i-nuovi-vampiri

di Tonino D’Orazio

E’ l’immagine che mi ricorda Monti appena appare in televisione. Ancora più evidente quando è in mezzo a Merkel e Sarkozy o insieme a Draghi… Nuovi mostri, nuovi vampiri. Braccio armato del branco formato dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo Monetario Internazionale, dalle agenzie di rating, dalle grandi banche e dal mondo della grande speculazione finanziaria.

 

Stanno succhiando l’ultimo rivolo di sangue di un intero popolo, di uno stato sovrano, quello greco. Con lentezza, come si conviene, diciamo con aplomb e con gusto, senza paura. Non hanno nulla da temere. Conoscono la situazione della Grecia, 11 milioni di abitanti, nei minimi dettagli.

I disoccupati in Grecia, che vengono comunque contabilizzati tra gli "attivi" dall’ente nazionale di statistica, a novembre erano un milione 29 mila, con un aumento di 126 mila unità nel solo mese di dicembre e di 337 mila nel confronto con l’anno prima. Gli occupati totali sono crollati a 3,9 milioni, dai quasi 4,5 milioni. Continua tra l’altro a crescere il numero di inattivi, cioè coloro che non hanno un lavoro e non lo cercano (a differenza dei disoccupati) e ormai sono a 4 milioni 423 mila, e superano ampiamente il numero degli occupati. Il tasso di disoccupazione supera il 20% e tra i più colpiti dalla recessione ci sono anche lì i giovani annoiati tra i 15-24 anni – quasi la metà sono disoccupati – e le donne. Quanto all’inflazione, è al 5,3% dell’anno precedente. Resta l’antico problema – che i garantiti ovviamente rimuovono -, ma ribellarsi è giusto? O è più giusto morire dissanguati in silenzio e godendo?

La Grecia ora è in totale miseria, non può più pagare e non può più rimborsare. Ma la richiesta degli strozzini continua: ulteriore riduzione del 22% dei salari minimi, che scendono da 750 a 450-500 euro mensili, (presto saranno competitivi come nei paesi dell’est), ulteriore licenziamento di 15.000 dipendenti del settore pubblico subito, (150.000 lavoratori del settore pubblico entro il 2015) e taglio del 15% delle pensioni complementari (tremate fondi professionali e assicurativi privati italiani! Si può fare!).

 

Anzi un boss degli strozzini dalla Commissione Ue minaccia: "La Grecia ha già superato la data limite che la Ue le aveva dato sulla chiusura delle trattative con i creditori privati (cioè le banche che hanno ricevuto i soldi dalla BCE all’1% da prestare allo stato greco al 15%) per la ristrutturazione, che sarà all’infinito perché il debito complessivo è di 350 miliardi di euro, "un ritardo che non si può ignorare".

E quindi? Con che possono pagare se già con la cura “lacrime e sangue” o con l’eufemistico “drastiche misure di austerità” è crollata la base contributiva e dei consumi? E’ il gioco del gatto e del topo? I greci devono aspettare, per sapere come e quando moriranno dissanguati, la decisione del parlamento tedesco del 27 febbraio? Tanto per ribadire chi comanda?

Anche ricevendo i 130 miliardi di euro necessari a scongiurare il default a marzo, quando il 20 andranno in scadenza 14,5 miliardi di obbligazioni, comunque i fondi non basteranno più, perché c’é un ulteriore “buco” da 15 miliardi da coprire. La bancarotta, il default di Atene, è già nei fatti, ma i vampiri la tengono ferma per succhiare ancora il residuo sangue da quel corpo sociale martoriato, per strappargli fino all’ultimo euro per continuare a ingrassare la speculazione dei creditori stranieri che si stanno appropriando del paese (tutti i porti, tutti gli aeroporti, ecc …) e del suo futuro. E sgonfiato e espropriato  lo lasceranno comunque cadere. Vera cultura coloniale, esperienze africane nuove per la costa nord del mediterraneo.

Tanto che lo stesso ministro delle Finanze greco Evangelos Venizelos, ha messo così la questione: “Se vediamo il nostro futuro e la nostra salvezza nell’eurozona, in Europa, allora dobbiamo fare quello che si deve fare perché il nostro piano di riforme sia definitivamente approvato. Se invece il nostro paese, il nostro popolo, dovesse preferire un’altra decisione politica, una che ci porti fuori dall’eurozona e fuori dall’integrazione europea, dobbiamo dircelo chiaramente”. Monito, minaccia o presentimento per le imminenti elezioni di aprile?

Quanto a noi, difficile credere alle copertine del Time, ai titoloni dei giornali italiani, tutti appassionatamente insieme, agli abbracci di Obama, ai giornalisti televisivi nostrani entusiasti che descrivono l’Italia già in salvo dopo la prima cura facendo finta che la seconda fase sarà di equità e sviluppo. “Salario minimo garantito, migliori ammortizzatori sociali per tutti e soprattutto per i precari”.
Non solo c’è chi ci crede, ma c’è anche chi rulla i tamburi. Conosciamo il meccanismo, altro che l’Italia “ce la farà”. La visita all’insegna di “tranquilli, ci sono io” di Monti a Walt Street (dopo quella ossequiante a Obama), non significa altro.

L’attacco indiscriminato, rapido e diretto alle pensioni ha già trasformato profondamente il mercato del lavoro, sia futuro che presente, rimangono gli ultimi ritocchi di deregulation. E’ l’abolizione del contratto collettivo nazionale per tutti, (solo contratti aziendali, nemmeno di settore), il licenziamento su due piedi (magari con due soldi per accontentare anche i sindacati che dicono di rappresentare più di dieci milioni tra lavoratori e pensionati e poi fanno tre ore di sciopero per non “disturbare”) e possibilità di porre il singolo debole lavoratore davanti al suo plenipotenziario padrone. Un po’ come nel 1905. Saranno ritocchi uguali, chiamati “riforme” (non ci si stupisce mai abbastanza dell’ambiguità dei termini utilizzati per confondere la gente) già legalizzati dai loro governi per i lavoratori della Grecia, della Spagna, del Portogallo e dell’Ungheria.
C’è una regia unica che funziona con lettere e fax e i governi eseguono. Il branco della Finanza, vampiri e usurai, non si fermerà di fronte a nulla. La Grecia da domani, siamo noi.

2012-02-10 18:11:07

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.