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Reg. Trib. Roma n.357 (4/11/82)
– Dirett. Responsabile Stelvio Antonini
DIFFUSIONE
DELL'EMIGRAZIONE
ITALIANA NEL MONDO
|
dopo
il voto del 26 marzo
|
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|
|
| Dal
Webgiornale (www.webgiornale.de) del 29.3.2003
Eletti i
nuovi Comitati degli Italiani all’Estero (Comites). Ma la
democrazia è un’altra cosa.
Venerdì
sera, a mezzanotte, si sono chiuse in tutto il mondo le votazioni
per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites).
Sabato si sono svolte le operazioni di scrutinio nei seggi
appositamente istituiti dai consolati, ed ora, in attesa della
proclamazione dei risultati ufficiali da parte dei Cec (Comitati
elettorali circoscrizionali), iniziano a girare primi risultati
non ufficiali.
La
novità maggiore di queste elezioni, rispetto a quelle
dell’ultima volta (ben sette anni fa, per colpa di due rinvii),
è stato il voto per posta. I connazionali non si sono recati ai
seggi, non hanno affrontato lungo distanze: hanno ricevuto il
plico a casa, i più fortunati nelle prime settimane del mese, i
meno fortunati alla vigilia della chiusura del voto, ed i più
sfortunati – circa un terzo degli aventi diritto – non hanno
ricevuto nulla. Il sottoscritto, per esempio, che ha sempre
ricevuto la cartolina elettorale e che in occasione del referendum
ha avuto addirittura due plichi, in queste consultazioni non ha
avuto nulla. Non risultavo più negli elenchi: ho votato solo
perché iscritto poi in quello aggiuntivo. E’ solo un semplice
esempio – ma si potrebbero citare a migliaia – per documentare
come sono state “migliorate” e aggiornate le anagrafi.
Chi
ha ricevuto il plico elettorale, ha potuto votare comodamente da
casa, senza neanche la spesa del francobollo, perché a carico del
Consolato i costi del rientro delle buste con le schede votate.
Scontato quindi l’aumento dei votanti. In Germania la
percentuale dei votanti si aggira oltre il 30%, molto superiore
– in diverse Circoscrizioni più del doppio – rispetto alle
precedenti consultazioni, referendum compreso. Non si trattava
infatti di rispondere a quesiti sconosciuti e lontani, ma di
votare persone del posto, per un Comitato operante nel territorio
di residenza.
Aspettiamoci
quindi una valanga di commenti euforici, valutazioni
trionfalistiche - come appunto in occasione del referendum – che
hanno l’unico ma grave difetto di scambiare l’aumento dei voti
con una crescita di partecipazione e di democrazia in emigrazione.
Il che è tutto da dimostrare. A urne ancora calde, non sappiamo
con sicurezza chi sono o meno i vincitori. Conosciamo comunque con
certezza chi esce sconfitto da questa prima esperienza di voto per
posta per i Comites. A lasciarci le penne è la democrazia.
Per
due semplici motivi: le gravi insufficienze delle liste elettorali
(antiquate, errate, senza un terzo degli aventi diritto), ed il
sistema di voto (che lascia spazio all’accaparramento di schede
elettorali ed agli abusi più plateali).
Le
toppe inventate per limitare i danni di liste da terzo mondo (per
esempio l’elenco aggiuntivo) non hanno portato i risultati
sperati, sia per il disinteresse di chi non ha avuto il plico
elettorale (o la difficoltà a prendere contatto col consolato),
sia per il silenzio dei comuni di fronte alla richieste consolari,
sia per la mole di lavoro (impossibile da smaltire) piombato sul
personale del Consolato, sottratto alle pratiche ordinarie per una
emergenza inutile, facilmente evitabile. Bastava infatti
utilizzare le anagrafi consolari, molto più aggiornate di quelle
del Ministero degli Interni, per scongiurare contemporaneamente
depennamenti e burocrazia aggiuntiva. E’ quello che in fondo
chiedevano il Cgie ed i rappresentanti dell’emigrazione
organizzata. Alla fine dei conti, i milioni spesi per aggiornare
le liste con nuove assunzioni nei consolati, non sono serviti a
nulla, perché invece di usare l’anagrafe aggiornata è stato
utilizzato il vecchiume ministeriale. Chi pagherà per questi
madornali errori politici e amministrativi?
Alle
gravi carenze dell’anagrafe elettorale, che per un motivo o
l’altro ha depennato un terzo degli elettori, va aggiunto il
sistema di voto, troppo esposto ad abusi. Che non sono mancati: da
chi ha fatto incetta di schede, a chi ha votato per tutta la
famiglia e per mezza parentela, a chi ha votato anche per gli
amici (al buon fine di salvare le schede dal cestino),
all’ingenua e illegale consegna dei plichi a terze persone. Con
la conseguenza che il numero delle schede rientrate non
corrisponde più ad un numero uguale di votanti. Questo potrebbe
scendere
anche drasticamente, nella misura appunto dell’entitá
degli abusi di cui sopra. Se si conteggiano in aggiunta i voti per
amicizia o per pressione – una percentuale da non sottovalutare
– allora bisogna andare ancora più cauti nel considerare questi
risultai elettorali come un segno di maggior partecipazione o come
un giudizio più positivo della collettività nei confronti dei
Comites. Che continuano a restare, nonostante le percentuali di
voto, degli illustri fantasmi.
Chi
è onesto ed ha seguito da vicino il voto, arriva ad una sola
conclusione: è stato una catastrofe. Una caos unico. Compreso lo
scrutinio. La democrazia è tutta un’altra cosa. Chiamiamole
gioco dell’oca, caccia al tesoro, tiro alla scheda, sondaggio,
voto cadetto, prove di democrazia, ma non elezioni nel senso
corrente del termine: offenderemmo la seria tradizione elettorale
italiana.
Su
questo voto bisognerà sicuramente riflettere. Ma anche aprire una
indagine. Non tanto per i Comitati, che forse non meritano una
simile attenzione, ma per il voto politico del 2006, che ha tutto
un altro spessore. La possibilità del voto per posta deve
restare, è una conquista che va mantenuta ed anzi va estesa a
tutto il Paese, anche per allinearci alle democrazie europee. Ma
non può restare questo sistema di voto per corrispondenza.
Ci sono diversi modelli rodati, come quello tedesco, cui
potersi ispirare. E’ comunque chiaro che dopo questa traumatica
esperienza, bisogna voltar pagina. Probabilmente non con Tremaglia,
troppo propenso alla retorica e al paternalismo, bravo a inventare
premi, organizzare convegni e dare patacche, ma, come documentano
queste elezioni di serie b, incapace a gestire i problemi e
progettare serie soluzioni.
Tobia Bassanelli (de.it.press)
Elezioni
Comites. Strana prassi a Stoccarda: la distribuzione dei plichi
elettorali…via terze persone
A
Stoccarda sono state date a singoli candidati che hanno fatto
richiesta via fax o presentandosi personalmente con un elenco di
elettori che ancora non avevano ricevuto il plico elettorale, i
plichi corrispondenti alle singole persone. Tale prassi, messa in
atto dall'ufficio elettorale, dietro "ordini superiori"
era conosciuta da
alcuni candidati / liste e tenuta all'oscuro alle altre liste. A
candidati "non noti" che si sono presentati con un
elenco di persone che non avevano ricevuto il plico elettorale è
stato detto che le persone dovevano presentarsi personalmente a
ritirare il plico elettorale. Altri candidati noti ricevevano
tutti i plichi che richiedevano!
Inoltre
sono stati visti candidati come Tommaso Conte imbucare venerdì
sera nella buca del consolato decine - ma si può parlare di
centinaia - di buste elettorali. Ha sicuramente svolto un servizio
a quelle persone che non facevano in tempo a portare le buste in
consolato
Denuncia
prima dell'apertura dei seggi, da parte della lista Uniti per
Cambiare al Consolato, Ambasciata e Ministero di questa situazione
illegale. Situazione che porta a paragonare la circoscrizione
consolare di Stoccarda ad una "repubblica di banane".
Manca solo che si richiede l'intervento delle forze dell'ONU per
garantire il corretto e democratico svolgimento delle elezioni.
Pino Tabbi, aclibw@yahoo.de
(de.it.press)
|
Risultati
definitivi della
consultazione per il rinnovo dei Comites in Canada nelle
circoscrizioni consolari di Edmonton e Vancouver*
| Circoscrizione
Consolare
|
Plichi
inviati |
Schede
votate
|
% |
nulle |
Voti
Riportati lista
Progetto
Italia-Canada
|
Voti
Riportati lista
Viva
l’Italia
|
| EDMONTON |
4398 |
1511 |
34,35% |
244 |
933
(73.6%)
|
322
(25,41)
|
| VANCOUVER |
11218 |
5847 |
52,12% |
401 |
5076
(93.2%)
|
362
(6.4%)
|
A Toronto
sono state spediti 73.323 plichi. La partecipazione al voto e’
stata di circa il 38% (28,000 schede votate). Sono presenti tre
liste.
Le operazioni di scrutinio
sono tutt’ora in corso e termineranno nella giornata di
lunedi’ 28 Marzo
A Montreal
il termine della consultazione e’ stata dilazionato di una
settimana. Sono presenti tre liste.
A Ottawa
il Comites uscente, formato meno di due anni anni orsono, si e’
rinnovato confermando nella sua
quasi totalita’ (8 su 12 membri) i membri uscenti in una
assemblea pubblica.
Gino Bucchino
|
|
INCA
CGIL
:
Dall'
INCA pervengono notizie relative all'enorme numero di voti
scartati per vizi formali delle schede di voto. Spesso le buste
con il riconoscimento dell'elettore sono state unite alla busta
contenente l'indicazione del voto, rendendo nulla la votazione.
Giungono
notizie relative al rallentamento delle operazioni di voto in Sud
America.
|
|
CNE-
INCHINGOLI: "CONSISTENTI PROGRESSI NELLA PARTECIPAZIONE.
CARENTE L'INFORMAZIONE. ANCORA MOLTI PROBLEMI
Soddisfazione
viene espressa dal Presidente della CNE, Inchingoli, per il buon
risultato ottenuto in termini di partecipazione al voto, se
raffrontato ai risultati delle precedenti consultazioni elettorali
del 1997 per il rinnovo dei Comites, in cui, tuttavia, la
partecipazione avveniva tramite il seggio presso i Consolati,
quelle relative al Referendum, che pure ha dato un miglior
risultato rispetto al passato grazie all'utilizzo del voto per
corrispondenza. Tuttavia, Inchingoli rileva "Si poteva fare
di piu' e meglio".
In
che modo ? "E' mancata l'informazione, rileva il Presidente
della CNE. Se i mezzi di comunicazione avessero condotto un'azione
costante di informazione presso le nostre comunita' i risultati
sarebbero stati migliori e, soprattutto, si sarebbero rilevate
minori difficolta' nelle operazioni di voto. Mi riferisco a tutti
gli organi di informazione ma particolarmente a RAI International
che non è stata granchè presente nell'informare su questo
importante appuntamento.
Ma
per Inchingoli esistono anche altri problemi che hanno limitato
l'affluenza. "Mi riferisco alle azioni frenanti e di parte a
discapito dell'uno o dell'altro schieramento, che hanno indotto ad
una limitata partecipazione, nonostante fosse chiara la volonta'
delle nostre comunita' nel voler accedere a questi strumenti di
partecipazione politica. Una risposta in tal senso c'è' stata ma
sarebbe potuta essere senza dubbio maggiore - prosegue il
Presidente della CNE - se non si fossero determinati gravi
ritardi, se si fossero rese piu' facili le operazioni di
distribuzione delle schede.
Conclude
il Presidente della CNE "Un processo in via di sviluppo è
stato, comunque, avviato e mi auguro che sara' proseguito nel
migliore dei modi in vista delle elezioni politiche. Tuttavia
ritengo si potesse fare di piu' anche in questa occasione.
27/03/2004
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|
INCA:
ALTO IL LIVELLO DEI VOTI ANNULLATI
Altissimo
il numero delle buste annullate. Lo afferma il responsabile del
Segretariato Sociale dell'INCA, Antonio Bruzzese, il quale rileva
come le liste delle forze adenti all'Ulivo abbiano registrato
rilevantissime adesioni in Europa, in Australia. In Canada,
"l'esponente dell'INCA Rocco Di Trolio, a Vancouver, si e'
qualificato il primo nome della propria lista e di tutte le liste
per le preferenze ricevute.
A
Zurigo "da uno a quattro le liste vincenti sono quelle
dell'Ulivo". A Lucerna la situazione e' ancora indecisa. La
partecipazione è buona. Se non ci fossero stati errori di voto.
Le percentuali sarebbeo maggiori e soprattutto non ci sarebbero
errori sulle preferenze, che hanno portato all'annullamento dei
voti.
|
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TREMAGLIA:
AFFLUENZA in aumento: E' LA DIMOSTRAZIONE DELLA MATURITA' POLITICA
DEL NOSTRO ELETTORATO ALL'ESTERO
Un
dato emerge chiaramente: l'affluenza, passata da una percentuale
del 20,55% registrata alle precedenti elezioni dei Comites del
1997 (dove non era ancora previsto il voto per corrispondenza), a
poco più del 24% in occasione dei referendum del giugno 2003 (che
hanno rappresentato il primo esercizio del voto per corrispondenza
per i nostri connazionali all'estero), all'attuale media del 34%
ca.
Il
Ministro Tremaglia afferma "è un dato eccezionale che
testimonia senza ombra di dubbio la maturità politica del nostro
elettorato all'estero".
"Dimostra
inoltre - sempre per Tremaglia - l'efficacia della politica
dell'Italianità portata avanti, in piena sintonia con il Capo
dello Stato Ciampi, da questo nuovo Ministero, la cui potenzialità
non è ancora stata del tutto percepita dalla nostra classe
politica".
In
Europa l'affluenza al voto è stata del 29,44%, in America del
Nord del 24,88%, in America del Sud del 48,65%, in Australia del
31,18% e in Africa del 36,02%.
|
Australia:
successo del centro-sinistra
Clamoroso
successo del centro-sinistra nelle elezioni per i Comites in
Australia che con le sue liste si impone nettamente sul
centro-destra, malgrado il forte richiamo propagandistico,
soprattutto nella circoscrizione consolare di Sydney costituito
dal Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo, che si era
presentato all’elettorato come l’unico depositario dei
valori della bandiera e dell’italianità.
Ma gli elettori italiani residenti in Australia non si sono
fatti ingannare e hanno dato ragione alle liste che si
richiamavano ai valori politici e sociali del centro-sinistra.
La schiacciante vittoria delle liste “Italiani d’Australia
per il Progresso” che si ispirano alla coalizione dell’Ulivo
ha consentito nel Nuovo Galles del Sud, Victoria e Australia
Occidentale (i tre Stati australiani dove il centro-destra aveva
presentato proprie liste) l’elezione di nove consiglieri sui
dodici che costituiscono i Comites, che per la prima volta si
eleggevano anche in Australia.
Da sottolineare che nella Circoscrizione di Sydney la lista alla
definizione “Italiani d’Australia per il Progresso” aveva
aggiunto il simbolo dell’Ulivo dando così alla lista una
precisa identificazione politica ed è stata premiata dagli
elettori concludendo con 4.010 voti contro i 1.672 contati per
il CTIM.
I votanti a Melbourne sono stati il 35 per cento, mentre a
Sydney si è superato di poco il 30%. Moltissime i voti invalidi
e le liste nulle che a Sydney sono state ben 3266, cioè oltre
un terzo dei voti. La causa di questo sconcertante risultato va
addebitata alla scarsissima, se non nulla, informazione fornita
alla collettività dalle istituzioni italiane e anche ad
iniziative di presunte organizzazioni di sostegno per alcuni
candidati di tutte e due le formazioni politiche che hanno
indotto migliaia di elettori a porre preferenze in ambedue le
liste.
Per quanto concerne la mancanza di una informazione mirata si
ricorda che non è stata inviata nessuna preventiva nota
informativa agli elettori come era stato chiesto ripetutamente
dal CGIE prima dell’invio del plico contenente la scheda
elettorale. Pochissima l’informazione istituzionale sui mezzi
di informazione in lingua italiana, tanto da farci chiedere come
sono stati impiegati il 1.675.000 Euro che erano stati stanziati
proprio per questo motivo. Ma addirittura non si è pensato di
indicare chiaramente sulla scheda elettorale, oltre al fatto che
si potevano apporre 4 preferenze,
anche la dicitura “su una sola lista” che non avrebbe
provocato nessun aumento di spesa.
Inutile, infine, ripetere tutte le disfunzioni degli elenchi
degli elettori forniti dal ministero degli interni: un vero caos
che non ha consentito a tanti elettori di poter esercitare il
loro diritto di voto.
Pietro
Schirru
Pietro Schirru era candidato a
Sydney nella lista di centro-sinistra “Gli Italiani
d’Australia per il Progresso” nella quale è
risultato il primo eletto con 1636 voti di preferenza.
|
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BRUZZESE
"UN SUCCESSO INATTESO"
Dal
Desk elettorale del Segretariato Estero del Patronato INCA
giungono gli ultimi dati relativi ai voti ed il responsabile del
Segretariato estero sottolinea con ottimismo i risultati delle
liste aderenti allo schieramento dell'ULIVO. In primo piano la
Svizzera, le affermazioni del Belgio, a Bruxelles, e della sede di
Vancouver, dove il rappresentante dell'INCA Rocco Di Trolio ha
ottenuto un voto plebiscitario. A Toronto, invece, l'affermazione
e' senza dubbio ridotta. Qui sono la partita e' ancora aperta con
le liste del CTIM, afferma il responsabile del Segretariato Estero
dell'INCA, Bruzzese. Nettamente avanzate le posizioni del CTIM
anche a Cordova. Mentre a Buenos Aires la Lista capeggiata da
Luigi Pallaro fa il pieno di voti, seguita dalla lista n.2 di
Mario Frizzera. Una incognita rimane Rosario, da dove al Desk
elettorale dell'INCA attendono ancora notizie.
"I
partecipanti al voto sono piu' numerosi di coloro che hanno potuto
prendere parte al voto, afferma Bruzzese, il quale sostiene
"non si puo' conquistare un diritto per poi non prevedere gli
strumenti adeguati perche' si possa esercitarlo.Ancora siamo molto
lontani dall'esercizio del diritto di voto delle nostre comunita'
all'estero".
Molte
le ragioni, per Bruzzese. Confusione degli organi competenti (come
è avvento per le liste valide ai fini del voto e delle
candidature ). Occorrerà' ripensare a tutto nel tempo ma anche
molto rapidamente in vista delle prossime elezioni
politiche", aggiunge l'esponente del Consiglio Generale degli
Italiani all'Estero. "Le comunita' a ben ragione chiedono una
lista degli aventi diritto piu' seria, piu' trasparente e piu'
completa". Ed aggiunge "Si potrebbe prendere, ad
esempio, in considerazione l'anagrafe consolare che, essendo
presente sul territorio ed avendo la collaborazione di
associazioni e patronati, potrebbe portare ad un forte
miglioramento dell'esercizio del voto all'estero". Dunque,
"maggiore trasparenza e minore confusione".
Il
secondo punto l'informazione: il numero di schede annullate impone
una verifica sulla questione:è mancata l'informazione delle
comunita', sia da parte dei media che dei Consolati.
Il
terzo punto importante, per Bruzzese," riguarda il problema
di una maggiore serietà da parte delle istituzioni. Serietà che
per alcuni è mancata. Ci sono dei Consoli - afferma Bruzzese -
che hanno voluto strafare, si è vissuto il voto nella
irregolarita' piu' completa: dal momento della gestione della
campagna ad operazioni di voto molto discutibili, a cominciare dal
Console di Cordoba. Non mancheremo di approfondire le questioni e
di denunciarle nel modo piu' fermo e deciso".
Bruzzese,
comunque, sottolinea anche soddisfazione per come stanno andando i
risultati " La parte piu' sana di coloro che operano nella
collettivita', i Patronati in primo luogo, e gli operatori dell'INCA,
escono fortemente premiati. Avremo modo di tornare sull'argomento
nelle prossime ore quando i risultati saranno completi. Una cosa
pero' posso affermare "chi opera nel merito dei problemi
tutti i giorni ha avuto il giusto riconoscimento"..
Ci
saranno, in seguito, valutazioni di ordine piu' politico e
generale che come consigliere uscente del CGIE lascio agli
schieramenti che si sono caratterizzati in termini piu' politici .
Per ora si puo' osservarecome le liste che si richiamano ai valori
dell'Ulivo abbiano avuto una affermazione piu' grande di quella
che si immaginava alla vigilia di queste elezioni".
Quindi,
prosegue nella disamina dei risultati "in Cile il 40% degli
scrutini da ragione di un sostanziale equilibrio fra le liste
aderenti ai due schieramenti.
In
Argentina a Mendoza ben 1700 voti su 12.300 plichi inviati e 6.780
votanti sono stati annullati. Finora in Argentina a Laude Canali
è andato il maggior numero di voti 3.352.
A
Rio è in testa la lista dell'Ulivo con "Viva l'Italia".
Il problema a piu' riprese denunciato è stato risolto, è stata
votata la lista ma non sono stati dati voti ai due esponenti di
cui si era denunciata la presenza, che non saranno eletti. a San
Paolo sono cinque gli eletti. Uno scandalo su 78.000 schede,
36.000 rientrate e ben 23.000 annullate.
Parigi,
Lilla, Marsiglia...in Francia avanzano le forze aderenti
all'Ulivo. A Parigi ben l'80%.(28/03/2004-Italian Network)
|
|
Cari/e compagni/e,
alcune osservazioni sulle modalita'
di voto per sé e ci serviranno per il "senno di
poi".
- Regola
generale (vecchia e bipartisan), necessita' di cercare di
avere persone che hanno gia' esperienza in ruoli
istituzionali (Presidente e Segretario/a). Questa votazione
era complessa e alcuni seggi avevano due persone volenterose, ma
non avvezze alla burocrazia italiana (e spesso succede
all'estero). Questo non vuol dire di non aprire ai giovani
(anzi, meno male che c'erano loro, altrimenti ci eravamo
ancora!!) pero' le istruzioni ricevute erano sommarie e si
poteva correre il rischio di lungaggini;
- il numero
delle schede da scrutinare era eccessivo, vista la doppia
operazione richiesta. Noi ne avevamo 1400 e abbiamo finito a
mezzanotte e mezzo solo perche' siamo stati capaci di costruire
un team affiatato nel quale tutti sono stati coinvolti nel
lavoro (le istruzioni erano "fate i turni e finite lunedi
mattina"....spero bene che altri seggi abbiano seguito il
nostro esempio e non la linea ufficiale, che - anche se non era
nelle intenzioni - poteva portare a lungaggini (o peggio).
- I registri con
le liste degli aventi diritto al voto erano pietosi. Il
registro principale era solo uno, con caratteri microscopici e
con una sequenza di numeri estremamente difficile da seguire (il
numero iniziale era dato da 3 cifre, dal quale discendevano
numeri fino a sei cifre). Intanto si poteva stampare la lista in
due spezzoni, in modo tale che sia presidente che
vicepresedente (o due scrutatori) potessero lavorare piu'
velocemente alla verifica degli iscritti. Poi mi chiedo ancora
se era davvero necessaria tutta questa scena sui numeri invece
dei nomi. Visto che le buste principali si aprivano in ogni caso
solo al seggio, che si sapesse che Anna Biondi era
all'origine della scheda invece che il numero 00038748, che
differenza fa? e' vero che puo' essere una garanzia in piu', ma
se le garanzie istituzionali ci sono (tutte le schede aperte in
modo pubblico e di fronte a scrutatori di entrambe le liste),
allora il voto sara' corretto. In ogni caso se si decide di
continuare con i numeri, urgenti provvedimenti devono essere
presi per facilitare i compiti di scrutinio (mi dicevano - e non
so se e' vero - che a Zurigo il Consolato ha messo a
disposizione il terminale per verificare i numeri degli elenchi:
questo sarebbe stato eccellente anche per noi);
- il 10% circa
delle schede del mio seggio sono state annullate e non
scrutinate perche' non contenevano il tagliando. Io so che la
doppia busta era una garanzia, ma ora mi e vi chiedo: se
avessimo aperto quella seconda busta bianca, trovando un
tagliando e una scheda integra, visto che operavamo in un seggio
con tutte le garanzie istituzionali (scrutatori, rappresentanti
di lista, etc) non potevamo mettere quella scheda nell'urna
visto che nessuno ne conosceva in ogni caso il contenuto?
differente il caso evidentemente sarebbe stato se il tagliando
non ci fosse stato o se la scheda fosse risultata piegata
diversamente o altro. Mi e' molto dispiaciuto non aver dato una
chance a tanta gente che ci aveva provato.
Altre questioni
tecniche potrebbero essere sollevate, in ogni caso queste sono
le principali che mi vengono in mente di prima mattina per la
prossima volta.
Non posso finire
questa nota se non con una riflessione politica: ricordo che
Norberto a Ginevra ci ha detto che non dappertutto si era scelta
l'idea di andare con il simbolo dell'Ulivo. Va da se che io
spero che tutte le liste progressiste siano andate al meglio, ma
certo che la scelta dell'Ulivo é vincente. Il fatto stesso che
i maggiori Patronati (e ricordiamoci che all'Estero contano)
erano insieme é una carta vincente (nel mio seggio gli unici
per i quali ho dovuto - con gioia - aggiungere la seconda
casella ai voti di preferenza sono stati Gianni Paggi e Carmen
Gnazzo dell'INCA...vorra' pur dir qualcosa). Indipendentemente
da come sono andate le elezioni in generale (quando scrivo tengo
ancora le dita incrociate) io credo che questa sia la via da
seguire con coraggio e determinazione.
Cari saluti e ... in bocca al lupo
all'Ulivo!!!
Anna Biondi, Ginevra
|
|
da
Bruno De Santis: CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI LILLE
( FRANCIA )
RISULTATI
DELLE ELEZIONI DEL COM.IT.ES.
(PLICHI INVIATI DAL CONSOLATO) 22.472
PLICHI NON RECAPITATI
2.590
VOTANTI
5.596
VOTI ANNULLATI 512
SCHEDE SCRUTINATE 5.084
SCHEDE BIANCHE
115
SCHEDE NULLE
571
VOTI VALIDI
4.398
|
Lista
2
|
VOTI
2.861
|
%
65,05
|
SEGGI
8
|
|
1.
DE SANTIS BRUNO
|
2.211
*
|
|
1
|
|
2.
CUCCA FRANCESCO
|
1.238
|
|
3
|
|
3.
MAZZOTTA MARIA
|
1.367
|
|
2
|
|
4.
DEGANO MARYSE
|
956
|
|
4
|
|
5. MICELI LUCA
|
455
|
|
6
|
|
6.
TURNU
CANNAS BIANCA
| | | | |