1-
ELEZIONI
COMITES/AUSTRALIA - ANAGRAFE
INCOMPLETA E RETE CONSOLARE INSUFFICIENTE: QUESTI I VERI PROBLEMI
La notizia che
finalmente, anche in Australia, sarà possibile eleggere i Com.It.Es. chiude
positivamente un anno di impegno e di lavoro del Cgie, dei Comites e del
Ministero degli Esteri che avevano garantito il proprio impegno per
raggiungere questo risultato.
I veri problemi
che attendono ancora soluzione rimangono l’anagrafe, incompleta ed
incerta, e la rete consolare, insufficiente ed oberata da mille adempimenti
che si sommano al lavoro ordinario. Non conosciamo ufficialmente il
risultato dell’incrocio dei dati delle anagrafi consolari con l’AIRE:
ritengo però che quest’aspetto richieda un approfondito esame politico,
prima che tecnico.
Un risultato
che confermi la situazione antecedente al referendum o che dimostri che non
si è tenuto conto della gran mole di lavoro svolto dalla rete consolare, ad
un costo elevatissimo per le nostre comunità che hanno dovuto subire
un’ovvia riduzione nella qualità dei servizi al pubblico, costituirebbe
una doppia penalizzazione: una “causa” cui non avrebbe fatto seguito
alcun “effetto” concreto!
Un’ingiusta e
antidemocratica esclusione dall’esercizio di un diritto costituzionale
che, nella sostanza, rischierebbe di privare del diritto di voto centinaia
di migliaia di cittadini italiani. Con il rischio di continuare a
trascinarsi dietro questo problema dell’aggiornamento dei dati dei Comuni
fino alle prossime elezioni politiche ed anche oltre.
Da oggi
dobbiamo tutti essere impegnati, oltre che nella raccolta delle firme per la
presentazione delle liste elettorali, anche nella documentazione e nella
denuncia delle inadempienze di questo Governo che ci porta ad un voto senza
dati certi, senza dati verificati, senza una rete consolare all’altezza
della situazione, e quindi con una democrazia ad “esercizio limitato”.
Marco Fedi,
consigliere Cgie Australia
2-
ELEZIONI
COMITES/SVIZZERA: PIATTAFORMA PROGRAMMATICA
Il prossimo 26
marzo 2004 le comunità italiane in Svizzera e nel mondo saranno chiamate ad
assolvere un compito importante: il rinnovo dei Comitati Italiani
all’Estero (COMITES). Giova ricordare che il ricorso alle urne giunge con
quasi due anni di ritardo, dovuto alle lungaggini che hanno caratterizzato
l’iter della Legge di riforma dei Comitati, inoltrata dal CGIE al Governo
e al Parlamento nel mese di marzo 2003.
Lo schema di
legge preparato dal CGIE, dopo una consultazione con i COMITES di tutto il
mondo, prevedeva poteri più ampi per questi organismi di rappresentanza ed
era sicuramente più rispondente alle esigenze indotte dall’elevato grado
di integrazione delle comunità italiane all’estero e dai nuovi compiti
che si delineano con la creazione della circoscrizione estero e l’elezione
di una rappresentanza degli emigrati nel Parlamento italiano.
La nuova Legge
non ha accolto alcune importanti modifiche proposte dal CGIE ma introduce,
ad ogni modo, alcune importanti novità come l’elezione per
corrispondenza, il Comitato dei Presidenti, il passaggio da contributo a
finanziamento, possibilità di interloquire con le autorità locali, ecc.
L’introduzione del voto per corrispondenza dovrebbe contribuire ad elevare
sensibilmente il tasso di partecipazione al voto, che coinvolgerà una vasta
fascia di connazionali lontani dalla vita associativa e dai movimenti
organizzati. Concordano, inoltre, sulla necessità della piena applicazione
della legge, con particolare riguardo all’accreditamento dei COMITES
presso le autorità locali e alla cooperazione con la rete
diplomatico-consolare sulle questioni concernenti la comunità italiana, che
dovrà orientarsi ad una maggiore incisività.
Le forze
firmatarie del presente programma, s’impegnano a promuovere sull’intero
territorio della Confederazione Elvetica liste unitarie che intendono
raccogliere e rilanciare l’esperienza positiva di Solidarietà e
Progresso, e a costruire una coalizione in grado di rappresentare i valori
del mondo del lavoro, della solidarietà, dei diritti e della piena
cittadinanza. I candidati in lista avranno un riferimento comune – in
tutte le circoscrizioni consolari – nei punti programmatici che
costituiscono la piattaforma dell’impegno degli eletti durante il
quinquennio del mandato ricevuto:
1.
tutelare e difendere i diritti
riguardanti la sicurezza sociale, il lavoro, lo studio, la formazione
professionale, l’assistenza, la cittadinanza e la libera circolazione
delle persone, nel rispetto della legislazione svizzera e delle convenzioni
internazionali. Questi obiettivi saranno perseguiti anche stabilendo canali
di comunicazione con le istituzioni e le forze politiche locali, di concerto
con l’autorità consolare.
2.
Promuovere attività di studio e ricerca
per individuare e analizzare le tendenze nuove e i cambiamenti che emergono
in seno alle comunità italiane in Svizzera, con particolare attenzione alle
“nuove mobilità”, all’imprenditoria italiana all’estero, ai giovani
e alle donne. La realizzazione di dette finalità presume un forte ruolo di
raccordo dei sistemi svizzeri e italiani, e il coinvolgimento delle
istituzioni, degli Enti pubblici e privati, delle Università e dei centri
specializzati.
3.
Sviluppare reti relazionali con le
istituzioni locali allo scopo di coinvolgere la collettività italiana in un
processo sempre più incisivo di integrazione nella società di accoglienza,
di coinvolgimento della stessa nell’opera di promozione culturale e di
partecipazione alla realizzazione dell’italicità e dell’inserimento a
pieno diritto nell’Europa che si sta realizzando, soprattutto diffondendo
la conoscenza e le peculiarità che fanno della Confederazione Elvetica un
modello di democrazia nel pieno rispetto delle caratteristiche culturali,
economiche, sociali, delle diverse realtà che la compongono e promuovere
l’accoglienza delle collettività italiane portatrici di valori
universalmente riconosciuti.
3/a.
(sviluppare reti relazionali con le istituzioni locali, allo scopo di
favorire il processo di integrazione nella società di accoglienza e di
operare con la stessa per il riconoscimento dei valori reciproci e in
particolare di quelli che hanno portato la Svizzera alla maturità
democratica che la caratterizza, tanto da potere essere modello per
l’Europa di convivenza di più realtà culturali, economiche e sociali
peculiari della Confederazione e promuovere presso le collettività italiane
in Svizzera le iniziative indirizzate alla conoscenza dell’Europa come
obiettivo comune).
4.
promuovere lo sviluppo delle attività
sociali, culturali, scolastiche, ricreative, assistenziali, dello sport e
del tempo libero tese alla valorizzazione della rete di presenza italiana in
Svizzera.
5.
Esprimere pareri – compatibilmente con
la legge istitutiva – sulle iniziative realizzate con finanziamenti
pubblici.
Le
organizzazioni firmatarie intendono coinvolgere in questo progetto tutte le
forze politiche e associative che condividono la linea e i contenuti del
presente programma e si riconoscono nei valori politici e culturali che
accomuneranno i propri candidati in tutte le circoscrizioni consolari.
Hanno sottoscritto il documento a Zurigo il 22
dicembre 2003:
Acli, Ds, Prc, Fcli, Fsis, Italia dei Valori, La
Margherita, Comitati de l’Ulivo, Movimento Solidarietà e Progresso
Svizzera Orientale.
3-
ELEZIONI
COMITES/SVIZZERA: ACCORDO DI COALIZIONE
In prossimità
delle elezioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero (Comites)
le forze politiche, le organizzazioni associative nazionali, i movimenti, le
organizzazioni sindacali ed i comitati de l’Ulivo presenti in Svizzera,
che si rifanno nel solco politico, culturale e sociale al centrosinistra
italiano (Acli, Federazione delle Colonie Libere Italiane, DS, La
Margherita, FSIS, IdV, PRC, Comitati de l’Ulivo, Movimento Solidarietà e
Progresso della Svizzera orientale), hanno deciso di affrontare la prossima
scadenza elettorale con un programma comune in cui emergono forti ed
essenziali tratti di riferimento dell’orizzonte ideale a cui si richiama
il coordinamento de l’Ulivo in Italia, più in generale centro-sinistra
italiano.
Esse hanno
stilato un programma unitario di riferimento nazionale aperto alle
specificità circoscrizionali, che viene sintetizzato nella proposta
politica con cui la coalizione di presenterà alle prossime elezioni per il
rinnovo dei Comites: “Uniti con l’Ulivo per gli italiani in Svizzera”,
il cui riferimento sarà riportato graficamente anche nel logo, con le sue
variazioni territoriali (per esempio:, “Uniti con l’Ulivo per gli
italiani di Berna).
L’idea guida
della proposta programmatica della coalizione “Uniti con l’Ulivo per gli
italiani in Svizzera” muove dalla convinzione che i Comites ricoprono una
funzione essenziale in quella fase di trasformazione sociale, economica e
culturale della collettività italiana in Svizzera, spinta verso la piena
integrazione. Il loro rinnovo rappresenta un’opportunità per
reinterpretare e promuovere in questo Paese una presenza dell’italianità
coerente con i tempi e forte di una storia ed una tradizione che oggi non
sempre viene riconosciuta nella sua più ampia specificità.
Le forze che
costituiscono la coalizione “Uniti con l’Ulivo per gli italiani in
Svizzera” si impegnano in questa fase a coinvolgere quanti, pur sentendosi
legati a storie e culture tradizionali diverse, desiderano impegnarsi per
migliorare le condizioni ed il prestigio della nostra collettività,
offrendo loro la possibilità di esprimersi intorno alla scelta di una piena
cittadinanza politica. I soggetti che hanno dato vita a questa coalizione
lavoreranno affinché i Ministeri italiani competenti e le rappresentanze
diplomatico-consolari italiane all’estero compiano ogni sforzo possibile
per mettere tutte le elettrici ed elettori in condizione di poter
partecipare direttamente al voto nelle condizioni previste dalla legge.
I valori
costituenti dell’area di riferimento politico-culturale, aggiunti ad una
proposta programmatica che ha i suoi elementi distintivi nella tutela dei
connazionali più esposti al disagio sociale, nella valorizzazione delle
professionalità e nella valenza culturale delle generazioni, nel sostegno
ad un’identità intesa come insieme di esperienze comuni,
nell’incremento degli scambi culturali, informativi e comunicativi, nella
richiesta di una puntuale ed efficiente erogazione dei servizi consolari e
scolastici, devono trovare nei candidati della coalizione i rappresentanti
autorevoli rispetto alle autorità consolari e all’amministrazione locale.
Le forze
costituenti la coalizione “Uniti con l’Ulivo per gli italiani in
Svizzera” si impegnano a compiere il massimo sforzo per favorire la più
ampia partecipazione al voto e per qualificare con personalità competenti i
futuri Comites, invitano le proprie organizzazioni territoriali presenti
nella Confederazione Elvetica a promuovere tutte le iniziative necessarie e
possibili per promuovere in tutte le circoscrizioni consolari la
costituzione di liste che si richiamano in modo specifico ed esplicito alla
lista “Uniti con l’Ulivo per gli italiani in Svizzera” nel cui logo è
visibile un richiamato stilizzato all’Ulivo. Laddove per ragioni storiche
o per scelte precedenti si presentino liste con diversa denominazione è
auspicabile evidenziare nel simbolo e nell’adozione del programma il
riferimento alle liste “Uniti con l’Ulivo” riportandolo esplicitamente
come sottotitolo di lista.
Questo accordo di coalizione è stato firmato a
Zurigo il 22 dicembre 2003 da:
Acli, Fcli, Ds, La Margherita, Fsis, IdV, Prc,
Comitati de l’Ulivo, Movimento Solidarietà e Progresso della Svizzera
orientale.
4-
ELEZIONI
COMITES/CANADA – DIRITTI DIMEZZATI
Se le cose
stanno veramente come denunciato nel corso della riunione della I
Commissione Informazione del CGIE, il disallineamento fra i dati sulla
consistenza numerica degli italiani residenti all’estero del Ministero
Esteri e del Ministero Interni è addirittura di un milione ottocentomila
unità.
L’ultimo
aggiornamento – 25 novembre 2003 – sulla bonifica dell’Anagrafe fatto
dal MAE indica infatti in 3.987.394 la consistenza della comunità italiana
all’estero mentre l’elenco del Ministero Interni fa riferimento a
3.224.064. Una differenza quindi di circa 768.000 unità. Ma questa
differenza sale a 1.800.000 se si considerano le posizioni comuni,
coincidenti, dei due elenchi, che sono solamente 2.100.000.
Non solo.
Sempre secondo l’elenco fornito dal Ministero Interni (il solo cui la
legge ci permette di fare riferimento) in alcune città come Brasilia,
Lisbona e Pretoria, pur di fronte ad una consistenza numerica accertata
superiore alle tremila unità (il numero minimo richiesto per la formazione
di un Comites) non si procederà alla formazione dei Comites dato che
secondo l’elenco del Ministero Interni la comunità italiana è inferiore
alle tremila unità.
In altre città,
invece, i Comites saranno composti solo da dodici membri invece dei diciotto
cui hanno diritto. E’ il caso di importantissime città come Colonia,
Francoforte, San Paolo e Caracas dove, secondo l’Anagrafe Consolare i
cittadini italiani sono certamente più di 100.000, ma meno di 100.000 per
il Ministero Interni.
Altre città,
infine, avranno dei super Comites di diciotto membri pur non avendone
diritto. E’ il caso di Parigi e Toronto dove la comunità italiana,
secondo i rispettivi Consolati, non raggiunge le 100.000 unità. Numero che
viene invece superato secondo i dati del Ministero Interni.
E’ giusto, è
moralmente, giuridicamente e politicamente corretto procedere alla indizione
di una consultazione elettorale pur nella certezza di un corpo elettorale
dimezzato e della disattenzione di un così importante diritto come quello
di essere adeguatamente rappresentanti?
Gino Bucchino,
Cgie/Canada
5-
ELEZIONI COMTES/MONACO
– “IL PONTE – CENTROSINISTRA PER GLI ITALIANI”: UNA LISTA IN BAVIERA
PER I COMITES
Un gruppo di
italiani – professionisti, operai, impiegati, insegnanti, ricercatori in
istituti scientifici, operatori sociali, ristoratori, pensionati – che
intendono impegnarsi per aiutare l’integrazione, la partecipazione e la
crescita culturale e sociale degli italiani che vivono in Baviera, ha deciso
di formare una lista per le elezioni dei Comites del 26 marzo. La lista –
è detto in un comunicato – si chiama “Il Ponte – Centrosinistra per
gli Italiani”.
Questi i punti
principali del programma: promuovere l’informazione, il contatto e la
cooperazione fra tutte le associazioni italiane locali; sostenere
l’educazione e la formazione professionale dei giovani italiani; sostenere
le associazioni degli anziani; sostenere lo sport, come momento di
aggregazione per giovani ed anziani; contrastare le espulsioni degli
italiani dalla Germania (numerose in Baviera) tramite la denuncia e
l’informazione sui diritti che gli italiani hanno, in quanto cittadini
europei; sostenere la doppia cittadinanza; aiutare gli italiani nel rapporto
con gli uffici consolari, affinché questi siano più vicini ai cittadini;
promuovere l’apertura di spazi pubblici come l’Istituto Italiano di
Cultura ai gruppi che – nel cinema, nel teatro, nella musica, nella
letteratura, nel giornalismo – fanno conoscere in Baviera la cultura
italiana. Alla lista, per potersi presentare, occorrono 200 firme. Gli
interessati possono rivolgersi dal 12 al 23 gennaio in Consolato (Mőhlstr.
3, München) 1° piano, nell’Ufficio notarile, ovvero il 15 gennaio al
Patronato INCA (Häberlstr. 20, München).
6- ELEZIONI COMITES/NEW YORK: LA
NUOVA LEGGE SMINUISCE ANCORA DI PIU’ IL RUOLO DEI COMITES
Presto saremo chiamati al
capezzale dei Comitati degli Italiani all’Estero di New York/ Connecticut
e del New Jersey, al termine di un settennato forzato di due vite tribolate.
Adesso si contano gli ultimi
giorni degli attuali Comites, mentre i candidati si apprestano a presentare
le liste in previsione delle elezioni per il rinnovo, indette per il 26
marzo prossimo.
Il mandato, scaduto nel giugno del
2002, era stato prolungato di un anno per consentire l’approvazione della
modifica alla legge istitutiva dei Comites che – secondo la bozza di
proposta presentata dal Cgie - avrebbe attribuito ai Comitati alcune facoltà
che li avrebbe resi efficienti nel loro compito di rappresentanti delle
comunità.
Ma non è andata proprio così. Al
contrario. La nuova modifica sminuisce infatti il ruolo dei Comites e risica
ancora i già limitati compiti
degli stessi. Sul Comitato di New York e Connecticut inoltre si è abbattuta
la scure della macchina burocratica che ha portato da ventiquattro a dodici
i membri da eleggere, in base alle nuove disposizioni che attribuiscono tale
numero ai collegi elettorali comprendenti da 3 mila a 100 mila cittadini
residenti nella circoscrizione consolare, ai sensi dell’Aire, anagrafe
degli italiani residenti all’estero.
Come dire che Houston, che conta
poco più dei tremila italiani necessari per poter indire l’elezione di un
Comites, riveste la stessa importanza di NY e CT dove invece risiede la più
vasta concentrazione di cittadini italiani che supera le cinquantamila unità.
La legge – approvata dalla
maggioranza - ora prevede che siano eletti ventiquattro membri del Comites
laddove siano presenti oltre centomila cittadini italiani, mentre la
proposta presentata dal Cgie prevedeva l’elezione di 12 membri nei collegi
da 3 a 50 mila, di 18 membri da 50 a 100 mila e l’elezione di 24 membri
oltre i 100 mila.
I Comites erano stati costituiti
per legge per rappresentare tutta la comunità, le sue esigenze, i suoi
interessi e tutelare qualsiasi persona, a prescindere da provenienza,
residenza, professione, sesso e religione.
Ora, con la nuova legge istitutiva, i già scarsi poteri dei Comites vengono ulteriormente
limitati e da “rappresentanza democratica degli italiani all’estero” – come proposto dal Cgie –
il Comites è stato trasformato ne “l’organo di rappresentanza degli italiani all'estero
nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari”.
Diversi Comites negli Stati Uniti,
come nel resto del mondo, sono comatosi se non già addirittura defunti,
mentre altri si sono trasformati in feudi privati di singoli o gruppi che li
gestiscono come fossero un “club” nato spontaneamente per mettersi al
servizio delle esigenze di ristrette componenti della comunità, alle volte
con ridicole lotte di potere all’interno di alcuni Comitati.
La domanda che viene spontanea ora
è: cosa succederà se le votazioni per i Comites dimostreranno un calo di
interesse da parte delle comunità? La nuova legge potrebbe portare alla
paralisi dei Comites, se gli elettori non si pronunceranno scegliendo
persone ritenute capaci di rappresentarli in seno ai Comites.
“Occorre considerare – recita
un comunicato del Consolato Generale – il riconoscimento dell’esercizio
del diritto di voto all’estero conseguente a modifiche costituzionali
nonché l’elezione di una rappresentanza parlamentare degli italiani
all’estero, sin dalle prossime elezioni politiche. In conseguenza di
queste scelte qualificanti – prosegue – alle nostre comunità nel mondo
si schiudono nuove opportunità di incisiva affermazione all’insegna di un
ormai compiuta parità di diritti”.
Il prossimo 26 marzo i cittadini
italiani maggiorenni residenti all’estero, iscritti nelle liste
elettorali, possono votare per corrispondenza, senza più doversi recare di
persona al seggio come avveniva in passato.
L’ufficio consolare competente
invierà a casa di ciascun elettore entro il 6 marzo un plico contenente
tutto il materiale elettorale ed un foglio informativo illustrante le
modalità di voto. Il cittadino restituisce la scheda per posta con busta già
affrancata allo stesso ufficio consolare in modo che giunga a destinazione
non oltre le ore 12 pm del 26 marzo.
Per quanto riguarda il Comites del
New Jersey la legge prevede che le liste dei candidati – sottoscritte da
almeno cento elettori italiani iscritti all’Aire – debbano essere
presentate entro i trenta giorni successivi all’indizione delle elezioni
avvenuta lo scorso 26 dicembre e quindi tra il 15 e il 25 gennaio 2004,
concedendo tempi assai ristretti per la formazione e la sottoscrizione delle
liste. I membri da eleggere sono dodici. L’ufficio elettorale è
presieduto dal vice console Mauro Lorenzini ed è composto da Francesco De
Sena Plunkett, Carmela Ragosta e Mario Gallo. Le liste dovranno essere
presentate all’ufficio elettorale presso il vice consolato di Newark al
744 Broad Street, 28esimo piano. Secondo il comunicato firmato da Mauro
Lorenzini, “la prima seduta del nuovo Comites, convocata dal vice console,
si terrà il 15 aprile, alle ore 5 pm, nei locali del vice consolato di
Newark”.
Per quanto riguarda l’elezione
dei componenti del Comites della circoscrizione consolare di New York, in
numero di dodici, è stato istituito presso il Consolato Generale di Park
Avenue l’ufficio elettorale che ha competenza per le operazioni
elettorali, presieduto dal vice console Daniele Bosio e composto dai vice
commissari Fedora Di Eugenio e Emanuela Maida.
Le liste dei candidati debbono
essere sottoscritte da un numero di elettori non inferiore a duecento e
presentate nelle stesse date 15-25 gennaio 2004 presso l’ufficio
elettorale al 690 Park Avenue. La prima seduta del nuovo Comites –
convocata dal presidente uscente Domenico Procopio, si terrà il 2 aprile
alle ore 6 pm presso i locali del Consolato Generale.
Riccardo Chioni
7-
ELEZIONI
COMITES: MOMENTO IMPORTANTE DI VERIFICA DEL RUOLO DEI COMITES
Siamo ormai a poco più
di due mesi dalla scadenza del voto per la rielezione dei Comites in tutti i
paesi di presenza italiana nel mondo. E’ un appuntamento importante per
motivi diversi e significativi. In primo luogo perché la minore o maggiore
partecipazione al voto da parte dei nostri connazionali indicherà una prima
misura del ruolo di questi organismi. Inoltre perché si vota con una nuova
legge rispetto al passato, una legge i cui contenuti – pur insoddisfacenti
rispetto agli auspici e alle precise proposte avanzate dal CGIE (volti a
sottolineare il ruolo di rappresentanza anche esterna di questi organismi, e
la loro autonomia) offrono tuttavia un efficace terreno di iniziativa e di
impegno per far assolvere fino in fondo ai Comites il loro ruolo di
rappresentanza, partecipazione e controllo; ruolo per cui essi furono
istituiti su sollecitazione delle forze politiche democratiche che questo
obiettivo posero al centro del famoso “pacchetto emigrazione” insieme a
quello della istituzione del CGIE.
Fra
le novità della legge vi è quella che consente, per la elezione dei
COMITES, il voto per corrispondenza. Non è una novità di poco conto.
Occorre che le forze democratiche di rappresentanza, l’associazionismo, il
coordinamento dei patronati sappiano adeguatamente sfruttare valorizzandola
questa opportunità.
Ma
un compito decisivo e insostituibile spetta alle strutture diplomatiche e
consolari dello Stato italiano.
E
qui, possiamo dire, veniamo alle “dolenti note”.
Lungi
da me la volontà di sminuire l’impegno complessivo di questi organismi
per assicurare le condizioni elementari per una partecipazione larga dei
nostri connazionali alle votazioni per la elezione dei Comites.
Dobbiamo tuttavia rilevare e denunciare che, a distanza di circa un
anno dalle misure straordinarie assunte al livello ministeriale per
modernizzare e snellire la formazione dell’anagrafe elettorale i risultati
sono deludenti e del tutto inadeguati. Ne abbiamo avuto la prima prova col
referendum. I risultati del referendum hanno evidenziato una larghissima
volontà di partecipazione da parte dei nostri connazionali che si è
purtroppo scontrata con plateali inefficienze nella formazione delle liste
elettorali.
Sono
emersi inoltre fatti che appaiono incomprensibili.
Un
esempio? Eccolo: al presidente uscente del Comites di un centro importante
come Moron, in Argentina, città dell’ambito metropolitano di Buenos
Aires, è stato comunicato che non è iscritto nella lista elettorale. Come
è possibile? Eppure questo presidente ha potuto votare regolarmente per il
referendum. Eppure, prima ancora, è stato eletto nel Comites e il Comites
lo ha eletto suo presidente. Che ci può dire il Consolato? Cosa è
successo? Forse che siamo ai prodromi di una controversia che, in quel
Comites, negli anni scorsi ha portato ad uno scontro di natura politica nel
Comites stesso?
E’
urgente chiarire questa situazione e, in questo senso, facciamo appello alla
direzione generale degli italiani all’estero del ministero degli Esteri e
allo stesso Ministro per gli Italiani nel mondo.
Comunque
una efficace vigilanza è indispensabile da parte dell’associazionismo e
di tutte le forze e componenti democratiche affinché siano accelerati al
massimo gli adempimenti volti alla formazione delle liste, in modo da
garantire a tutti i cittadini italiani l’esercizio del diritto di voto.
On. Luigi Sandirocco
8-
ELEZIONI
COMITES: PRONTA LA LISTA “ITALIANI D’AUSTRALIA PER IL PROGRESSO”
È
iniziata! Per 16 candidati, provenienti da mondi diversi per storie
personali, cultura, estrazione sociale ed età anagrafica è iniziata
l’avventura della prima elezione diretta per il Comitato degli Italiani
all’Estero nella circoscrizione del Victoria e della Tasmania. I candidati
sono:
1)
BASILE Reino Michelangelo (21 anni); 2) CASSISI Maryclare (27 anni); 3)
SGRO’ Silvana (33 anni); 4) RANDAZZO Antonino (Nino) (71 anni); 5)
ANTONELLI Sauro (55 anni); 6) INSERRA Pietro (56 anni); 7) CISLAGHI Tiziano
(52 anni); 8) FEDI Marco (45 anni); 9) GRISON NELLI Adriana (51 anni); 10)
LUIGINI DE MARIA Anna Maria (62 anni); 11) GRECO Gaetano (44 anni); 12)
GENOVESI Pietro (59 anni); 13) DAL BORGO MECCA Laura (60 anni); 14) FICARRA
Agrippino (Joe) (47 anni); 15) LIISTRO Salvatore (65 anni); 16) TESSAROTTO
Rino (63 anni).
Oltre
200 sottoscrittori, di cui solo 124 iscritti nell’elenco aggiornato degli
elettori per questa circoscrizione, hanno risposto ad un appello lanciato in
poco tempo e con pochi mezzi per sottoscrivere una lista di candidati
italo-australiani, per il progresso.
Un
fatto significativo, che ha premiato il lavoro dei candidati, la loro
capacità organizzativa, l’impegno di una comunità che ha voluto e saputo
rispondere ad un appello lanciato nel mezzo delle ferie festive natalizie
(natale e ferragosto coincidono in questa parte del mondo!). Una parte del
mondo generalmente penalizzata, dalle disattenzioni storiche di chi lascia
“deserti” di personale di ruolo i nostri Consolati, soprattutto
Melbourne, da chi considera importanti solo l’America Latina e l’Europa,
al punto che mai le nostre priorità, anche temporali, vengono considerate,
da chi trascura questa importante e significativa comunità italiana
d’Australia. Questa parte del mondo vuole contare sempre di più: a
partire dai Com.It.Es.
Questa
prima esperienza, con procedure di sottoscrizione delle liste che solo un
Paese efficiente come l’Italia poteva garantire – basti pensare che
oltre il 30% delle persone presentatesi, pur avendo un regolare passaporto
italiano e pur avendo risposto, da bravi cittadini, alla richiesta di
iscrizione all’anagrafe consolare, non risultavano in un elenco aggiornato
degli elettori che contiene invece persone decedute e cittadini australiani,
e che solo la magia del ricco vocabolario italiano in materia legislativa
poteva definire “aggiornato” – questa prima esperienza ha dato un solo
grande risultato positivo: la voglia di partecipare, la voglia di esserci,
oggi e domani.
Di
questa voglia di esserci e contare non dobbiamo ringraziare nessuno: solo la
comunità italiana d’Australia! Per il resto, vergogna! È una parola
pesante che ho sentito ripetuta da tanti. Insieme allo sconforto: “ho
ripreso la cittadinanza italiana dopo la legge del 1992 eppure non ho
ricevuto ne la richiesta di iscrizione all’anagrafe consolare ne risulto
in elenco, cosa debbo fare?” – ci chiede sconsolato un italiano con
tanto di documento che certifica il riacquisto della cittadinanza;
“ho compilato la richiesta di iscrizione all’anagrafe consolare per me e
per tutta la mia famiglia – ci dice una signora veneta – e non
risultiamo in elenco”. Nello stesso elenco alcune sorprese: un caro amico
deceduto alcuni anni orsono ed alcuni cittadini australiani che non hanno
potuto riacquistare la cittadinanza italiana e che ancora oggi sono solo
australiani. L’elenco aggiornato degli elettori è tutto fuorché
aggiornato. Sapevamo di questa tristissima realtà, sospettavamo che lo
sforzo della rete consolare non sarebbe stato recepito dai Comuni e
trascritto nell’AIRE. Eppure chi ha responsabilità di Governo continua a
non ascoltarci.
Nonostante
questi problemi – che non ci stancheremo di segnalare – la prima parte
dell’operazione voto è giunta a conclusione. Il prossimo impegno – ora
– è quello legato alla campagna elettorale. Nel frattempo, come sarà
organizzata l’informazione? Il primo vero comunicato apparso sulla stampa
di lingua italiana è arrivato ad operazioni di sottoscrizione praticamente
chiuse. È fin d’ora necessario assicurare risorse per l’informazione
sulle liste e sui programmi.
La
lista Italiani d’Australia, per il progresso farà la sua parte:
annunciando un programma che partirà dalle esigenze della base, ascoltando
la comunità e presentando i propri candidati.
Marco Fedi
9-
ELEZIONI COMTES: INTERPRETAZIONE
CORRETTA DELLA NORMA
Il Consiglio di Presidenza della
Consulta Nazionale Emigrazione, costituita da ACLI, AIE, AITEF, ANFE,
AZZURRI NEL MONDO, CSER, CTIM, FERNANDO SANTI, FILEF, MIGRANTES, MCL, NUOVA
UNAIE, UCEMI, UIM, UNAIE, ha incontrato, in data 20 gennaio 2004, il
Ministro degli Italiani nel Mondo, On. Mirko Tremaglia, alla presenza del
Segretario del Cgie, Cardilli.
Ringraziando il Ministro per la
sensibilità e l’impegno finora dimostrati, la Consulta ha presentato i
problemi connessi ai preparativi ed all’interpretazione della normativa
delle elezioni dei Comites.
In particolare, per quanto
riguarda la ineleggibilità di cui all’art. 5, comma 4 della Legge 286 del
23 ottobre 2003, l’unica interpretazione corretta è che non è
applicabile ai rappresentanti ed ai dipendenti degli istituti di patronato.
Per quanto riguarda la
presentazione delle liste dei candidati di cui all’art. 4 del regolamento
di attuazione, è stato ribadito che l’ufficio consolare provvede alle
autenticazioni delle firme, di cui al comma 7, apposte nella circoscrizione
consolare.
Circa il giudizio sulle cause di
ineleggibilità ed incompatibilità di cui all’art. 7 del regolamento, è
stato ribadito che esso può essere emesso in ultima analisi dalla Direzione
Generale competente del Ministero degli Esteri e non può essere stabilito a
priori prima delle elezioni.
Le associazioni della CNE invitano
le nostre comunità a partecipare alle elezioni e sollecitano le proprie
rappresentanze all’estero, a farsi promotrici della costituzione dei
Comitati elettorali ai sensi dell’art. 15 del Regolamento, comunicando,
all’ufficio consolare, entro il 27 gennaio 2004, i nominativi designati
per il comitato elettorale circoscrizionale.
Il presente ordine del giorno
viene inoltrato al Ministero degli Esteri e al Ministro degli Italiani nel
Mondo per gli urgenti e tempestivi provvedimenti di competenza.
10-
ELEZIONI COMITES: DICHIARAZIONE
DELL’ISTITUTO F.SANTI
Alla fine di marzo le comunità
italiane rinnoveranno i Comites. I mesi che hanno preceduto la ormai
prossima scadenza hanno visto svilupparsi un dibattito dai toni polemici e
con protagonismi talora eccessivi e francamente sopra le righe. Si è
trattato di un vecchio vizio pubblico che non risolve i problemi delle
nostre comunità né fa fare un passo avanti a quella riconosciuta identità
italiana dalla quale tutti dovremmo partire nel confronto fra programmi e
progetti. In realtà quest’ultimi latitano mentre la discussione resta
ferma alle polemiche anche di tipo personale fra membri del CGIE.
L’Istituto Fernando Santi resta
convinto dell’importanza del prossimo rinnovo dei Comites per segnare un
elemento di discontinuità dalla politica consociativa che troppo a lungo ha
prevalso nell’articolato mondo degli italiani all’estero. E’ per
questo che l’Istituto Fernando Santi si è impegnato insieme ad altre
associazioni per la costituzione, la partecipazione ed il sostegno a liste
che in modo chiaro proponessero agli italiani all’estero concreti
programmi di rinnovamento, riformatori ed ispirati ai valori della
Costituzione Repubblicana.
L’ipotesi di liste fondate sulle
associazioni non ci ha mai convinto ed è bene che le forze politiche
oltre che le espressioni più dirette della società civile, chiedano
il consenso agli elettori distinguendosi da altre liste espressione di forze
d’orientamento conservatore e moderato.
L’Istituto Fernando Santi
impegna i propri iscritti e le proprie associazioni all’estero perché ci
sia un successo delle liste progressiste nelle quali sia riconoscibile la
tradizione dei lavoratori italiani.
11-
LA CNE PER LE ELEZIONI DEI COMITES
La Consulta Nazionale Emigrazione,
chiede formalmente di essere coinvolta nel processo di sensibilizzazione e
di partecipazione alle elezioni dei Comites.
La Consulta allo scopo chiede un
congruo contributo finanziario, finalizzato alla mobilitazione delle comunità
italiane all’estero, in vista delle prossime elezioni dei Comites,
analogamente a quanto già avvenuto nelle precedenti elezioni.
Visto l’ordine del giorno
presentato dalla Prima Commissione del CGIE in materia di pubblicità e
informazione elettorale, la Consulta chiede inoltre l’impegno del Ministro
degli Italiani nel Mondo e del Ministero degli Esteri, a sostenere, in
collegamento con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito
degli specifici capitoli di spesa, un efficace ed immediato piano di
informazione che riguardo i media nazionali, Rai International, le testate
edite all’estero e le testate edite in Italia e diffuse prevalentemente
tra gli italiani all’estero, tenendo in debita considerazione anche il
ruolo delle agenzie di stampa per l’emigrazione.
12-
COMITES NEW YORK/CONNECTICUT,
OVVERO “LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR”
Il trascorso settennato del Comites di
New York/Connecticut si potrebbe ricapitolare prendendo in prestito il
titolo della commedia “Le allegre comari di Windsor”.
Shakespeare l’ha scritta
quattrocento anni fa. C’è tutto: l’intrigo, la vendetta, la beffa e
riassume il senso dell’allegra amministrazione di un Comitato di
ventiquattro membri eletto dai cittadini italiani di New York e Connecicut
affinché li rappresentasse degnamente nei rapporti con gli uffici
consolari, con i quali avrebbe dovuto collaborare – il condizionale è
d’obbligo – per individuare le necessità di natura sociale, culturale
e civile della collettività italiana.
Basta chiedere in giro e la
risposta sarà la stessa, spontanea e diffusa: i Comites, questi illustri
sconosciuti. Dal 1999, quando è stata chiusa la sede al Jolly Madison Tower
a midtown Manhattan, del Comitato si sono praticamente perse le tracce.
L’articolo 2 del regolamento
interno sulla logistica recita “la sede principale del Comites di NY e CT
sarà nella città di New York, Contea di New York, Stato di New York”.
Stando al sito del ministero degli Esteri la sede è ubicata al numero 10 di
Maple Avenue a New Rochelle dove – stando ai consuntivi del 2000 e del
2001 – il Comites dichiara di aver pagato regolarmente l’affitto,
nonostante a quell’indirizzo il Comites non abbia mai tenuto una riunione
e all’ingresso della presenza di esso non ci sia neppure l’ombra.
I membri si riuniscono presso la
sede di Casa Calabria, che è offerta gratuitamente dal presidente.
Sempre sul sito web del Mae sono
indicati i numeri di telefono e di fax che corrispondono a Telemundo in
Connecticut, così come corrisponde alla televisione locale l’indirizzo
email “Channel 13” riportato, mentre sull’attuale carta intestata del
Comites è indicato un numero di telefono a cui risponde la società
Edizioni Mondadori.
Confusi? Già dalla precarietà di
una sede appropriata e centrale è onestamente immaginabile lo stupore della
gente interrogata sulle attività del Comites di NY e CT che
nell’immaginario collettivo è defunto da anni.
Da cinque, per l’esattezza. Da
quando si è trasferito a nord e si è dato alla latitanza, in barba anche
alla legalità che dovrebbe regolare le attività del Comitato.
Inutile cercare di dipanare la
matassa delle cariche. Alla presidenza – secondo il Mae – sarebbe ancora
Lucio Ruzzier, il quale da parecchi anni si è trasferito in Florida ed ha
detto addio anche al Comites. Al Consolato Generale invece il presidente
risulta essere Domenico Procopio. Non è tuttavia dato sapere quando e in
quale riunione i membri del Comitato abbiano eletto alla presidenza
Procopio, in quanto non esistono più i verbali delle riunioni a partire
dall’amministrazione Ruzzier.
La segretaria del Comites racconta
di avere disponibili le “relazioni” delle riunioni, ma di non poterle
utilizzare in quanto non c’è mai stato il quorum necessario a tenere
un’assemblea valida.
“Chi verrà eletto alle prossime
elezioni – assicura l’Auriti – dovrà chiarire alla comunità il ruolo
del Comites e fare in modo che funzioni perché è l’organo eletto per
fare da supporto alla comunità. Veramente credo che si debba rinnovare e
essere molto preparato perché la collettività oggi è molto più attenta
rispetto al passato. Le condizioni di salute di questo Comites? Precarie
direi” risponde, elencando le attività del Comites nell’anno più
recente.
“È stato tentato di collaborare con le associazioni e
alcune iniziative sono andate in porto. Con Domenico Delli Carpini del Cgie
nel 2001 abbiamo fatto un tour per la presentazione del Tricolore dal
Connecticut, a Brooklyn e Queens. Abbiamo organizzato un film festival a
Stanford e a New Rochelle un film festival italiano. Per quanto riguarda
programmi culturali, ognuno di noi ha tentato nel suo piccolo di far
includere almeno il nome del Comites nei programmi altrui. Resta il fatto
che ci sono programmi attuabili ed altri che invece non lo sono perché il
Comites è costituito come non-profit, ma non viene gestito come tale. È
bello per qualcuno sfoggiare l’appartenenza al Comites, ma dietro
l’apparenza non seguono i fatti”.
Nessuno tuttavia sa da quando,
come e per decisione di chi il Comites sia stato davvero costituito in
not-for-profit.
L’ultimo documento legale
inoltrato al Consolato Generale dal Comites è datato aprile 2000. Si tratta
del consuntivo che riepiloga le spese dei viaggi di Ruzzier a Washington.
Inoltre, nel groviglio di
un’amministrazione non certo cristallina, il Comites ha organizzato due
gala: uno per la raccolta di fondi nel 2001 e il secondo, nell’ottobre del
2002, in onore del ministro degli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, al
quale il Comitato di NY e CT ha donato un assegno destinato alla fondazione
creata in Italia da Tremaglia, assegno di cui ancora oggi non si conosce
l’ammontare e dei cui fondi non si conosce la provenienza.
Al Consolato Generale non sanno più
come comportarsi con un Comites ribelle che contraddice la sua elezione.
Negli schedari dell’apposito ufficio c’è il vuoto assoluto. Non esiste
documentazione che attesti anche solo l’esistenza del Comitato.
“Mi sto accingendo ad inviare
un’altra lettera per sollecitare il Comites a mettersi in regola,
altrimenti si ritroveranno ancora senza soldi” commenta il console
aggiunto Daniele Bosio che segue le (in)attività del Comites di NY e CT.
Preventivi e consuntivi, che la
legge richiede siano compilati annualmente, per il Comites di NY e CT sono
una cosa astratta, fantasiosa. E quando ci hanno provato a rispettare i
dettami della legge istitutiva dei Comites, hanno sempre fatto la figura dei
pasticcioni sulla contabilità, creando problemi per la presentazione della
richiesta di fondi al ministero.
È chiaro che al Consolato
Generale di Park Avenue durante la reggenza del ministro Giorgio Radicati
hanno chiuso un occhio e – in certi casi – entrambi sull’illegalità
amministrativa del Comites. Il Console Generale – di regola – di fronte
ad una serie infinita di irregolarità avrebbe dovuto prendere la decisione
di sciogliere il Comitato le cui riunioni somigliano più a quelle di
un’associazione carbonara avvolta da un alone di segretezza, piuttosto che
ad un organo elettivo.
La stampa, in particolare America
Oggi, non ha mai avuto il piacere d’essere invitata a osservare e come
sarebbe utile per garantire un’informazione imparziale e precisa su quanto
discusso ed eventualmente deciso dai 24 membri eletti del Comitato.
Sempreché esistano questi
fantasmi che s’aggirano su New Rochelle.
L’ultima riunione in ordine di
tempo risale al 3 dicembre scorso, sempre senza che sia stato raggiunto il
quorum. Ma è solo un esempio, dietro c’è la storia di un anno intero
caratterizzato da convocazioni, tutte concluse senza un nulla di fatto per
lo stesso motivo.
L’esecutivo tuttavia dal 2000 ha
continuato a decidere per conto suo, senza mai stilare un verbale delle
riunioni e senza mai informare chicchessia di cosa è stato deciso e quando.
Riccardo Chioni
13-
ELEZIONI COMITES: GRANDI
DIFFICOLTA’ ANCHE IN BRASILE
Da Porto Alegre, l’Associazione
“ARPI” fa sapere che “anche in Brasile le elezioni dei Comites si
svolgono con enormi difficoltà: problemi legati all’anagrafe degli
italiani all’estero, pochi funzionari negli Uffici consolari preposti alle
operazioni di preparazione per un buon esito delle elezioni, rete consolare
nel complesso in gravi difficoltà”. Insomma, conclude l’ARPI, come si
fa a dire che siamo italiani se ci tolgono uno dei diritti più importanti:
il diritto di voto? Quando cambierà l’Italia?”.
14-
ELEZIONI COMTES: PRESENTATA A SAN
PAOLO DEL BRASILE LA LISTA DEI CANDIDATI
Il 25 gennaio scorso, come da
scadenzario elettorale, è stata presentata, a San Paolo del Brasile, la
lista dei partecipanti alle prossime elezioni per il rinnovo del Comites,
con il simbolo dell’Ulivo, che comprende personalità di vario
orientamento politico tutti nell’ambito del centrosinistra, che fa dire ad
Aldo Spina, rappresentante dell’Ulivo in Brasile e candidato alle elezioni
per il rinnovo dei Comites: “Cercheremo di rappresentare quei valori, per
tutti noi, sempre difesi”.
Questi i candidati alle elezioni
per il rinnovo del Comites per la Circoscrizione di San Paolo (Brasile):
1) PORTA Fabio; 2) SERRA Anna
Lucia Elvira; 3) ADRI SARTI Plinio Gustavo; 4) ARONNE Giovanni Sebastiano;
5) BABINI Maurizio; 6) BORGHINI Sandra; 7) BRISSI Rogerio;
8) DARDI Daniela; 9) D’ERMOGGINE Diego; 10) DI FRANCO Federico; 11)
LOMBARDI Andrea; 12) LORENZI Mario; 13) NOBILIONI Giovanni; 14) SALCINI
Silvia; 15) SOLIGO Venceslao; 16) SPINA Aldo.
15-
ELEZIONI COMITES: SODDISFAZIONE E
SCONCERTO A MONACO
Ben 338 cittadini italiani in sole
due settimane hanno firmato per la presentazione della lista “Il
Ponte-Centrosinistra per gli Italiani” alle prossime elezioni del Comites
di Monaco di Baviera.
Questo risultato premia l’unica
lista locale che abbia discusso programmi e candidature in incontri pubblici
(vi hanno partecipato persino candidati di altre liste), puntando alla
trasparenza ed al rinnovamento: i candidati provengono dalle più svariate
esperienze professionali – professionisti, operai, impiegati, insegnanti,
ricercatori in istituti scientifici, operatori sociali, ristoratori,
pensionati – e ben 7 di essi, su 16, sono donne.
Accanto alla soddisfazione c’è
però l’incredulità e lo sconcerto per il fatto che dei 338 firmatari ben
89 (23%) non risultavano nelle liste del Ministero degli Interni. Non è una
questione formale: per avere il diritto di votare non basta infatti essere
iscritti all’AIRE, ma occorre essere presenti in queste liste.
I continui rinvii (le elezioni del
26 marzo 2004 si sarebbero dovuto tenere nel giugno del 2002) non sono
evidentemente bastati al Ministro per gli Italiani nel Mondo per prepararsi
adeguatamente. Si pensi che lo stesso Regolamento elettorale non è ancora
stato promulgato ufficialmente, e questo a procedure elettorali avviate!
Nel prepararci alla campagna
elettorale vogliamo ringraziare sentitamente tutti i connazionali che ci
hanno sostenuto, permettendo con la loro firma di presentare la lista.
Un ringraziamento va anche ai
funzionari ed ai dipendenti del Consolato di Monaco, che – sotto organico
e nella confusione causata dall’incapacità organizzativa dei Ministeri
– si stanno impegnando per garantire il funzionamento della “macchina
elettorale”.
Questa la lista “Il Ponte –
Centrosinistra per gli Italiani”, per il Comites di Monaco di Baviera:
1) CUMANI Claudio; 2) DI NATALE Silvia; 3) MARINO
Mattia; 4) ALBERTI Miranda; 5) CONFORTI Corrado; 6) COZZA Marilisa; 7) CUOMO
Francesco; 8) D’ORTA Vincenzo; 9) AGNINI Elena; 10) SCOGNAMIGLIO Pietro;
11) CIRIELLO Luigi; 12) CALLIGARO Daniela; 13) VALLONE Orazio; 14) ROSSI
Francesca; 15) BIGORNIA Marco; 16)VODOPIVEC Vladimira.
16-CHI
NON E´RESPONSABILE, PARLI !!
Le notizie che giungono da tutti i paesi
relativamente alle incredibili difficoltà riscontrate dai nostri
connazionali solo per presentare le liste per le elezioni dei Comites fanno
prevedere un risultato disastroso di queste consultazioni
quanto al numero degli elettori che avranno la concreta possibilità
di votare.
Rispetto alle passate
elezioni per il rinnovo dei Comites, dove le percentuali di elettori si
aggiravano mediamente tra il 15% e il 18%, stavolta non sarà neanche
possibile parlare di astensionismo o scarso interesse dei connazionali.
Neanche sarà possibile, per gli sfortunati che non avevano ricevuto il
certificato elettorale, recarsi direttamente al seggio e farsi iscrivere di
diritto nell’elenco aggiuntivo, pratica che riguardava un buon 25% di
coloro che riuscivano a votare.
Questa volta, essendo il
voto per corrispondenza, chi non riceve il plico è come se non esistesse e
le sue possibilità di esprimere il proprio diritto è quasi nulla.
Rispetto a questa
situazione, ancor più vergognosa poiché si era presentata chiaramente già
in occasione del referendum sull’Art. 18, bisogna che chi di dovere si
assuma le proprie responsabilità: di chi sono le responsabilità ? del
Ministero dell’Interno, del Ministero Affari Esteri, del Ministero degli
Italiani nel Mondo ? Di questo Governo nel suo complesso ?
Vale poco la pena giocare
allo scaricabarile tra istituzioni centrali e Comuni, perché la questione,
come detto, è nota da troppo tempo. In tre anni di Governo Berlusconi –
perché queste elezioni arrivano pari pari a tre anni dall’insediamento di
questo Governo- nulla è stato fatto; certo, si contano a decine premi e
convegni istituzionali, dagli imprenditori, agli scienziati, agli artisti,
interventi televisivi e sui maggiori organi di stampa a declamare la
grandiosità del genio italico nel mondo, le opportunità del business
italico-globale, il successo di chi ha avuto successo in innumerevoli campi,
ecc. ecc….. Ma sulla questione dell’esercizio democratico e concreto del
voto degli italiani all’estero questi perenni comizianti rischiano
clamorosamente di toppare. Questa volta la maschera rischia davvero di
deteriorarsi, si scioglie il lifting. Riprende invece quota l’immagine
degli italiani popolo di santi, navigatori, eroi, ma anche di imperterriti,
paralleli buffoni, più o meno istituzionali, che conferma la problematicità
italica: quella problematicità che consente a Tremonti e Berlusconi di
affermare che l’Euro è colpevole di tutto ciò che di negativo è
accaduto in Italia sotto il loro governo, a Bossi di resuscitare il
complotto massonico, a Buttiglione di affermare, con equilibrio di statista,
che il parallelo fatto da Berlusconi al decennale di Forza Italia, tra
magistrati e fascisti è un pochino sbagliato…
Insomma, se il Ministro
Tremaglia ci tiene al suo onore e alla sua dignità, ovvero ad un distinguo,
dica, per cortesia: secondo lui, di chi è la responsabilità di questa
ennesima brutta e disdicevole figura dell’Italia nel mondo?
Rodolfo Ricci
(Segr. FIEI –
Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione)