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Reg. Trib. Roma n.357 (4/11/82) – Dirett. Responsabile Stelvio Antonini  

 DIFFUSIONE DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA NEL MONDO

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SPECIALE COMITES 2004

legge - regolamento - varie - tutte le liste, risultati e  commenti dopo il voto

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 dopo il voto del 26 marzo

Gli italiani residenti all'estero votano per eleggere i loro COMITES
 
Dal Webgiornale (www.webgiornale.de) del 29.3.2003

Eletti i nuovi Comitati degli Italiani all’Estero (Comites). Ma la democrazia è un’altra cosa.

Venerdì sera, a mezzanotte, si sono chiuse in tutto il mondo le votazioni per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites). Sabato si sono svolte le operazioni di scrutinio nei seggi appositamente istituiti dai consolati, ed ora, in attesa della proclamazione dei risultati ufficiali da parte dei Cec (Comitati elettorali circoscrizionali), iniziano a girare primi risultati non ufficiali.

La novità maggiore di queste elezioni, rispetto a quelle dell’ultima volta (ben sette anni fa, per colpa di due rinvii), è stato il voto per posta. I connazionali non si sono recati ai seggi, non hanno affrontato lungo distanze: hanno ricevuto il plico a casa, i più fortunati nelle prime settimane del mese, i meno fortunati alla vigilia della chiusura del voto, ed i più sfortunati – circa un terzo degli aventi diritto – non hanno ricevuto nulla. Il sottoscritto, per esempio, che ha sempre ricevuto la cartolina elettorale e che in occasione del referendum ha avuto addirittura due plichi, in queste consultazioni non ha avuto nulla. Non risultavo più negli elenchi: ho votato solo perché iscritto poi in quello aggiuntivo. E’ solo un semplice esempio – ma si potrebbero citare a migliaia – per documentare come sono state “migliorate” e aggiornate le anagrafi. 

Chi ha ricevuto il plico elettorale, ha potuto votare comodamente da casa, senza neanche la spesa del francobollo, perché a carico del Consolato i costi del rientro delle buste con le schede votate. Scontato quindi l’aumento dei votanti. In Germania la percentuale dei votanti si aggira oltre il 30%, molto superiore – in diverse Circoscrizioni più del doppio – rispetto alle precedenti consultazioni, referendum compreso. Non si trattava infatti di rispondere a quesiti sconosciuti e lontani, ma di votare persone del posto, per un Comitato operante nel territorio di residenza. 

Aspettiamoci quindi una valanga di commenti euforici, valutazioni trionfalistiche - come appunto in occasione del referendum – che hanno l’unico ma grave difetto di scambiare l’aumento dei voti con una crescita di partecipazione e di democrazia in emigrazione. Il che è tutto da dimostrare. A urne ancora calde, non sappiamo con sicurezza chi sono o meno i vincitori. Conosciamo comunque con certezza chi esce sconfitto da questa prima esperienza di voto per posta per i Comites. A lasciarci le penne è la democrazia. 

Per due semplici motivi: le gravi insufficienze delle liste elettorali (antiquate, errate, senza un terzo degli aventi diritto), ed il sistema di voto (che lascia spazio all’accaparramento di schede elettorali ed agli abusi più plateali). 

Le toppe inventate per limitare i danni di liste da terzo mondo (per esempio l’elenco aggiuntivo) non hanno portato i risultati sperati, sia per il disinteresse di chi non ha avuto il plico elettorale (o la difficoltà a prendere contatto col consolato), sia per il silenzio dei comuni di fronte alla richieste consolari, sia per la mole di lavoro (impossibile da smaltire) piombato sul personale del Consolato, sottratto alle pratiche ordinarie per una emergenza inutile, facilmente evitabile. Bastava infatti utilizzare le anagrafi consolari, molto più aggiornate di quelle del Ministero degli Interni, per scongiurare contemporaneamente depennamenti e burocrazia aggiuntiva. E’ quello che in fondo chiedevano il Cgie ed i rappresentanti dell’emigrazione organizzata. Alla fine dei conti, i milioni spesi per aggiornare le liste con nuove assunzioni nei consolati, non sono serviti a nulla, perché invece di usare l’anagrafe aggiornata è stato utilizzato il vecchiume ministeriale. Chi pagherà per questi madornali errori politici e amministrativi?

Alle gravi carenze dell’anagrafe elettorale, che per un motivo o l’altro ha depennato un terzo degli elettori, va aggiunto il sistema di voto, troppo esposto ad abusi. Che non sono mancati: da chi ha fatto incetta di schede, a chi ha votato per tutta la famiglia e per mezza parentela, a chi ha votato anche per gli amici (al buon fine di salvare le schede dal cestino), all’ingenua e illegale consegna dei plichi a terze persone. Con la conseguenza che il numero delle schede rientrate non corrisponde più ad un numero uguale di votanti. Questo potrebbe scendere  anche drasticamente, nella misura appunto dell’entitá degli abusi di cui sopra. Se si conteggiano in aggiunta i voti per amicizia o per pressione – una percentuale da non sottovalutare – allora bisogna andare ancora più cauti nel considerare questi risultai elettorali come un segno di maggior partecipazione o come un giudizio più positivo della collettività nei confronti dei Comites. Che continuano a restare, nonostante le percentuali di voto, degli illustri fantasmi.

Chi è onesto ed ha seguito da vicino il voto, arriva ad una sola conclusione: è stato una catastrofe. Una caos unico. Compreso lo scrutinio. La democrazia è tutta un’altra cosa. Chiamiamole gioco dell’oca, caccia al tesoro, tiro alla scheda, sondaggio, voto cadetto, prove di democrazia, ma non elezioni nel senso corrente del termine: offenderemmo la seria tradizione elettorale italiana.

Su questo voto bisognerà sicuramente riflettere. Ma anche aprire una indagine. Non tanto per i Comitati, che forse non meritano una simile attenzione, ma per il voto politico del 2006, che ha tutto un altro spessore. La possibilità del voto per posta deve restare, è una conquista che va mantenuta ed anzi va estesa a tutto il Paese, anche per allinearci alle democrazie europee. Ma non può restare questo sistema di voto per corrispondenza.  Ci sono diversi modelli rodati, come quello tedesco, cui potersi ispirare. E’ comunque chiaro che dopo questa traumatica esperienza, bisogna voltar pagina. Probabilmente non con Tremaglia, troppo propenso alla retorica e al paternalismo, bravo a inventare premi, organizzare convegni e dare patacche, ma, come documentano queste elezioni di serie b, incapace a gestire i problemi e progettare serie soluzioni. 

Tobia Bassanelli (de.it.press)


Elezioni Comites. Strana prassi a Stoccarda: la distribuzione dei plichi elettorali…via terze persone

A Stoccarda sono state date a singoli candidati che hanno fatto richiesta via fax o presentandosi personalmente con un elenco di elettori che ancora non avevano ricevuto il plico elettorale, i plichi corrispondenti alle singole persone. Tale prassi, messa in atto dall'ufficio elettorale, dietro "ordini superiori" era conosciuta da alcuni candidati / liste e tenuta all'oscuro alle altre liste. A candidati "non noti" che si sono presentati con un elenco di persone che non avevano ricevuto il plico elettorale è stato detto che le persone dovevano presentarsi personalmente a ritirare il plico elettorale. Altri candidati noti ricevevano tutti i plichi che richiedevano!

Inoltre sono stati visti candidati come Tommaso Conte imbucare venerdì sera nella buca del consolato decine - ma si può parlare di centinaia - di buste elettorali. Ha sicuramente svolto un servizio a quelle persone che non facevano in tempo a portare le buste in consolato

Denuncia prima dell'apertura dei seggi, da parte della lista Uniti per Cambiare al Consolato, Ambasciata e Ministero di questa situazione illegale. Situazione che porta a paragonare la circoscrizione consolare di Stoccarda ad una "repubblica di banane". Manca solo che si richiede l'intervento delle forze dell'ONU per garantire il corretto e democratico svolgimento delle elezioni.

Pino Tabbi, aclibw@yahoo.de (de.it.press)

Risultati definitivi  della consultazione per il rinnovo dei Comites in Canada nelle circoscrizioni consolari di Edmonton e Vancouver*
Circoscrizione

Consolare

Plichi inviati Schede

votate

% nulle Voti

Riportati  lista

Progetto Italia-Canada

Voti

Riportati lista

Viva l’Italia

EDMONTON 4398 1511 34,35% 244 933  (73.6%) 322 (25,41)
VANCOUVER 11218 5847 52,12% 401 5076 (93.2%) 362 (6.4%)

A Toronto sono state spediti 73.323 plichi. La partecipazione al voto e’ stata di circa il 38% (28,000 schede votate). Sono presenti tre liste.

Le operazioni di scrutinio sono tutt’ora in corso e termineranno nella giornata di lunedi’ 28 Marzo

A Montreal il termine della consultazione e’ stata dilazionato di una settimana. Sono presenti tre liste.

A Ottawa il Comites uscente, formato meno di due anni anni orsono, si e’ rinnovato confermando nella  sua quasi totalita’ (8 su 12 membri) i membri uscenti in una assemblea pubblica.

Gino Bucchino

 

INCA CGIL :

Dall' INCA pervengono notizie relative all'enorme numero di voti scartati per vizi formali delle schede di voto. Spesso le buste con il riconoscimento dell'elettore sono state unite alla busta contenente l'indicazione del voto, rendendo nulla la votazione.

Giungono notizie relative al rallentamento delle operazioni di voto in Sud America.

CNE- INCHINGOLI: "CONSISTENTI PROGRESSI NELLA PARTECIPAZIONE. CARENTE L'INFORMAZIONE. ANCORA MOLTI PROBLEMI

Soddisfazione viene espressa dal Presidente della CNE, Inchingoli, per il buon risultato ottenuto in termini di partecipazione al voto, se raffrontato ai risultati delle precedenti consultazioni elettorali del 1997 per il rinnovo dei Comites, in cui, tuttavia, la partecipazione avveniva tramite il seggio presso i Consolati, quelle relative al Referendum, che pure ha dato un miglior risultato rispetto al passato grazie all'utilizzo del voto per corrispondenza. Tuttavia, Inchingoli rileva "Si poteva fare di piu' e meglio".

In che modo ? "E' mancata l'informazione, rileva il Presidente della CNE. Se i mezzi di comunicazione avessero condotto un'azione costante di informazione presso le nostre comunita' i risultati sarebbero stati migliori e, soprattutto, si sarebbero rilevate minori difficolta' nelle operazioni di voto. Mi riferisco a tutti gli organi di informazione ma particolarmente a RAI International che non è stata granchè presente nell'informare su questo importante appuntamento.

Ma per Inchingoli esistono anche altri problemi che hanno limitato l'affluenza. "Mi riferisco alle azioni frenanti e di parte a discapito dell'uno o dell'altro schieramento, che hanno indotto ad una limitata partecipazione, nonostante fosse chiara la volonta' delle nostre comunita' nel voler accedere a questi strumenti di partecipazione politica. Una risposta in tal senso c'è' stata ma sarebbe potuta essere senza dubbio maggiore - prosegue il Presidente della CNE - se non si fossero determinati gravi ritardi, se si fossero rese piu' facili le operazioni di distribuzione delle schede.

Conclude il Presidente della CNE "Un processo in via di sviluppo è stato, comunque, avviato e mi auguro che sara' proseguito nel migliore dei modi in vista delle elezioni politiche. Tuttavia ritengo si potesse fare di piu' anche in questa occasione.

27/03/2004

 

INCA: ALTO IL LIVELLO DEI VOTI ANNULLATI

Altissimo il numero delle buste annullate. Lo afferma il responsabile del Segretariato Sociale dell'INCA, Antonio Bruzzese, il quale rileva come le liste delle forze adenti all'Ulivo abbiano registrato rilevantissime adesioni in Europa, in Australia. In Canada, "l'esponente dell'INCA Rocco Di Trolio, a Vancouver, si e' qualificato il primo nome della propria lista e di tutte le liste per le preferenze ricevute.

A Zurigo "da uno a quattro le liste vincenti sono quelle dell'Ulivo". A Lucerna la situazione e' ancora indecisa. La partecipazione è buona. Se non ci fossero stati errori di voto. Le percentuali sarebbeo maggiori e soprattutto non ci sarebbero errori sulle preferenze, che hanno portato all'annullamento dei voti.

TREMAGLIA: AFFLUENZA in aumento: E' LA DIMOSTRAZIONE DELLA MATURITA' POLITICA DEL NOSTRO ELETTORATO ALL'ESTERO

Un dato emerge chiaramente: l'affluenza, passata da una percentuale del 20,55% registrata alle precedenti elezioni dei Comites del 1997 (dove non era ancora previsto il voto per corrispondenza), a poco più del 24% in occasione dei referendum del giugno 2003 (che hanno rappresentato il primo esercizio del voto per corrispondenza per i nostri connazionali all'estero), all'attuale media del 34% ca.

Il Ministro Tremaglia afferma "è un dato eccezionale che testimonia senza ombra di dubbio la maturità politica del nostro elettorato all'estero".

"Dimostra inoltre - sempre per Tremaglia - l'efficacia della politica dell'Italianità portata avanti, in piena sintonia con il Capo dello Stato Ciampi, da questo nuovo Ministero, la cui potenzialità non è ancora stata del tutto percepita dalla nostra classe politica". 

In Europa l'affluenza al voto è stata del 29,44%, in America del Nord del 24,88%, in America del Sud del 48,65%, in Australia del 31,18% e in Africa del 36,02%.

 

Australia: successo del centro-sinistra  

 

Clamoroso successo del centro-sinistra nelle elezioni per i Comites in Australia che con le sue liste si impone nettamente sul centro-destra, malgrado il forte richiamo propagandistico, soprattutto nella circoscrizione consolare di Sydney costituito dal Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo, che si era presentato all’elettorato come l’unico depositario dei valori della bandiera e dell’italianità.

    Ma gli elettori italiani residenti in Australia non si sono fatti ingannare e hanno dato ragione alle liste che si richiamavano ai valori politici e sociali del centro-sinistra.

    La schiacciante vittoria delle liste “Italiani d’Australia per il Progresso” che si ispirano alla coalizione dell’Ulivo ha consentito nel Nuovo Galles del Sud, Victoria e Australia Occidentale (i tre Stati australiani dove il centro-destra aveva presentato proprie liste) l’elezione di nove consiglieri sui dodici che costituiscono i Comites, che per la prima volta si eleggevano anche in Australia.

    Da sottolineare che nella Circoscrizione di Sydney la lista alla definizione “Italiani d’Australia per il Progresso” aveva aggiunto il simbolo dell’Ulivo dando così alla lista una precisa identificazione politica ed è stata premiata dagli elettori concludendo con 4.010 voti contro i 1.672 contati per il CTIM.

    I votanti a Melbourne sono stati il 35 per cento, mentre a Sydney si è superato di poco il 30%. Moltissime i voti invalidi e le liste nulle che a Sydney sono state ben 3266, cioè oltre un terzo dei voti. La causa di questo sconcertante risultato va addebitata alla scarsissima, se non nulla, informazione fornita alla collettività dalle istituzioni italiane e anche ad iniziative di presunte organizzazioni di sostegno per alcuni candidati di tutte e due le formazioni politiche che hanno indotto migliaia di elettori a porre preferenze in ambedue le liste.

    Per quanto concerne la mancanza di una informazione mirata si ricorda che non è stata inviata nessuna preventiva nota informativa agli elettori come era stato chiesto ripetutamente dal CGIE prima dell’invio del plico contenente la scheda elettorale. Pochissima l’informazione istituzionale sui mezzi di informazione in lingua italiana, tanto da farci chiedere come sono stati impiegati il 1.675.000 Euro che erano stati stanziati proprio per questo motivo. Ma addirittura non si è pensato di indicare chiaramente sulla scheda elettorale, oltre al fatto che si potevano apporre 4  preferenze, anche la dicitura “su una sola lista” che non avrebbe provocato nessun aumento di spesa.

    Inutile, infine, ripetere tutte le disfunzioni degli elenchi degli elettori forniti dal ministero degli interni: un vero caos che non ha consentito a tanti elettori di poter esercitare il loro diritto di voto.

 

Pietro Schirru

 

Pietro Schirru era candidato a Sydney nella lista di centro-sinistra “Gli Italiani d’Australia per il Progresso” nella quale è risultato il primo eletto con 1636 voti di preferenza.

 

 

BRUZZESE "UN SUCCESSO INATTESO"

Dal Desk elettorale del Segretariato Estero del Patronato INCA giungono gli ultimi dati relativi ai voti ed il responsabile del Segretariato estero sottolinea con ottimismo i risultati delle liste aderenti allo schieramento dell'ULIVO. In primo piano la Svizzera, le affermazioni del Belgio, a Bruxelles, e della sede di Vancouver, dove il rappresentante dell'INCA Rocco Di Trolio ha ottenuto un voto plebiscitario. A Toronto, invece, l'affermazione e' senza dubbio ridotta. Qui sono la partita e' ancora aperta con le liste del CTIM, afferma il responsabile del Segretariato Estero dell'INCA, Bruzzese. Nettamente avanzate le posizioni del CTIM anche a Cordova. Mentre a Buenos Aires la Lista capeggiata da Luigi Pallaro fa il pieno di voti, seguita dalla lista n.2 di Mario Frizzera. Una incognita rimane Rosario, da dove al Desk elettorale dell'INCA attendono ancora notizie.

"I partecipanti al voto sono piu' numerosi di coloro che hanno potuto prendere parte al voto, afferma Bruzzese, il quale sostiene "non si puo' conquistare un diritto per poi non prevedere gli strumenti adeguati perche' si possa esercitarlo.Ancora siamo molto lontani dall'esercizio del diritto di voto delle nostre comunita' all'estero".

Molte le ragioni, per Bruzzese. Confusione degli organi competenti (come è avvento per le liste valide ai fini del voto e delle candidature ). Occorrerà' ripensare a tutto nel tempo ma anche molto rapidamente in vista delle prossime elezioni politiche", aggiunge l'esponente del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. "Le comunita' a ben ragione chiedono una lista degli aventi diritto piu' seria, piu' trasparente e piu' completa". Ed aggiunge "Si potrebbe prendere, ad esempio, in considerazione l'anagrafe consolare che, essendo presente sul territorio ed avendo la collaborazione di associazioni e patronati, potrebbe portare ad un forte miglioramento dell'esercizio del voto all'estero". Dunque, "maggiore trasparenza e minore confusione".

Il secondo punto l'informazione: il numero di schede annullate impone una verifica sulla questione:è mancata l'informazione delle comunita', sia da parte dei media che dei Consolati.

Il terzo punto importante, per Bruzzese," riguarda il problema di una maggiore serietà da parte delle istituzioni. Serietà che per alcuni è mancata. Ci sono dei Consoli - afferma Bruzzese - che hanno voluto strafare, si è vissuto il voto nella irregolarita' piu' completa: dal momento della gestione della campagna ad operazioni di voto molto discutibili, a cominciare dal Console di Cordoba. Non mancheremo di approfondire le questioni e di denunciarle nel modo piu' fermo e deciso".

Bruzzese, comunque, sottolinea anche soddisfazione per come stanno andando i risultati " La parte piu' sana di coloro che operano nella collettivita', i Patronati in primo luogo, e gli operatori dell'INCA, escono fortemente premiati. Avremo modo di tornare sull'argomento nelle prossime ore quando i risultati saranno completi. Una cosa pero' posso affermare "chi opera nel merito dei problemi tutti i giorni ha avuto il giusto riconoscimento"..

Ci saranno, in seguito, valutazioni di ordine piu' politico e generale che come consigliere uscente del CGIE lascio agli schieramenti che si sono caratterizzati in termini piu' politici . Per ora si puo' osservarecome le liste che si richiamano ai valori dell'Ulivo abbiano avuto una affermazione piu' grande di quella che si immaginava alla vigilia di queste elezioni".

Quindi, prosegue nella disamina dei risultati "in Cile il 40% degli scrutini da ragione di un sostanziale equilibrio fra le liste aderenti ai due schieramenti.

In Argentina a Mendoza ben 1700 voti su 12.300 plichi inviati e 6.780 votanti sono stati annullati. Finora in Argentina a Laude Canali è andato il maggior numero di voti 3.352.

A Rio è in testa la lista dell'Ulivo con "Viva l'Italia". Il problema a piu' riprese denunciato è stato risolto, è stata votata la lista ma non sono stati dati voti ai due esponenti di cui si era denunciata la presenza, che non saranno eletti. a San Paolo sono cinque gli eletti. Uno scandalo su 78.000 schede, 36.000 rientrate e ben 23.000 annullate.

Parigi, Lilla, Marsiglia...in Francia avanzano le forze aderenti all'Ulivo. A Parigi ben l'80%.(28/03/2004-Italian Network)

APPUNTI DA UN SEGGIO
 
Cari/e compagni/e,
 
alcune osservazioni sulle modalita' di voto per sé e ci serviranno per il "senno di poi".
    - Regola generale (vecchia e bipartisan), necessita' di cercare di avere persone che hanno gia' esperienza in ruoli istituzionali (Presidente e Segretario/a). Questa votazione era complessa e alcuni seggi avevano due persone volenterose, ma non avvezze alla burocrazia italiana (e spesso succede all'estero). Questo non vuol dire di non aprire ai giovani (anzi, meno male che c'erano loro, altrimenti ci eravamo ancora!!) pero' le istruzioni ricevute erano sommarie e si poteva correre il rischio di lungaggini;
    - il numero delle schede da scrutinare era eccessivo, vista la doppia operazione richiesta. Noi ne avevamo 1400 e abbiamo finito a mezzanotte e mezzo solo perche' siamo stati capaci di costruire un team affiatato nel quale tutti sono stati coinvolti nel lavoro (le istruzioni erano "fate i turni e finite lunedi mattina"....spero bene che altri seggi abbiano seguito il nostro esempio e non la linea ufficiale, che - anche se non era nelle intenzioni - poteva portare a lungaggini (o peggio).
    - I registri con le liste degli aventi diritto al voto erano pietosi. Il registro principale era solo uno, con caratteri microscopici e con una sequenza di numeri estremamente difficile da seguire (il numero iniziale era dato da 3 cifre, dal quale discendevano numeri fino a sei cifre). Intanto si poteva stampare la lista in due spezzoni, in modo tale che sia presidente che vicepresedente (o due scrutatori) potessero lavorare piu' velocemente alla verifica degli iscritti. Poi mi chiedo ancora se era davvero necessaria tutta questa scena sui numeri invece dei nomi. Visto che le buste principali si aprivano in ogni caso solo al seggio, che si sapesse che Anna Biondi era all'origine della scheda invece che il numero 00038748, che differenza fa? e' vero che puo' essere una garanzia in piu', ma se le garanzie istituzionali ci sono (tutte le schede aperte in modo pubblico e di fronte a scrutatori di entrambe le liste), allora il voto sara' corretto. In ogni caso se si decide di continuare con i numeri, urgenti provvedimenti devono essere presi per facilitare i compiti di scrutinio (mi dicevano - e non so se e' vero - che a Zurigo il Consolato ha messo a disposizione il terminale per verificare i numeri degli elenchi: questo sarebbe stato eccellente anche per noi);
    - il 10% circa delle schede del mio seggio sono state annullate e non scrutinate perche' non contenevano il tagliando. Io so che la doppia busta era una garanzia, ma ora mi e vi chiedo: se avessimo aperto quella seconda busta bianca, trovando un tagliando e una scheda integra, visto che operavamo in un seggio con tutte le garanzie istituzionali (scrutatori, rappresentanti di lista, etc) non potevamo mettere quella scheda nell'urna visto che nessuno ne conosceva in ogni caso il contenuto? differente il caso evidentemente sarebbe stato se il tagliando non ci fosse stato o se la scheda fosse risultata piegata diversamente o altro. Mi e' molto dispiaciuto non aver dato una chance a tanta gente che ci aveva provato.
    Altre questioni tecniche potrebbero essere sollevate, in ogni caso queste sono le principali che mi vengono in mente di prima mattina per la prossima volta.
    Non posso finire questa nota se non con una riflessione politica: ricordo che Norberto a Ginevra ci ha detto che non dappertutto si era scelta l'idea di andare con il simbolo dell'Ulivo. Va da se che io spero che tutte le liste progressiste siano andate al meglio, ma certo che la scelta dell'Ulivo é vincente. Il fatto stesso che i maggiori Patronati (e ricordiamoci che all'Estero contano) erano insieme é una carta vincente (nel mio seggio gli unici per i quali ho dovuto - con gioia - aggiungere la seconda casella ai voti di preferenza sono stati Gianni Paggi e Carmen Gnazzo dell'INCA...vorra' pur dir qualcosa). Indipendentemente da come sono andate le elezioni in generale (quando scrivo tengo ancora le dita incrociate) io credo che questa sia la via da seguire con coraggio e determinazione.
 
Cari saluti e ... in bocca al lupo all'Ulivo!!!
 
Anna Biondi, Ginevra

da Bruno De Santis: CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI LILLE  ( FRANCIA )

RISULTATI DELLE ELEZIONI DEL COM.IT.ES.

(PLICHI INVIATI DAL CONSOLATO)                                      22.472

PLICHI NON RECAPITATI                                                           2.590                                     

VOTANTI                                                                                       5.596

VOTI ANNULLATI                                                                            512

SCHEDE SCRUTINATE                                                                  5.084

SCHEDE BIANCHE                                                                            115

SCHEDE NULLE                                                                                 571

VOTI VALIDI                                                                                  4.398


Lista 2      

 

VOTI

 

2.861

 

%

 

65,05

 

SEGGI

 

8

 

 

 1.    DE SANTIS BRUNO

 

2.211   *

 

 

1

 

 2.    CUCCA  FRANCESCO

 

1.238

 

 

3

 

 3.    MAZZOTTA MARIA

 

1.367

 

 

2

 

 4.    DEGANO MARYSE

 

956

 

 

4

 

 5.    MICELI LUCA

 

455

 

 

6

 

 6.    TURNU CANNAS BIANCA

 

378

 

 

9

 

 7.    DEL SIBIO ANTONIO

 

296

 

 

12

 

 8. TORRE LEONARDO MARIA RITA

 

389

 

 

8

 

 9.    GUIDA UMBERTO

 

477

 

 

5

 

10.    LEOTTA GIOVANNI

 

414

 

 

7

 

11.    BONDI FRANCESCO

 

183

 

 

15

 

12.    URLI EDDA

 

350

 

 

10

 

13.    BOSCO EZIO

 

271

 

 

13

 

14.    LI PIRA LUCIANO

 

214

 

 

14

 

15.    ZAMPAGLIONE GIOVANNI

 

333

 

 

11

 

 

 

LISTA N° 1

(ACLI, MEMBRO CGIL, ITAL

TROTSKISTI ITALO-FRANCESI

DESTRA ITALO-FRANCESE

COMUNISTI ITALIANI)

      

                                                   

 

VOTI

 

 

1.537

 

%

 

 

34.95

 

SEGGI

 

 

4

 

 1.    AIELLO

 

   421

 

 

3

 

 2.    CHIODI

 

   264

 

 

8

 

 3.    CORTIULA

 

   203

 

 

10

 

 4.    CRISPATZU

 

   498

 

 

2

 

 5.    FAVETTO

 

   211

 

 

9

 

 6.    MORELLO  DOMENICO

 

   359

 

 

4

 

 7.    MORELLO  PASQUALE

 

   200

 

 

11

 

 8.    MUCCIANTE

 

   278

 

 

7

 

 9.    PISANO

 

   882

 

 

1

 

10.    SORTINO ANTONINO

 

   184

 

 

13

 

11.    SORTINO CONCETTA

 

   316

 

 

6

 

12.    TROVATO

 

   180

 

 

14

 

13.    URGU

 

   197

 

 

12

 

14.    VITALI

 

   341

 

 

5

 

Ministero per gli Italiani nel Mondo

 

DICHIARAZIONE

IL MINISTRO MIRKO TREMAGLIA RINGRAZIA GLI ITALIANI ALL’ESTERO: <HANNO VOTATO PER IL TRICOLORE DELLA PATRIA, PER GLI ITALIANI NEL MONDO, PER LE ASSOCIAZIONI. NON PER I PARTITI>

Di fronte alle elezioni dei Comites, che hanno dato il clamoroso risultato di un’affluenza straordinaria, ho già espresso la mia piena soddisfazione. A maggior ragione, devo esaltare la vera, significativa vittoria di un’impostazione che ho espresso più volte per quanto riguarda i risultati di queste elezioni.

Debbo innanzi tutto, ancora una volta, ricordare che personalmente non ho fatto alcun viaggio di carattere elettorale, ma debbo altresì ribadire la mia impostazione di fondo, che mi incoraggia da oggi fino alle elezioni politiche del 2006: ha stravinto la linea che io ho indicato, quella di votare per il Tricolore della Patria, per gli Italiani nel Mondo, per le Associazioni. Così, infatti, è avvenuto.

Debbo, pertanto, smentire le notizie ed i tentativi propagandistici fatti dall’Ulivo. Confermo ancora una volta la mia grande soddisfazione perché gli Italiani all’estero hanno votato non per i partiti, sicuramente non per l’Ulivo, che rimane una minima parte del nostro elettorato italiano all’estero.

Ringrazio, riconoscente dal profondo del cuore, la Consulta delle Associazioni e le Associazioni dei nostri connazionali in ogni Paese del mondo. Molto significative quelle dei Comitati Tricolori e degli Azzurri nel Mondo. Straordinari i risultati registrati in Africa, America latina e America del Nord; assai impegnativi quelli dell’Europa, dell’Asia e dell’Australia.

Studiamo insieme se vi sono emergenze e problematiche nuove da affrontare, anche sul piano legislativo.

On. Mirko Tremaglia

 Roma, 29 marzo 2003

 

(GRTV) Le elezioni dei Comites, gli organismi di rappresentanza di base degli italiani nel mondo, recentemente riformati si sono concluse e dei primi risultati che giungono da tutto il mondo né parliamo con Franco Narducci Segretario Generale del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero). Lo raggiungiamo telefonicamente nella sua residenza Svizzera.

 

Dottor Narducci dai primi risultati emerge un dato positivo in termini di affluenza che secondo il ministero degli italiani nel mondo sfiora il 35% degli aventi diritto. Questa consultazione assume anche un senso politico particolare e importante?

 

Certamente. Per la prima volta , grazie al voto per corrispondenza, si vota avendo come riferimento un bacino elettorale ampio. Questo risultato assume delle valenze politiche precise. In Svizzera non abbiamo registrato sorprese particolari. E’ stato registrato il trend degli ultimi anni orientato verso il Centro Sinistra.

 

Ieri sera in un comunicato dei Democratici di Sinistra, anticipando alcuni risultati, si afferma che i candidati che si richiamano all’Ulivo e al centrosinistra hanno ottenuto risultati positivi….

 

Qui in Svizzera il risultato va in questa direzione. Su 17 Comites, le liste dell’Ulivo o che si richiamano, in termini di coalizione  e che si richiamano al la vecchia coalizione Solidarietà e Progresso, hanno ottenuto la maggioranza assoluta. A Zurigo, la lista dell’Ulivo ha ottenuto il 65% dei consens , nella mia delegazione consolare il 65%, a Basilea il consensi superiori al 60%. A Lucerna, dove si è avuto una partecipazione del 47%, la più alta in Svizzera, il centrosinistra ha ottenuto consensi maggioritari.

 

Torniamo sull’affluenza alle urne. Ci sono polemiche sul ritardo nell’arrivo dei plichi elettorali.

 

Effettivamente vanno denunciati ritardi. La seconda spedizione dei plichi elettorali, quella fatta dopo il nullaosta dei comuni, è arrivata appena in tempo per consentire a molti di votare. Anche nel mio nucleo famigliare abbiamo ricevuto la documentazione solo tre giorni prima della scadenza del voto. La cosa deve far riflettere. E’ necessario trovare le opportune soluzioni per consentire a tutti gli italiani che votano all’estero di partecipare alle prossime consultazioni. Sia per le prossime europee che per le politiche.

 

Roberto Secci/GRTV

I RISULTATI NELLA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI MONTEVIDEO (URUGUAY) 

Il presidente del comitato elettorale circoscrizionale di Montevideo, Michele Pala, ha infatti comunicato oggi i risultati delle elezioni per il Comites che risulta così composto: Narducci Filomena, Colafranceschi Italo, Pizzuti Armando e Laurenza Leonardo, eletti con 5.542 voti nella lista "Unitalia"; Palermo Renato e Dal Bello Adriana, eletti con 3.473 voti nella lista "Diritti Solidarietà"; Vera Maria Laura e Bravin Ana Elena, eletti con 2.171 voti nella lista "La Nuova Generazione"; Magno Francesco Domenico (detto Franco), eletto con 2.018 voti nella lista "Socitalia"; Costanzelli Giovanni, eletto con 1.511 voti nella lista "CTIM"; Canessa Jorge E., eletto con 1.261 voti nella lista "Forza Per il Cambio"; Miceli Giuseppina, eletta con 1.084 voti nella lista "Movimento Cristiano Lavoratori"; . (aise) 

A CORDOBA (ARGENTINA) 3 LISTE SU 4 NE AVEVANO CHIESTO ALL’AMBASCIATORE DI ANNULLARE LE VOTAZIONI PER IRREGOLARITÀ

Le votazioni per il rinnovo dei Comites sono ormai concluse. Ma mentre si procede agli multimi spogli, dall’Argentina, tre delle quattro liste presentatesi nella circoscrizione consolare di Cordoba hanno reso nota oggi una lettera inviata lo scorso 16 marzo all’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Roberto Nigido, nella quale chiedevano l’annullamento delle elezioni in quella circoscrizione.
La lettera, inviata per conoscenza anche al Direttore Generale Politiche Migratorie del MAE, Adriano Benedetti, al Ministro degli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, e alla Segretaria del CGIE per l’America Latina, Filomena Narducci, risultava firmata da Versaci Jorge e Oieni Giovanni, rispettivamente presentatore e capolista della lista "Generazioni Solidali", Targu Silvana e Targi Tullio, presentatore e capolista della lista "Associazioni Italiane Unite" e Nespeca Horacio, presentatore e capolista della lista "Uniti per il Cambio".
Questi, rivolgondosi all'Ambasciatore Nigido e facendo appello alla Legge 286, Regolamento d'applicazione dell’art.28, chiedevano l'annullamento delle elezioni in corso nella circoscrizione di Cordoba, per diversi motivi.
"Fino al giorno d'oggi – si legge nella lettera – tutti i voti emessi sono nulli, in quanto il materiale elettorale la cui stampa e controllo corrispondono al consolato (L 286, Art. 17, c.1; Regol. d'applic. Art. 17, c. 2,3 e 4) non presenta sul certificato elettorale, il codice d'identificazione degli elettori, rendendo in conseguenza impraticabile l'atto elettorale".
Sottolineando di aver richiesto spiegazioni per iscritto al Console Generale e di non aver avuto alcuna risposta in merito, i firmatari della lettera proseguono: "in cambio appaiono comunicati della lista di candidati Nº3, informando, per via multimediale, che avverrà un secondo invio di plichi con nuovo materiale elettorale: misura questa che vulnererebbe la normativa legale che stabilisce che ciò debba avvenire non meno di 20 giorni prima della data di chiusura del comizio, il 26 marzo (L 286 Art. 17, c.3). D'altra parte questi nuovi plichi non sono a tutt'oggi pronti o comunque non spediti".
"Il tempo di 20 giorni imposto dalla legge – aggiungono – è essenziale e non può essere modificato, in quanto costituisce una garanzia affinché gli elettori possano esprimere il proprio voto con ragionevole comoditá e ponderazione. La violazione di questo periodo causa la nullitá, insanabile e manifesta, della votazione".
Le tre liste segnalavano inoltre "che le diverse fasi del processo elettorale si svolsero in circostanze poco favorevoli. L'informazione più d'una volta è stata incompleta, imprecisa o tardiva, difficoltando aspetti di presentazione delle liste. La diffusione dell'evento, da parte del consolato, assai scarsa, quasi nulla; senza offerta di spazio alle parti ed, in sedi della rete consolare, parziale ed attentatoria delle pari opportunità. Ma soprattutto la doppia votazione rappresenta una anomalia, derivante forse da grave negligenza o imperizia, e produce confusione, incertezza, moltidubbi e sfiducia. Si crea un disordine non controllabile".
Per tutti questi motivi i presentatori e capolista delle tre liste di Cordoba avevano reiterato la richiesta d'annullamento delle elezioni, nonché "l'indizione di una nuova che rispetti i termini di legge e la designazione di un soprintendente sullo svolgimento dell'atto elettorale, preservandone la trasparenza e l'imparzialità". (aise)

SAN PAOLO: HANNO VOTATO IN QUASI 29 MILA MA GHISIO-ERBA DENUNCIA ALCUNE PERPLESSITÀ 

 "Nonostante l'impegno delle autorità locali, una elezione cominciata male e sviluppata peggio, finirà con molte polemiche, ulteriori gravosi impegni per gli eletti, e la doverosa autocritica dei responsabili". È quanto dichiara Stefano Ghisio-Erba, presidente della Commissione Informazione del Comites uscente di San Paolo, in Brasile, commentando la conclusione delle votazioni di rinnovo dei Comites e i primi dati disponibili.
I lavori di spoglio delle schede sono iniziati puntualmente sabato mattina, 27 marzo, ma, dichiara Ghisio-Erba, "chi pensava, ragionevolmente, di conoscere qualche orientativo risultato nel primo pomeriggio, si è invece trovato di fronte ad un desolante, per quanto prevedibile, scenario: gli addetti ai lavori erano ancora impegnati nel controllare la legittimità del materiale ricevuto. Di circa 72 mila plichi spediti, poco meno di 29 mila sono stati restituiti fino alla mezzanotte del 26 marzo, ultima scadenza per la consegna del voto in Consolato. Questo dato corrisponde approssimativamente alla precedente elezione per il Comites".
"Oltre al Presidente del CEC (Comitato Elettorale Circoscrizionale), Luigi Estero, i suoi più diretti collaboratori, i carabinieri e qualche funzionario del Consolato che "obbligatoriamente" dovevano essere presenti, nei locali dei lavori – denuncia Ghisio-Erba – pochi i cittadini o candidati. Quasi cento persone, fra presidenti, delegati del consolato e delle liste, divise in sedici seggi, erano ingaggiate in una serie di minuziose verifiche dei plichi".
"Tutto il lavoro, che ha destato non poche perplessità e qualche scherzoso commento dei brasiliani abituati al voto elettronico, era svolto manualmente consultando numerose ed enciclopediche liste stampate", sottolinea il Presidente del Comites di San Paolo, che aggiunge: "le principali ricerche erano destinate al controllo della validità di ogni documento ricevuto, non esclusa l'individuazione di eventuali "doppioni". Si è verificato, infatti, che molti elettori hanno ricevuto due plichi, e quindi hanno votato due volte".
Altra verifica era destinata alla ricerca di non aventi diritto al voto. "Per quanto possa sembrare inspiegabile, molti cittadini – dice Ghisio-Erba – hanno ricevuto il plico elettorale pur non avendo reale diritto al voto. In seguito ad alcune segnalazioni, si è constatato che nelle liste AIRE spedite dal Ministero dell'Interno, figuravano persone non aventi diritto. Questo, insieme al caso di Rio de Janeiro, coinvolgendo Achille Lollo, Luciano Pessina e Carlo Pagani, sarebbe stato lo stoppino per accendere una clamorosa polemica che ha indotto il Ministero a distribuire ai Consolati ulteriori liste contenenti i nomi dei non aventi diritto a voto. Secondo quanto informa il Presidente del CEC, Luigi Estero, solo a San Paolo la lista comprende circa 4.000 (quattromila) persone. Questo numero rappresenta circa il 5% degli iscritti all'AIRE di San Paolo".
"Chi ricorda l'articolo 48 della Costituzione, e si ricollega al fatto di Rio, non può non nascondere perplessità", afferma Ghisio-Erba. "Se si considera, poi, che all'AIRE sono iscritti anche moltissimi cittadini discendenti, che magari mai sono stati in Italia, e comunque con poche opportunità d'aver commesso delitti nel Paese, ecco che a perplessità si aggiunge sgomento".
Come spiega Luigi Estero, "non sono tutti criminali, la maggior parte sono segnalazioni di persone che, pur essendo cittadini, non possono votare per questioni d'ordine burocratico".
"Tranquillizzati sulla gravità delle deduzioni, ci permettiamo – dichiara Ghisio-Erba – di "tradurre" le parole di Estero: il Ministero ha preso un'altra cantonata".
"Interrogato sulla previsione per la conclusione dei lavori, Luigi Estero affermava sabato che in 48 ore si sarebbero conosciuti i risultati e s'impegnava a trasmetterli immediatamente. Dato l'impegno mostrato nel voler assicurare un processo democratico corretto, nonostante alcune pesanti critiche non vi sono motivi per non dargli credito... Sempreché – conclude Ghisio-Erba – non arrivino "novità" da qualche scrivania ministeriale". (aise) 

LUPPI (VIVA L’ITALIA): IN SUD AMERICA LA PIÙ ALTA PERCENTUALE DI VOTANTI 

"I primi dati statistici disponibili ci mostrano lo scarso interesse dei nostri connazionali residenti all’estero per tale importante appuntamento".
È quanto sostiene da Rio de Janeiro Ermes Luppi, candidato della lista "Viva l’Italia" e direttore del periodico "Mondoitaliano".
"Analizzando la percentuale dei votanti rispetto agli aventi diritto – dichiara Luppi – l’unica percentuale degna di nota è quella dell’America meridionale", dove, con una percentuale del 48,74%, su 411.297 plichi inviati, sono pervenute 200.456 buste. "Le altre aree geografiche hanno registrato rispettivamente, Africa 36,02%, Asia e Oceania 28,27%, America Settentrionale 25,29%, Europa 25,15%".
"L’Europa – prosegue Luppi – praticamente è quella che meno ha votato, contrariamente alle aspettative, visto che essendo vicina e sentendo l’influenza della politica italiana, avrebbe dovuto parteciapre più massiccimente a questa fantastica opportunità".
"Analizzando le varie circoscrizioni consolari – conclude Luppi – notiamo con piacere che la più alta percentuale dei votanti si è avuta a Curitiba (Brasile) col 61,36%, seguita da Mar del Plata (Argentina) con 61,25% e Cordoba (Argentina) con 60,52%, questo a dimostrare maggiormente che la area geografica più legata all’Italia è quella dell’America meridionale". (aise)

 

CAROZZA (DS-BELGIO): GRANDE RISULTATO IN BELGIO PER LE FORZE DEL CENTROSINISTRA E DELL'ULIVO 

"Le forze dell'Ulivo e del centrosinistra hanno trionfato in Belgio. Su 84 consiglieri Comites eletti, solo 7 sono andati alle forze che si richiamano al centrodestra". È quanto dichiara il Segretario dei DS in Belgio, Elio Carozza, comunicando con soddisfazioni i risultati delle elezioni per il rinnovo dei Comites in Belgio.
Nel Limburgo, su 12 consiglieri 10 sono dell'Ulivo e solo due del CTM. A Bruxelles, dove lo scontro politico è stato più significativo, vista la presenza di due liste legate al centrodestra, 7 consiglieri su 12 sono andati all'Ulivo. Carozza sottolinea che "su questi 7 eletti 4 sono donne, a testimonianza dell'impegno profuso dalle forze progressiste nel riconoscere il ruolo determinante delle donne nella vita politica e associativa".
"Questo grande risultato – prosegue il Segretario DS in Belgio – è dovuto ad una massiccia mobilitazione del mondo politico e associativo, all'aumento della partecipazione al voto e anche all'impegno delle forze politiche del paese di residenza vicine al centrosinistra, in particolare del PS di Elio Di Rupo; questo a testimonianza dell'elevato grado di integrazione sociale e politica della nostra comunità in Belgio".
"Tuttavia, in questo quadro, non si sottovaluta che l'impatto positivo del voto per corrispondenza sull'alta partecipazione (circa il 30% degli aventi diritto, e si è sfiorato il 40% in alcune zone), ha manifestato aspetti etici inquietanti, legati alla riservatezza e all'obbligo di esprimere il proprio voto individualmente e in piena libertà", nota Carozza, che aggiunge: "si impone nelle prossime settimane un'analisi attenta, necessaria per correggere e rivedere l'attuale sistema e, se del caso, tornare al metodo di votazione classico nei seggi come per le elezioni europee".
"Si è manifestata anche la totale mancanza di impegno da parte del governo per la scarsa efficienza nell'aggiornare le anagrafi consolari (un ringraziamento va invece agli impiegati dei vari consolati che hanno svolto in questo senso una lavoro di supplenza), per l'inesistente campagna di informazione sul voto e sul ruolo dei Comites (forse perchè la legge di riforma, voluta dalla maggioranza di governo, ha disatteso le aspettative della comunità) e, ancora una volta, per la mancanza di messa a disposizione di fondi di sostegno previsti dalla legge a questo scopo", sottolinea ancora il Segretario DS in Belgio.
"Gli eletti Comites del centrosinistra – conclude Elio Carozza – esprimono la loro grande soddisfazione per il risultato odierno, e si impegnano per la realizzazione dei programmi difesi durante la campagna elettorale, per una piena integrazione dei connazionali nella vita del paese di residenza con l'apporto unico della cultura e identità italiana, nel quadro della futura e tanto auspicata Costituzione europea Comites". (aise) 

Toronto: Dichiarazione di Gino Bucchino 

Al di la' delle facili risposte che potrei dare alle dichiarazioni del Ministro Tremaglia  (basterebbe ricordare che a Vancouver la lista Progetto Italia Canada -capolista Rocco Di Trolio- ha sfondato il 90% dei consensi; a Edmonton la Lista Progetto Italia Canada ha superato il 74% dei consensi e a Toronto la lista Viva l'Italia, lista che si e' opposta alla nostra di Progetto Italia Canada, e che ha basato tutta la sua campagna sull'anticomunismo e contro il capolista Gino Bucchino indicato pubblicamente come colui che voleva fare sbarcare ordaedi comunisti in Canada, la lista Viva l'Italia, ripeto, si e' dovuta contentare del secondo posto, un pur dignitoso 44,6% inferiore pero' al 48.2% della lista progetto Italia Canada. Al di la' di questi dati devo sottolineare il risultato eccezionale della consultazione autogestita e organizzata dai Comites e dal  CGIE del Canada, che ha saputo riproporre, stante il divieto del Governo canadese di una vera e propria elezione come negli altri paesi del mondo, una consultazione che ha visto i cittadini italiani partecipare in maniera grandiosa con una percentuale globale canadese ( e mancano ancora i dati di Montreal) pari al 41,3% che sicuramente pone il Canada al primo posto nel mondo.

 
Invito tutti a tenere conto di questi dati che certamente confermano che il Canada quanto a partecipazione non e' secondo agli Stati Uniti, dal quale paese sarebbe finalmente l'ora di essere considerati diversi e separati.
Un ultima cosa da precisare: Bucchino, Di Trolio e Marozzi tutti capolista delle liste che hanno vinto non appartengono al Comitato Tricolore e non hanno niente a che fare con gli Stati Uniti di America. Io spero che da qui in avanti quando si parla di nord america si sapra' distinguere fra Stati Uniti e Canada
 
gino bucchino

 

La soddisfazione del patronato Inas-Cisl per le elezioni dei Comitati degli italiani all’estero (Comites)

La prova-elezioni per i Comitati degli italiani all’estero (Comites) si è chiusa con un successo che è andato oltre le realistiche aspettative che avevamo coltivato. Una partecipazione al voto significativa e in ascesa ed un clima elettorale più sereno di quanto non si potesse temere, viste le penose difficoltà burocratiche, organizzative e gestionali che hanno gravato sull’intera operazione, ci fanno dire che si è messo in moto un meccanismo virtuoso di partecipazione che è il migliore viatico per le prossime elezioni politiche, quando i nostri connazionali all’estero potranno designare per la prima volta una pattuglia di loro diretti rappresentanti in Parlamento.

Avevamo auspicato come patronato Inas che la competizione democratica si focalizzasse, in questa occasione, sulle qualità personali dei candidati e sul loro rapporto reale con le strutture rappresentative locali dell’associazionismo, invece che sui colori delle casacche politiche indossate.

E questo non per qualunquismo anti-partitico, ma per marcare una differenza seria con le competizioni di scelta di orientamento generale tra schieramenti che caratterizzeranno giustamente le elezioni parlamentari. E anche su questo versante possiamo rilevare che i connazionali hanno riconosciuto positivamente le liste della “società civile” rappresentative della realtà dell’associazionismo di emigrazione,  privilegiandole rispetto alle liste di orientamento unicamente partitico.

In ultima felice coincidenza: per la prima volta in Italia, a Roma, gli immigrati hanno eletto i loro rappresentanti nelle amministrazioni territoriali. Una “staffetta” di democrazia e di pluralismo praticato che contrasta idealmente i fantasmi dell’esclusione, della marginalizzazione e dell’intolleranza che adombrano le speranze di convivenza del nostro secolo. Uno spiraglio di normalità civile e solidale che il nostro patronato, assieme a tutte le forze sociali e ad ogni persona di buona volontà, vuole contribuire ad allargare.

 Gian Carlo Panero , Presidente Inas-Cisl

 
 
 

 

 

 

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