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In breve sintesi lo Statuto della FILEF si fonda sui seguenti principi:
1. la parità delle condizioni con i cittadini nazionali nei luoghi di lavoro e nella vita sociale con pari diritti previdenziali, di sicurezza e di norme di vita;
2. una nuova politica del paese di origine dell'emigrazione per la tutela diretta, diplomatica e generale dei propri cittadini all'estero, e, intanto che duri l'emigrazione, tendente a rimuoverne le cause economiche e sociali che l'hanno determinata e favorirne il progressivo rientro nella concezione che l'emigrazione è una perdita non solo umana ma anche economica;
3. la diretta partecipazione delle organizzazioni dell'emigrazione alla discussione e all'approvazione dei provvedimenti necessari e la nascita in Italia e all'estero di organismi di tale partecipazione, come il Consiglio degli italiani all'estero e le Consulte regionali.
Così avviata la questione, è sorto un intero nuovo capitolo nel diritto internazionale. L'originalità dell'esperienza della FILEF è stata ripresa da altre collettività di emigrati di altri paesi. Ciò ha corrisposto, comunque, al segno dei tempi, fondato sulla partecipazione alla vita politica e ai sistemi democratici, parlamentari e rappresentativi.
Per altro, la FILEF ha consolidato nel tema la generale tendenza verificatasi in ogni parte del mondo dopo la seconda guerra mondiale, di cui sono state sintesi politiche internazionali e pacifiche le Nazioni Unite e la Carta dell'ONU e la Carta dei diritti umani fondamentali (1945-1948), che prevedono, in sostanza, la parità, la democrazia delle istituzioni e il divieto di qualsiasi discriminazione.
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