macomer-saluta-i-suoi-tanti-emigrati-che-tornano-per-lestate-ma-nel-2011-e-ripartito-il-5-della-popolazione

di Tito Giuseppe Tola

MACOMER. Più che a Ferragosto gli emigrati di Macomer rientrano per le ferie a metà luglio, nelle settimane che precedono la festa patronale di San Pantaleo. La festa si celebra il 27 luglio, ma molti sono già rientrati. Oggi la città li accoglierà con una festa dedicata che si terrà alle ore 20 nel centro storico, un’accoglienza calda non solo per gli aspetti meteorologici e climatici, ma anche per l’ospitalità e il vino che contribuirà a riscaldarla. La “Festa dell’emigrato”, che si celebra già da alcuni anni, si svolgerà in piazza Caria, nella parte vecchia di Macomer. La organizzano la Pro loco e il Comitato del centro storico col patrocinio del comune. Col vino ci saranno gli assaggi dei piatti tipici di Macomer, pecora bollita e arrosti vari.

Un centinaio di emigrati sono già rientrati e si prevede che stasera molti di loro saranno in piazza a festeggiare. Macomer, città dove un tempo si veniva per lavorare, da oltre un decennio ha scoperto l’emigrazione. Anche prima c’erano dei macomeresi emigrati per motivi di lavoro. Quelli della prima generazione partiti in Francia, Svizzera, Belgio e Olanda negli anni Cinquanta e Sessanta sono ormai tutti in pensione e molti sono rientrati. Oggi c’è una nuova emigrazione dei giovani che cercano lavoro in altre regioni italiane e all’estero e ci sono gli studenti universitari fuori sede, “apprendisti” emigranti che difficilmente rientreranno a Macomer se non per le feste o per il patrono. I macomeresi ce ne sono in tutto il mondo. Di quelli che stasera parteciperanno alla festa, qualcuno è rientrato dall’Australia, molti da altre regioni italiane.

Una certa tendenza migratoria c’è sempre stata, ma con saldi positivi. Il numero di quanti sceglievano di trasferire la residenza a Macomer superava quello delle cancellazioni anagrafiche. Nel 2002, ultimo anno con un saldo positivo di 18 unità, la situazione si è ribaltata. Negli anni seguenti i saldi sono tutti negativi: -57 nel 2003 con la punta più alta (-84) nel 2006 e un saldo negativo totale di -463 fino al 2011, quasi il cinque per cento della popolazione. Nel decennio le cancellazioni anagrafiche per iscrizione in altri comuni sono state 1833, alle quali si sommano 82 cancellazioni per l’estero. Sono i nuovi emigrati che se ne vanno per cercare lavoro.

 

Fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/

2013-07-15 16:57:31

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