recita “la sede principale del Comites di NY e CT sarà nella città di New York, Contea di New York, Stato di New York”. Stando al sito del ministero degli Esteri la sede è ubicata al numero 10 di Maple Avenue a New Rochelle dove – stando ai consuntivi del 2000 e del 2001 – il Comites dichiara di aver pagato regolarmente l’affitto, nonostante a quell’indirizzo il Comites non abbia mai tenuto una riunione e all’ingresso della presenza di esso non ci sia neppure l’ombra.

I membri si riuniscono presso la sede di Casa Calabria, che è offerta gratuitamente dal presidente.

Sempre sul sito web del Mae sono indicati i numeri di telefono e di fax che corrispondono a Telemundo in Connecticut, così come corrisponde alla televisione locale l’indirizzo email “Channel 13” riportato, mentre sull’attuale carta intestata del Comites è indicato un numero di telefono a cui risponde la società Edizioni Mondadori.

Confusi? Già dalla precarietà di una sede appropriata e centrale è onestamente immaginabile lo stupore della gente interrogata sulle attività del Comites di NY e CT che nell’immaginario collettivo è defunto da anni.

Da cinque, per l’esattezza. Da quando si è trasferito a nord e si è dato alla latitanza, in barba anche alla legalità che dovrebbe regolare le attività del Comitato.

Inutile cercare di dipanare la matassa delle cariche. Alla presidenza – secondo il Mae – sarebbe ancora Lucio Ruzzier, il quale da parecchi anni si è trasferito in Florida ed ha detto addio anche al Comites. Al Consolato Generale invece il presidente risulta essere Domenico Procopio. Non è tuttavia dato sapere quando e in quale riunione i membri del Comitato abbiano eletto alla presidenza Procopio, in quanto non esistono più i verbali delle riunioni a partire dall’amministrazione Ruzzier.

La segretaria del Comites racconta di avere disponibili le “relazioni” delle riunioni, ma di non poterle utilizzare in quanto non c’è mai stato il quorum necessario a tenere un’assemblea valida.

“Chi verrà eletto alle prossime elezioni – assicura l’Auriti – dovrà chiarire alla comunità il ruolo del Comites e fare in modo che funzioni perché è l’organo eletto per fare da supporto alla comunità. Veramente credo che si debba rinnovare e essere molto preparato perché la collettività oggi è molto più attenta rispetto al passato. Le condizioni di salute di questo Comites? Precarie direi” risponde, elencando le attività del Comites nell’anno più recente. 

“È stato tentato di collaborare con le associazioni e alcune iniziative sono andate in porto. Con Domenico Delli Carpini del Cgie nel 2001 abbiamo fatto un tour per la presentazione del Tricolore dal Connecticut, a Brooklyn e Queens. Abbiamo organizzato un film festival a Stanford e a New Rochelle un film festival italiano. Per quanto riguarda programmi culturali, ognuno di noi ha tentato nel suo piccolo di far includere almeno il nome del Comites nei programmi altrui. Resta il fatto che ci sono programmi attuabili ed altri che invece non lo sono perché il Comites è costituito come non-profit, ma non viene gestito come tale. È bello per qualcuno sfoggiare l’appartenenza al Comites, ma dietro l’apparenza non seguono i fatti”. 

Nessuno tuttavia sa da quando, come e per decisione di chi il Comites sia stato davvero costituito in not-for-profit.

L’ultimo documento legale inoltrato al Consolato Generale dal Comites è datato aprile 2000. Si tratta del consuntivo che riepiloga le spese dei viaggi di Ruzzier a Washington.

Inoltre, nel groviglio di un’amministrazione non certo cristallina, il Comites ha organizzato due gala: uno per la raccolta di fondi nel 2001 e il secondo, nell’ottobre del 2002, in onore del ministro degli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, al quale il Comitato di NY e CT ha donato un assegno destinato alla fondazione creata in Italia da Tremaglia, assegno di cui ancora oggi non si conosce l’ammontare e dei cui fondi non si conosce la provenienza.

Al Consolato Generale non sanno più come comportarsi con un Comites ribelle che contraddice la sua elezione. Negli schedari dell’apposito ufficio c’è il vuoto assoluto. Non esiste documentazione che attesti anche solo l’esistenza del Comitato.

“Mi sto accingendo ad inviare un’altra lettera per sollecitare il Comites a mettersi in regola, altrimenti si ritroveranno ancora senza soldi” commenta il console aggiunto Daniele Bosio che segue le (in)attività del Comites di NY e CT.

Preventivi e consuntivi, che la legge richiede siano compilati annualmente, per il Comites di NY e CT sono una cosa astratta, fantasiosa. E quando ci hanno provato a rispettare i dettami della legge istitutiva dei Comites, hanno sempre fatto la figura dei pasticcioni sulla contabilità, creando problemi per la presentazione della richiesta di fondi al ministero.

È chiaro che al Consolato Generale di Park Avenue durante la reggenza del ministro Giorgio Radicati hanno chiuso un occhio e – in certi casi – entrambi sull’illegalità amministrativa del Comites. Il Console Generale – di regola – di fronte ad una serie infinita di irregolarità avrebbe dovuto prendere la decisione di sciogliere il Comitato le cui riunioni somigliano più a quelle di un’associazione carbonara avvolta da un alone di segretezza, piuttosto che ad un organo elettivo.

La stampa, in particolare America Oggi, non ha mai avuto il piacere d’essere invitata a osservare e come sarebbe utile per garantire un’informazione imparziale e precisa su quanto discusso ed eventualmente deciso dai 24 membri eletti del Comitato. 

Sempreché esistano questi fantasmi che s’aggirano su New Rochelle.

L’ultima riunione in ordine di tempo risale al 3 dicembre scorso, sempre senza che sia stato raggiunto il quorum. Ma è solo un esempio, dietro c’è la storia di un anno intero caratterizzato da convocazioni, tutte concluse senza un nulla di fatto per lo stesso motivo.

L’esecutivo tuttavia dal 2000 ha continuato a decidere per conto suo, senza mai stilare un verbale delle riunioni e senza mai informare chicchessia di cosa è stato deciso e quando.

Riccardo Chioni


13- ELEZIONI COMITES: GRANDI DIFFICOLTA’ ANCHE IN BRASILE

Da Porto Alegre, l’Associazione “ARPI” fa sapere che “anche in Brasile le elezioni dei Comites si svolgono con enormi difficoltà: problemi legati all’anagrafe degli italiani all’estero, pochi funzionari negli Uffici consolari preposti alle operazioni di preparazione per un buon esito delle elezioni, rete consolare nel complesso in gravi difficoltà”. Insomma, conclude l’ARPI, come si fa a dire che siamo italiani se ci tolgono uno dei diritti più importanti: il diritto di voto? Quando cambierà l’Italia?”.


14- ELEZIONI COMTES: PRESENTATA A SAN PAOLO DEL BRASILE LA LISTA DEI CANDIDATI

Il 25 gennaio scorso, come da scadenzario elettorale, è stata presentata, a San Paolo del Brasile, la lista dei partecipanti alle prossime elezioni per il rinnovo del Comites, con il simbolo dell’Ulivo, che comprende personalità di vario orientamento politico tutti nell’ambito del centrosinistra, che fa dire ad Aldo Spina, rappresentante dell’Ulivo in Brasile e candidato alle elezioni per il rinnovo dei Comites: “Cercheremo di rappresentare quei valori, per tutti noi, sempre difesi”.

Questi i candidati alle elezioni per il rinnovo del Comites per la Circoscrizione di San Paolo (Brasile):

1) PORTA Fabio; 2) SERRA Anna Lucia Elvira; 3) ADRI SARTI Plinio Gustavo; 4) ARONNE Giovanni Sebastiano; 5) BABINI Maurizio; 6) BORGHINI Sandra; 7) BRISSI Rogerio;  8) DARDI Daniela; 9) D’ERMOGGINE Diego; 10) DI FRANCO Federico; 11) LOMBARDI Andrea; 12) LORENZI Mario; 13) NOBILIONI Giovanni; 14) SALCINI Silvia; 15) SOLIGO Venceslao; 16) SPINA Aldo.


15- ELEZIONI COMITES: SODDISFAZIONE E SCONCERTO A MONACO

Ben 338 cittadini italiani in sole due settimane hanno firmato per la presentazione della lista “Il Ponte-Centrosinistra per gli Italiani” alle prossime elezioni del Comites di Monaco di Baviera.

Questo risultato premia l’unica lista locale che abbia discusso programmi e candidature in incontri pubblici (vi hanno partecipato persino candidati di altre liste), puntando alla trasparenza ed al rinnovamento: i candidati provengono dalle più svariate esperienze professionali – professionisti, operai, impiegati, insegnanti, ricercatori in istituti scientifici, operatori sociali, ristoratori, pensionati – e ben 7 di essi, su 16, sono donne.

Accanto alla soddisfazione c’è però l’incredulità e lo sconcerto per il fatto che dei 338 firmatari ben 89 (23%) non risultavano nelle liste del Ministero degli Interni. Non è una questione formale: per avere il diritto di votare non basta infatti essere iscritti all’AIRE, ma occorre essere presenti in queste liste.

I continui rinvii (le elezioni del 26 marzo 2004 si sarebbero dovuto tenere nel giugno del 2002) non sono evidentemente bastati al Ministro per gli Italiani nel Mondo per prepararsi adeguatamente. Si pensi che lo stesso Regolamento elettorale non è ancora stato promulgato ufficialmente, e questo a procedure elettorali avviate!

Nel prepararci alla campagna elettorale vogliamo ringraziare sentitamente tutti i connazionali che ci hanno sostenuto, permettendo con la loro firma di presentare la lista.

Un ringraziamento va anche ai funzionari ed ai dipendenti del Consolato di Monaco, che – sotto organico e nella confusione causata dall’incapacità organizzativa dei Ministeri – si stanno impegnando per garantire il funzionamento della “macchina elettorale”.

Questa la lista “Il Ponte – Centrosinistra per gli Italiani”, per il Comites di Monaco di Baviera:

1) CUMANI Claudio; 2) DI NATALE Silvia; 3) MARINO Mattia; 4) ALBERTI Miranda; 5) CONFORTI Corrado; 6) COZZA Marilisa; 7) CUOMO Francesco; 8) D’ORTA Vincenzo; 9) AGNINI Elena; 10) SCOGNAMIGLIO Pietro; 11) CIRIELLO Luigi; 12) CALLIGARO Daniela; 13) VALLONE Orazio; 14) ROSSI Francesca; 15) BIGORNIA Marco; 16)VODOPIVEC Vladimira.

16-CHI NON E´RESPONSABILE, PARLI !!

Le notizie che giungono da tutti i paesi relativamente alle incredibili difficoltà riscontrate dai nostri connazionali solo per presentare le liste per le elezioni dei Comites fanno prevedere un risultato disastroso di queste consultazioni  quanto al numero degli elettori che avranno la concreta possibilità di votare.

Rispetto alle passate elezioni per il rinnovo dei Comites, dove le percentuali di elettori si aggiravano mediamente tra il 15% e il 18%, stavolta non sarà neanche possibile parlare di astensionismo o scarso interesse dei connazionali. Neanche sarà possibile, per gli sfortunati che non avevano ricevuto il certificato elettorale, recarsi direttamente al seggio e farsi iscrivere di diritto nell’elenco aggiuntivo, pratica che riguardava un buon 25% di coloro che riuscivano a votare.

Questa volta, essendo il voto per corrispondenza, chi non riceve il plico è come se non esistesse e le sue possibilità di esprimere il proprio diritto è quasi nulla.

Rispetto a questa situazione, ancor più vergognosa poiché si era presentata chiaramente già in occasione del referendum sull’Art. 18, bisogna che chi di dovere si assuma le proprie responsabilità: di chi sono le responsabilità ? del Ministero dell’Interno, del Ministero Affari Esteri, del Ministero degli Italiani nel Mondo ? Di questo Governo nel suo complesso ?

Vale poco la pena giocare allo scaricabarile tra istituzioni centrali e Comuni, perché la questione, come detto, è nota da troppo tempo. In tre anni di Governo Berlusconi – perché queste elezioni arrivano pari pari a tre anni dall’insediamento di questo Governo- nulla è stato fatto; certo, si contano a decine premi e convegni istituzionali, dagli imprenditori, agli scienziati, agli artisti, interventi televisivi e sui maggiori organi di stampa a declamare la grandiosità del genio italico nel mondo, le opportunità del business italico-globale, il successo di chi ha avuto successo in innumerevoli campi, ecc. ecc….. Ma sulla questione dell’esercizio democratico e concreto del voto degli italiani all’estero questi perenni comizianti rischiano clamorosamente di toppare. Questa volta la maschera rischia davvero di deteriorarsi, si scioglie il lifting. Riprende invece quota l’immagine degli italiani popolo di santi, navigatori, eroi, ma anche di imperterriti, paralleli buffoni, più o meno istituzionali, che conferma la problematicità italica: quella problematicità che consente a Tremonti e Berlusconi di affermare che l’Euro è colpevole di tutto ciò che di negativo è accaduto in Italia sotto il loro governo, a Bossi di resuscitare il complotto massonico, a Buttiglione di affermare, con equilibrio di statista, che il parallelo fatto da Berlusconi al decennale di Forza Italia, tra magistrati e fascisti è un pochino sbagliato…

Insomma, se il Ministro Tremaglia ci tiene al suo onore e alla sua dignità, ovvero ad un distinguo, dica, per cortesia: secondo lui, di chi è la responsabilità di questa ennesima brutta e disdicevole figura dell’Italia nel mondo?

Rodolfo Ricci

(Segr. FIEI – Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione)


 

 

 

 

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COMITES: date da ricordare


SCADENZARIO ADEMPIMENTI  PER  ELEZIONI COMITES 2004

DATA PRESUNTA ELEZIONI:  26 MARZO 2004

INDIZIONE: 26 DICEMBRE 2003

Entro 04 febbraio 2004 

Il CEC (Comitato Elettorale Circoscrizionale verifica e ammette le liste dei candidati (Art. 16 schema di regolamento)

Non oltre fine febbraio

L’Ufficio consolare provvede alla stampa del Materiale elettorale sulla base delle istruzioni inviate dal MAE e dopo che il capo dell’Ufficio consolare ha accertato la conformità della Scheda elettorale al modello allegato al Regolamento (art. 17 comma 1 Legge – Art. 17 Schema di regolamento)

Non oltre fine febbraio

L’Ufficio consolare provvede ad inviare un (eventuale) mailing ai singoli elettori contenente un foglio informativo comprensivo delle liste elettorali ammesse

Non oltre il 6 marzo

L’Ufficio consolare invia agli elettori il plico (20 gg. Prima data voto) contenente:

- certificato elettorale

-la scheda

- la busta bianca per la scheda

- la busta preaffrancata con l’indirizzo dell’Ufficio consolare

- un foglio informativo con le modalità di voto

- il testo della legge

- il plico viene inviato utilizzando il sistema postale più affidabile, con ricevuta anche collettiva dell’invio. (Art. 17 comma 3 Legge e Art. 17 comma 4 schema di regolamento)

Entro 11 marzo 2004

I presentatori delle liste ammesse consegnano (15° giorno precedente le al CEC votazioni)

- 1 elenco di elettori ai fini della nomina a scrutatori

- la designazione per ogni seggio di un rappresentante di lista e di uno supplente

(Art. 21 schema di regolamento)

A partire dal 12 marzo

Gli elettori che non hanno ricevuto a casa il (a decorrere dal 14° giorno plico possono fare richiesta di un duplicato dalla data delle votazioni) presentandosi personalmente all’Ufficio consolare. Gli elettori che fanno richiesta del duplicato vengono annotati su apposito registro tenuto dall’Ufficio consolare

(Art. 17 Legge, comma 5)

Entro 15 marzo (entro 11° Giorno precedente data delle votazioni)

Ammissione al voto di:

- cittadini cancellati per irreperibilità

- elettori omessi dall’elenco aventi diritto al voto che ne facciano esplicita richiesta all’ufficio Consolare e la cui situazione non sia stata già Sanata con l’operazione “automatica” di  Controllo previo accertamento presso i Comuni Italiani di provenienza  della mancanza di cause ostative al voto, l’Ufficio consolare provvede all’iscrizione degli ammessi in apposito Elenco Aggiunto.

(Artt. 19 e 20 schema di regolamento)

Entro 16 marzo 2004 (10° giorno antecedente le votazioni)

Il CEC costituisce i seggi (1 ogni 5000 elettori) e nomina i presidenti e gli scrutatori (4 per ogni seggio). Il segretario è scelto dal Presidente del seggio prima dell’insediamento

(Art. 19 commi 1-2 e 3 Legge e Art. 21 schema di regolamento)

Entro 16 marzo 2004 (non oltre 10° giorno antece- dente le votazioni). Il termine non è perentorio ma semplicemente indicativo in modo da consentire il rispetto della data del 26 marzo.

L’elettore spedisce al proprio Ufficio consolare la busta preaffrancata contenente la scheda (Art. 17 comma 6 Legge)

17 Marzo 2004

L’Ufficio consolare comunica al MAE il  numero dei seggi istituiti

26 marzo 2004

Votazioni

entro le ore 24 del 26 marzo

Termine ultimo di arrivo all’Ufficio consolare delle buste preaffrancate da ritenere valide ai fini dello scrutinio

(Art. 17 comma 7 Legge e Art. 22 schema regolamento)

27 marzo 2004 (giorno successivo alle votazioni)

Nell’ora stabilita dal CEC si insedia il seggio e successivamente si dà corso alle operazioni di scrutinio.

(Artt. 22 – 23 e 24 dello schema di regolamento)

Entro 48 ore dal ricevimento dei plichi Contenenti il materiale relativo allo scrutinio Il CEC procede all’esame e all’assegnazione dei  Voti contestati e provvisoriamente non Assegnati procede quindi alla ripartizione dei  Seggi.

(Art. 20 e 21 Legge e Artt. 25 e 26 schema regolamento)

Il CEC procede alla proclamazione degli eletti. L’Ufficio consolare dà comunicazione dei Risultati mediante affissione all’albo consolare  con circolari informative etc. L’Ufficio Consolare comunica al MAE gli esiti delle Votazioni.

(Art. 22 Legge e Art. 27 schema regolamento)

Entro 15 aprile 2004 (non oltre il 20° giorno dalle   elezioni)

Il Presidente del COMITES precedente convoca la prima riunione del nuovo COMITES

(Art. 29 dello schema di regolamento)