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 CHE COS'E'
Il Premio Conti nasce per dare voce alle donne e agli uomini protagonisti dell’emigrazione italiana, per conservarne la memoria rendendola patrimonio di tutti. Nel corso di quattro edizioni l’iniziativa ha visto la partecipazione di decine di racconti, opere di poesia, biografie, memoriali (e nell’ultima anche studi, ricerche e tesi di laurea).
Lavori che raccontano in prima persona la vita reale ma anche esperienze di chi è venuto in contatto con questo mondo solo indirettamente; a volte sono storie antiche raccolte dai giovani, consci di una ricchezza che non deve perdersi, desiderosi di ritrovare le origini della famiglia, un legame con l’Italia, una lingua che non è più propria ma non è ancora straniera. Storie vere, dunque, ma anche fantasie, nutrite comunque da un profondo vissuto fatto di sofferenza e di gioia, rivitalizzato dall’energia ritrovata nello scrivere, nel raccontare e raccontarsi, nel comunicare. Inevitabilmente cresce negli anni il numero di lavori ispirati dall’immigrazione in Italia, e il Premio Pietro Conti è sempre di più un territorio libero di scrittura, che ha come unica frontiera quella dell’esperienza,così unica e insieme comune, di chi lascia il proprio Paese per lavorare all’estero.
QUANDO Il Premio Pietro Conti è nato nel 1992 dall’idea di un gruppo di intellettuali legati al mondo dell’emigrazione e all’insegnamento di Carlo Levi, primo presidente della Filef. Doveva essere un’iniziativa unica, legata alle celebrazioni del venticinquesimo anniversario della Filef, ma il gran numero di partecipanti spinse gli organizzatori a renderla permanente, con edizione biennale.
Il NOME Al momento dell’istituzione del Premio era da poco scomparso Pietro Conti, primo Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria, deputato, che aveva sempre prestato un’attenzione particolare alle comunità italiane all’estero, mettendo in campo strumenti normativi e di intervento che all’inizio degli anni settanta costituirono vere e proprie pietre miliari nelle politiche regionali e statali per l’emigrazione. La Filef decise dunque di intitolare alla sua memoria il nascente premio letterario:
La REGIONE UMBRIA aderì subito con entusiasmo all’iniziativa e da allora è sempre rimasta a fianco della Filef, coinvolgendo anche l’ISUC, l’Istituto di Storia dell’Umbria Contemporanea.
DALLA NARRATIVA ALLA SAGGISTICA Dalla collaborazione con l’ISUC nasce anche la decisione di allargare il Premio dalla narrativa alla memorialistica e alle biografie e poi alla saggistica (dal ’99) nell’intento di creare una sorta di ‘osservatorio in diretta’ dell’emigrazione come anche dell’immigrazione, visto che al Premio possono partecipare cittadini stranieri , anche non residenti in Italia..
LA GIURIA E IL COMITATO SCIENTIFICO Ne fanno parte esperti di emigrazione ma anche scrittori, docenti universitari, linguisti. Per l’edizione 1999-2000 il Comitato scientifico è stato presieduto da Vincenzo Consolo; Lidia Ravera presiedeva la giuria della prima edizione.
I LIBRI Gli elaborati vincitori di ognuna delle tre sezioni e altri lavori segnalati dalla giuria per particolari meriti letterari, di ricerca o di analisi, vengono ad ogni edizione pubblicati in un volume della Editrice Filef distribuito tramite la rete associativa in tutta Italia e nei principali Paesi di emigrazione.

 
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