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Fu Carlo Levi, scrittore, storico, filosofo e politico italiano, pittore e primo Presidente della FILEF, che lo coniò riassumendo gli indirizzi culturali e storici e il programma della nuova organizzazione, che, con realismo e fedeltà alla verità storica, si può oggi riassumere nella politica della FILEF.
Dai diritti al nuovo sviluppo
Il percorso storico della FILEF, l'impegno sui grandi temi del lavoro degli emigrati, dei loro diritti di cittadinanza, della tutela assistenziale e previdenziale, del riconoscimento del ruolo insostituibile della donna in emigrazione, hanno portato al formarsi di un'identità cosciente e forte, gli italiani all'estero oggi rappresentano alcuni dei nostri migliori valori culturali ed economici.
Nel suo ruolo principale di tramite con il Paese d'origine, di tutela e riconoscimento dei diritti all'integrazione, la FILEF si fa quindi promotrice di un nuovo modo di concepire l'emigrazione come potenzialità di sviluppo anche per l'economia italiana.
Per questo nel programma dell'Associazione è sempre più cruciale l'attività di ricerca, per capire la sostanza più intima dei cambiamenti, prevenire le necessità e le istanze, indirizzare le politiche e tessere una nuova rete di legami forti tra gli emigrati e l'Italia, tramite anche la sua capillare rete di sedi, in tutto il mondo. E nel suo ruolo di stimolo alla crescita, la FILEF ha moltiplicato i progetti di formazione, di consulenza alle piccole e medie imprese e alle attività autonome degli italiani all'estero, ha organizzato iniziative culturali diffuse, sta aprendo nuovi canali d'informazione e promozione anche via Internet.
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