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Il Consiglio Nazionale della FILEF,
riunito a Pescara il 30 giugno del 2005 ha eletto i
nuovi organi e approvato il nuovo
statuto della FILEF.
Con le determinazioni del Assemblea di
Pescara, con il nuovo approccio operativo definito nello Statuto, in
sintonia il processo di nuova aggregazione costituita dalla FIEI
(Federazione Italiana EMigrazione Immigrazione), la FILEF intende
consolidare ed ampliare, attraverso la sua rete di oltre 400 associazioni
aderenti, la sua attività nel campo dell'emigrazione e dell'immigrazione.
con interventi che vanno della formazione professionale alla cooperazione
internazionale, dalla produzione culturale, informativa,
storico-documentaristica, alla sperimentazione di nuovi servizi per le
collettività emigrate ed immigrate, alla loro valorizzazione come attori di
un nuovo modello di globalizzazione.
Origini, sviluppo della presenza, attività realizzate
dalla FILEF 1967 al 2000 e dal 2000
al 2005
Dalla sua Fondazione, avvenuta nel 1967 (novembre), la FILEF (Federazione Italiana dei Lavoratori Emigrati e Famiglie) ha assolto il ruolo di organizzazione di massa di tipo nuovo. Con la presenza in tutti i paesi del mondo e nelle regioni italiane si è determinata una partecipazione attiva e diretta di centinaia di migliaia di lavoratori emigrati che, per la prima volta nella storia dell'Italia, hanno rappresentato essi stessi i loro problemi di vita e di lavoro e ne hanno proposto le soluzioni, unitarie e mai corporative, nell'ambito della realtà complessa delle società estere e della nostra nazione. Sono, infatti, di competenza dello Stato italiano e di quelli esteri le soluzioni di tanti problemi sociali, politici, sindacali, culturali, dei quali, fino al 1967, vi erano accenni di soluzioni assai parziali e limitate, per lo più di natura previdenziale e assistenziale, e solo in parte già affrontati dalle ACLI dopo il 1950. Con la nascita della FILEF avveniva una vera svolta che interessò il complesso della politica internazionale e degli Stati, compresa la Comunità europea che, allora, era ai suoi primi passi, e alla quale la FILEF presentò in due occasioni, nel 1971 e nel 1973, un "libro bianco" sulla condizione degli emigrati e una proposta di "statuto internazionale dei diritti", poi divenuto il testo fondamentale per norme generali per una politica dell'emigrazione. Il medesimo testo ha fornito i canoni più recenti per una politica riguardante tutte le immigrazioni e le stesse norme accolte nella legge italiana n.40/1998 concernente i lavoratori immigrati.
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