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PORTO
ALEGRE: PIENO SUCCESSO DEL SEMINARIO FIEI SU “CENT’ANNI DI
MIGRAZIONI”:
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Con
la manifestazione contro l’ormai prossimo attacco bellico contro
l’Iraq, si è aperto nel tardo pomeriggio di mercoledì 23 gennaio, il
Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre in cui sono rappresentati 126 Paesi
e 5500 organizzazioni sindacali, politiche e non-governative, e che
daranno vita a una settimana di incontri, conferenze, dibattiti e
seminari, che la capitale gaucha ospita con allegria e successo per il
terzo anno consecutivo.
Decine
di migliaia di persone hanno attraversato il centro della città, per poi
concentrarsi dopo tre ore di marcia presso l’anfiteatro Por do Sol, dove
si è urlato a gran voce un chiaro no alla guerra e a qualsiasi intervento
armato.
E’
emerso un preciso segnale che mira a riconvertire le enormi spese militari
in aiuti umanitari, che non siano semplici palliativi e fumo negli occhi,
ma dei notevoli interventi strutturali che permettano ai Paesi poveri di
risollevarsi prima di tutto dal lato economico per raggiungere di
conseguenza un grado di autocoscienza politica che permetta in seguito la
democrazia.
Nelle
fila del corteo hanno marciato dietro l’affollatissimo striscione della
CGIL, insieme al Segretario Generale Guglielmo Epifani ed ai compagni
dell’INCA e dello SPI, anche la delegazione della F.I.E.I., presente qui
in Brasile per realizzare, nell’ambito del Forum, un seminario dal
titolo “Cent’anni di migrazioni: dall’emigrazione italiana ed
europea del ‘900 alle attuali migrazioni dal Sud al Nord del Mondo”.
Un
incontro che ha cercato di analizzare le dinamiche della globalizzazione
neoliberista negli ultimi due decenni nelle aree sviluppate del Nord del
Mondo, focalizzando di seguito l’attenzione sui flussi migratori e la
loro difficile gestione, per poi parlare di cittadinanza globale,
politiche di accoglienza, di integrazione e di cooperazione.
Ha
aperto i lavori del seminario l’introduzione del coordinatore nazionale
della F.I.E.I. Rodolfo Ricci che ha tracciato un profilo sociale e
politico della situazione italiana, partendo dalla nostra emigrazione. Una
emigrazione che in un secolo ha visto un esodo di circa trenta milioni di
cittadini ai quattro angoli del mondo, per concentrare poi l’attenzione
sull’attuale immigrazione in Italia, vista come fenomeno non contingente
ma di lungo periodo, nel quadro di più ampie migrazioni dal Sud al Nord
del mondo.
Si
sono susseguiti numerosi interventi alla presenza di autorevoli dirigenti
politici e sindacali, tra cui il Segretario Generale della CGIL Guglielmo
Epifani.
Francesco
Carchedi ha illustrato e commentato la Legge Bossi-Fini, Francesco
Berrettini (FILEF) ha parlato di comunicazione, di massmedia e in
particolare di Rai-International, Rino Giuliani (FIEI) ha affrontato il
tema del nazionalismo, Antonio Bruzzese (INCA) ha sottolineato l’urgenza
di politiche comuni europee nella gestione dei flussi migratori. Per la
Segreteria confederale della CGIL sono intervenute Paola Agnello e Titti
Di Salvo che ha tracciato un profilo ci cittadinanza universale,
esprimendo in conclusione anche la posizione della CGIL sul tema attuale
della guerra.
Hanno
preso la parola, tra gli altri, Andrea Lombardi, docente all’università
USP di San Paolo del Brasile, Bruno Rossi (SPI CGIL), Renato Palermo (INCA
e FILEF Montevideo), Pasquale Ferraro (FILEF Argentina), Silvia Bartolini
(Consiglio Regionale Emilia Romagna), Nino Galante (PROSVIL) e Ugo Boggero
(rappresentante legale della FILEF) che, tra le altre cose, ha voluto
segnalare come sia oggi essenziale recuperare le ragioni dei fenomeni
migratori per realizzare delle politiche più efficaci.
Le
conclusioni sono state tratte da Andrea Amaro (CGIL – Ufficio per gli
Italiani all’estero) che, nel ricollegare i vari interventi, ha messo in
grande evidenza l’importante ruolo che la FILEF sta svolgendo sia nel
campo della tutela dei diritti dei migranti italiani, sia oggi
soprattutto, nel campo della formazione, attraverso l’attuazione dei
progetti di import-export, di riqualificazione degli insegnanti di lingua
italiana e di e-trade a San Paolo, Rosario e Porto Alegre.
Amaro
ha poi centrato l’attenzione sugli obiettivi di lavoro che la Fiei dovrà
fare propri, avendo come punto di riferimento una sempre maggiore
integrazione e una sempre maggiore garanzia e tutela dei diritti dei
migranti. In questo ambito è emersa la proposta di rinnovare il rapporto
FIEI-CGIL, integrandolo e rendendolo più agile per realizzare sinergie
con le collettività italiane all’estero, e farsi così trovare
preparati per dare risposte ai nuovi bisogni che in queste collettività
emergono nel campo della cultura, della lingua e della formazione.
Cristiano
Marcellino
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